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giovedì 19 gennaio 2012

I SUB TRIESTINI NEL RELITTO DELLA NAVE COSTA CONCORDIA: "E' UNA TRAPPOLA"

«La nave si muove, è appoggiata a un fondale di venti metri, sotto c’è un terrazzamento a 38 metri, e poi un salto fino a – 90. Il rischio che possa scivolare laggiù è concreto». Luciano Russo, uno dei quattro speleosub triestini del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas) del Friuli Venezia Giulia inviati all’Isola del Giglio per perlustrare il relitto della Costa Concordia, non nasconde le difficoltà che le varie squadre di sommozzatori giunte da ogni parte d’Italia dovranno affrontare nei prossimi giorni. Inclinato di novanta gradi, per metà sommerso, il relitto della Concordia al suo interno è un labirinto buio e pieno di trappole. Fino ad ora i sommozzatori hanno compiuto alcune immersioni “di assaggio”, ma una penetrazione in profondità è operazione da pianificare nel dettaglio. «Poi – continua Russo – fino a questo momento era necessario calarsi da venti metri d’altezza, cioè dalla parte emersa del relitto, per raggiungere l’interno». Intervento complesso da compiere con le ingombranti e pesanti attrezzature subacquee, tanto che è stato deciso di demolire con l’esplosivo due grandi vetrate in modo da agevolare l’ingresso dei sub nel vasto salone centrale, da dove tenteranno di raggiungere le cabine. Terzo problema, spiega il soccorritore triestino, «è il cedimento delle strutture interne che crea seri ostacoli alla progressione in immersione». Pezzi di moquette, cavi, pannelli dei controsoffitti staccati, oggetti di ogni genere: nel relitto allagato i sommozzatori si troveranno di fronte ogni tipo di ostacolo, senza contare l’inclinazione della nave, che provoca disorientamento. Già in superficie navi come la CostaConcordia sono, all’interno, quasi dei labirinti, capovolte e immerse diventanounvero rebus. Non appena gli incursori dei Comsubin avranno aperto, come previsto, un varco attraverso le grandi vetrate, le squadre di sommozzatori, ....... CONTINUA A LEGGERE SU QUOTIDIANAMENTE.NET

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