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giovedì 1 marzo 2012

dal 2 marzo: Mostra “Le navi scomparse- Archeologia subacquea nella marina di Arbus - I relitti di Pistis”

Mostra temporanea curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari ed Oristano - Settore Archeologia Subacquea: conservazione e restauro - in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Arbus. - da venerdì 2 marzo 2012 a sabato 2 marzo 2013

Sui fondali della Costa Verde, nello specchio di mare di Pistis, sono stati ritrovati tre relitti e abbondanti reperti, ciò che resta di naufragi o eventi bellici. In particolare: nove cannoni su un galeone spagnolo del 1.600, sette monete d'argento coniate in Messico, cinque di 8 real ciascuno e le altre di 2 real, numerosi lingotti di piombo, anfore per l'olio, ancore e piccoli suppellettili di origine romana. Resti di inestimabile valore che, a partire da venerdì, troveranno posto ad Arbus, nelle vetrine del Montegranatico, dove sarà allestita una mostra temporanea.

LA SCOPERTA È avvenuta nell'ambito del progetto di valorizzazione dei siti sommersi di Pistis, finanziato con 250 mila euro dalla Regione e realizzato dalla Soprintendenza per i Beni archeologici di Cagliari e Oristano. «Da più di un anno», spiega il responsabile della ricerca scientifica e curatore della mostra, Ignazio Sanna, «lavoriamo al recupero dei reperti. Tutto ha avuto inizio dal ritrovamento dei cannoni da parte della Capitaneria di porto di Oristano. Primo passo: trasportarli a terra per lo studio, conservazione e valorizzazione. Ma non appena i pezzi sono stati liberati dalla sabbia che li copriva, una forte mareggiata li ha sommersi ancora una volta. Difficile pensare di ripetere l'operazione in un tratto di mare esposto al maestrale. Occorre trovare soluzioni alternative». I subacquei si sono allora concentrati sugli altri reperti, con la sorpresa di trovare a soli due metri di profondità, un tesoro nascosto.

LE RICERCHE Il sito fa pensare che siano presenti altri oggetti importanti, forse anche interi carichi di imbarcazioni naufragate. «Alla luce di questi ritrovamenti», spiega l'assessore alla Cultura, il vice sindaco Gianni Lampis, «è probabile che i controlli nelle nostre acque si facciano più intensi. L'obiettivo è valorizzare l'archeologia subacquea e mineraria insieme, tramite una rete di esposizioni museali. La mostra, che durerà almeno 12 mesi, potrà essere l'occasione per riportare a casa Beniamino ed Amanda, i primi scheletri rinvenuti proprio sulla Costa Verde, assieme all'ulteriore scoperta dei resti umani di Amsicora, che risale allo scorso ottobre». E fra gli impegni della Giunta c'è la collaborazione con le scuole del Campidano, con l'invito agli alunni di osservare i fondali marini della Provincia, ricchi di storia e di un patrimonio da valorizzare.

(Fonte: L'Unione Sarda del 28.02.2012 articolo di Santina Ravì)

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