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mercoledì 5 dicembre 2012

UN ALTRO RELITTO IDENTIFICATO ED ESPLORATO DA SUBACQUEI ITALIANI: QUESTA VOLTA E' IL PIROSCAFO BREGENZ AFFONDATO NEL 1918 A DURAZZO

Di nuovo i nostri amici di "BLU SUB" protagonisti di un grande ritrovamento. Questa è la volta del Piroscafo BREGENZ....

E’ stato identificato ed esplorato nelle giornate del 25 e 26 luglio 2012 da due subacquei Italiani, il relitto del piroscafo austriaco Bregenz che trasportava 1.200 soldati austro-ungarici e affondato da un MAS Italiano 94 anni fa nelle acque della Baia di Durazzo. L’importante scoperta, portata a termine da Igli Pustina e Mauro Pazzi, il primo titolare della società BLUSUB e profondo conoscitore delle acque dell’Albania e il secondo fotografo subacqueo specializzato in relitti, è il frutto di mesi di ricerche che sono serviti a mettere in relazione i diversi elementi raccolti sia sul posto che negli archivi italiani e austriaci della 1° Guerra Mondiale e che hanno permesso l’identificazione certa della nave. 

“Il piroscafo Bregenz” ha commentato Igli Pustina “è una delle poche navi di ragguardevole stazza, affondatate durante il Primo Conflitto che non era ancora stata individuata. Il fatto che in quelle coordinate fosse presente un relitto era da tempo noto ai pescatori di Durazzo ma non era mai stato identificato ed esplorato da subacquei a causa anche delle pessime condizioni in cui versa. Solo alla fine dello scorso anno il recupero del binocolo di un ufficiale, di sicura fabbricazione austriaca, avvenuto durante una immersione ricognitiva, ha permesso di iniziare a ricomporre un “puzzle” fatto di coordinate, caratteristiche tecniche e documenti d’archivio, che qualche giorno fa ci ha dato la certezza che quello era il piroscafo austro-ungarico Bregenz, affondato da un MAS della Regia Marina Italiana il 13 maggio del 1918. Nella tragedia persero la vita 234 soldati austro-ungarici”. 

Durante l’esplorazione del relitto il fotografo Mauro Pazzi ha raccolto una importante documentazione fotografica che confrontata con le immagini dell’epoca ha contribuito all’identificazione della nave. Il piroscafo Bregenz era stato varato nell’ottobre del 1908, requisito dalla Marina Austro-Ungarica all’inizio del 1918 e adibito al trasporto truppe. Era lungo 108 metri, largo quasi 15 ed aveva una stazza lorda di 3.905 tonnellate. Era dotato di macchine a vapore a triplice espansione per complessivi 3.350 HP che gli consentivano una velocità massima di 13,5 nodi. La cronaca dell’affondamento. 

Nella notte del fra il 12 e il 13 maggio 1918 il piroscafo Bregenz era diretto a Durazzo e trasportava circa 1.200 soldati austro-ungarici ma, poco prima del suo ingresso all’interno delle fortificazioni del porto, un’esplosione a prua provocò un’enorme falla, pochi istanti dopo la nave venne scossa da un’ulteriore esplosione all’altezza del locale caldaie che ne decretò la fine e il definitivo affondamento. Le torpediniere TBT 84 e 98 e il cacciatorpediniere Dukla, di scrta al piroscafo, recuperarono tempestivamente 958 naufraghi dei 1.200 passeggeri, le vittime furono 234. L’affondamento del Bregenz fu portato a termine dal Tenente di Vascello Italiano Mario Azzi al comando del MAS 99 insieme al Comandante Gennaro Pagano di Melito a bordo del MAS 100. I MAS erano imbarcazioni di pochi metri di lunghezza, dotati di pochissima autonomia ma di grande maneggevolezza (questa era data dai potenti motori e dal limitato peso visto che imbarcavano pochissimo carburante) 

A causa dell’ autonomia i due MAS furono trainati da Brindisi al largo di Durazzo dai Cacciatorpedinieri italiani Nievo e Bronzetti poi, in piena notte, raggiunsero le fortificazioni esterne del porto e, all’arrivo del piroscafo, partirono all’attacco. Purtroppo, il MAS 99 del Comandante Pagano di Melito fu vittima di un’avaria, ma il Comandante Azzi a bordo dell’altra unità riuscì a portarsi a circa 200 metri dall’imponente nave nemica e a lanciare entrambi i siluri in dotazione. Le torpediniere di scorta al Bregenz individuata l’imbarcazione italiana aprirono immediatamente il fuoco ma Azzi, sfruttanto la maneggevolezza del suo mezzo, schivò i colpi nemici e riguadagnò velocemente il largo. Nel frattempo anche il MAS 99, una volta riparato il guasto, abbandonò l’area per raggiungere i Cacciatorpedinieri che li attendevano per il rientro a Brindisi. Ai due Comandanti italiani rimase il tempo di vedere i siluri andare a segno e il Bregenz affondare rapidamente. Erano le ore 2.30 del 13 maggio 1918. Poco dopo, al largo del porto di Durazzo il convoglio si ricongiunse e le due imbarcazioni furono trainate nuovamente a Brindisi dove arrivarono alle 7.30 del mattino. 

Tirana, 30.07.2012

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