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sabato 25 gennaio 2014

"QUANDO ALBANO DOMINAVA LE ROTTE DEL VINO" - Articolo di Giuliana Galli (Il Messaggero)

Da Virgilio a Plinio ne avevano scritto in molti: da 150 anfore recuperate a Ponza ora c'è la conferma della sua diffusione.

I Colli Albani potrebbero riscrivere la carta dei vini dell'antichità. O almeno, le rotte del gusto dell'aristocrazia romana dei primi secoli avanti Cristo. Perché la produzione vinicola di Albano, nel cuore dei Castelli Romani, potrebbe davvero aver dominato il mercato del Mediterraneo in età repubblicana. Affermazione non da poco, visto che il vino Albano era noto solo dalle fonti, non godeva di fama dai sornmelier, e la sua produzione non era stata confermata da prove archeologi che. Virgilio, Properzio, Lucano, Columella, tutti gli scrittori e poeti latini si sono espressi sui vini, ma solo Plinio IlVecchio (23-79 d.C), aveva affrontato il tema in modo dettagliato nella sua «Naturalis Hìstoria ». Fu lui a svelare che i vini migliori contesi dalle tavole patrizie erano il Cecubo e il Falerno, entrambi prodotti in area Campana. L'Albano veniva citato.... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO

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