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martedì 24 novembre 2015

Il nuovo libro di Giuliano Volpe: Patrimonio al futuro, un manifesto per i beni culturali ed il paesaggio

Cosa possiamo dire del libro di GIULIANO VOLPE, PATRIMONIO AL FUTURO - UN MANIFESTO PER I BENI CULTURALI ED IL PAESAGGIO..... ... che procura un gran magone a chi in Italia crede nella cultura - non solo come progresso della conoscenza ma anche come veicolo di sviluppo - ma che potrebbe far accendere una luce in qualche amministratore della cosa pubblica. 

L'amarezza che, in prima istanza, ci accompagna nel leggere come sia resa evidente la prospettiva e come appaiano ragionevoli le opportunità, lascia piano piano spazio alla speranza. La speranza di una grande diffusione di questo libro anche presso gli amministratori centrali o periferici dello stato. L'autore, con la grande lucidità e competenza che sono gli sono riconosciute, traccia infatti una via di cambiamento nel settore dei beni culturali e del paesaggio che anche i politici meno dotati possono cogliere e ai quali basterebbe comprarsi il libro e ..... copiare.

A QUESTO LINK E' POSSIBILE ACQUISTARE IL LIBRO

lunedì 23 novembre 2015

4 dicembre 2015: Presentazione del libro "Paesaggio di pietra" di Stefano Calò

“Le pietre sono vive. Sono le pagine di un libro, di un romanzo. Raccontano storie: le storie degli uomini. Osservandole possiamo scorgere significati che vanno oltre la materia di cui è fatta la pietra” (Stefano Calò). 

Venerdì 4 dicembre alle ore 18.30, presso la Libreria Offline Books in Via dei Marrucini 12/a (Roma) verrà presentato il nuovo volume di Stefano Calò, "Paesaggio di pietra" edito da Arbor Sapientae.


L’interesse scientifico per il fenomeno del “vivere in grotta” dell’Italia meridionale è rimasto per lungo tempo confinato alle chiese cripte ritenute, rispetto ad altri insediamenti rupestri, maggiormente “meritevoli” di analisi dal punto di vista artistico e architettonico. A partire dagli anni Settanta, si supera la visione “panmonastica” propria dell’Ottocento, che attribuiva alla quasi totalità degli insediamenti rupestri il carattere di cripte eremitiche-cenobitiche, e l’orientamento accademico prevalente muta: gli insediamenti rupestri non vengono più definiti indistintamente ed erroneamente come “basiliani”. In questa seconda fase si comincia altresì a riconoscere il carattere civile dei villaggi e dei sistemi insediativi in rupe, che nel Salento si mostrano sotto molteplici forme: semplici insediamenti, composti da poche grotticelle, chiese cripte, veri e propri villaggi rupestri. Questa tendenza abitativa, diffusa non solo in Puglia, ma anche in molte altre aree dell’Italia meridionale e dell’intero bacino del Mediterraneo, assume un carattere particolare all’interno della zona delle Serre salentine, ove gli insediamenti rupestri si riferiscono sia all’epoca preistorica e medievale che alle fasi post-medievali, nelle quali il fenomeno, benché sempre più marginale, continua ad esistere, associato talvolta ad architetture costruite (sub-divo). Questa indagine archeologica mira alla ricostruzione dell’evoluzione di questi particolari insediamenti umani attraverso un’adeguata contestualizzazione degli elementi e degli indizi raccolti all’interno del paesaggio indagato. 

Stefano Calò è un archeologo nato a Tuglie (LE), cha condotto diversi scavi archeologici in Puglia e soprattutto nel Salento. Ha conseguito la Laurea Triennale con una tesi sull’Archeologia dei paesaggi, sotto la supervisione del prof. Gert Jian Burgers, presso la facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento. Successivamente si è trasferito a Roma dove, presso l’Università «Sapienza», ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia con il massimo dei voti realizzando una tesi in topografia medievale con la prof.ssa Francesca Romana Stasolla. Nel 2013 si è diplomato presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’ateneo leccese sotto la guida del prof. Paul Arthur. Dal 2003 ha partecipato a diverse e importanti campagne di scavo nel Salento e in varie località italiane collaborando con gli atenei presso cui ha conseguito gli studi e con l’Università Libera di Amsterdam. Dal 2012 si occupa dello studio degli insediamenti rupestri pugliesi e attualmente lavora come archeologo e come libero professionista nel settore dei Beni Culturali. Collabora con Soprintendenze, partecipa a convegni e conferenze presentando contributi sulla sfera rupestre della Puglia; tra le sue pubblicazioni importanti vi è “Cave settlements in southern Apulia. Rupestrian evidence in the valleys of Otranto“, presentato a Roma in occasione dell’ International Congress of Speleology in Artificial Cavities “HYPOGEA 2015“. 

mercoledì 11 novembre 2015

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Progetto "Foligno Città Romana", 14 e 15 novembre 2015: Conferenza e Ricerche aeree e sotterranee

Sabato 14 novembre 2015 si terrà una conferenza divulgativa sullo stato di avanzamento degli studi archeo-topografici e storico-urbanistici del progetto “Foligno città romana” proposto alla città ed alla comunità scientifica con la omonima pubblicazione presentata il 21 marzo 2015. 
La conferenza, illustrerà le ricerche in corso in questa fase che si stanno muovendo in due direzioni.

La prima riguarda gli studi che verranno condotti con l’ausilio di tecnologie legate all’analisi fuori terra - drone a pilotaggio remoto - (sabato dalle ore 9,00 da piazza della Repubblica) per la lettura della viabilità antica ed i rapporti tra essa e l’edificato storico, per la migliore comprensione delle dinamiche evolutive del tessuto urbano e delle paleomorfologie. Saranno inoltre effettuati dei sopralluoghi all'interno di alcuni pozzi della città (a partire da piazza della Repubblica ore 9,30 di domenica 15 novembre) sempre a cura della A.S.S.O. Onlus di Roma

La seconda direzione concerne un filone di ricerca apertosi intorno alla peculiare caratteristica della castramentatio di Fulginia che contempla la previsione di due kardines principali, uno dei quali chiamato Via Quintana, e grosso modo corrispondente all’attuale via XX settembre. Proprio gli studi intorno a questo tema stanno coinvolgendo l’area della Cattedrale di Foligno, dedicata al Patrono San Feliciano, vescovo martirizzato secondo la tradizione nel 251 ad opera dell’Imperatore romano Decio e conducono a confermare ancora una volta gli allineamenti e le paleomorfologie del castrum romano.