Segnaliamo con piacere un articolo pubblicato sul sito di AIC Nazionale e dedicato a Carlo Catarci, pescatore, pescicoltore e amico della nostra associazione A.S.S.O.
La sua è una storia profondamente legata al lago di Nemi e alla sua salvaguardia. Da oltre cento anni, infatti, la famiglia Catarci si occupa della cura e del ripopolamento del lago e di altri specchi d’acqua dell’Italia centrale, tramandando di generazione in generazione conoscenze, tecniche e un rapporto quasi quotidiano con l’ambiente lacustre.
Una famiglia che “coltiva i laghi”
Carlo ha ereditato questo particolare mestiere dal padre Ovidio e dal nonno Rocco. Oggi anche suo figlio Luca rappresenta una nuova generazione pronta a raccogliere una tradizione che non riguarda soltanto la pesca, ma soprattutto la tutela dell’equilibrio naturale del lago.
Negli anni Settanta la famiglia Catarci partecipò attivamente alla battaglia contro gli scarichi che avevano gravemente compromesso la fauna ittica del bacino. Il risanamento delle acque e la realizzazione di un sistema di depurazione hanno permesso al lago di recuperare progressivamente la propria biodiversità.
Al centro del lavoro di Carlo si trova anche la riproduzione del coregone, conosciuto come lavarello: una specie particolarmente sensibile alla qualità dell’acqua e quindi importante indicatore dello stato di salute dell’ambiente lacustre. Le uova vengono raccolte, fecondate, protette e accompagnate fino alla schiusa, prima che i giovani pesci siano liberati nel lago.
Tradizione e innovazione per proteggere il lago
A questa esperienza antica si affiancano oggi soluzioni innovative e sostenibili, come l’utilizzo di un catamarano elettrico alimentato attraverso la ricarica solare.
Ma il futuro del lago di Nemi presenta anche nuove criticità. La riduzione delle precipitazioni, l’abbassamento del livello delle acque e il loro progressivo riscaldamento rischiano di modificare profondamente l’ecosistema e di mettere in pericolo alcune specie.
Per questo il lavoro quotidiano di Carlo Catarci assume un valore che va ben oltre l’attività produttiva: significa custodire un ambiente, conservarne la memoria e trasmettere alle nuove generazioni una cultura fondata sulla conoscenza e sul rispetto della natura.
Come A.S.S.O., siamo particolarmente lieti di segnalare questa testimonianza dedicata a un nostro amico, con il quale condividiamo l’attenzione per l’acqua, il territorio, la tutela ambientale e la valorizzazione di un patrimonio naturale che appartiene a tutti.
Leggi l’articolo completo “Antica Pescicoltura Catarci: il custode del lago”, pubblicato da AIC Nazionale:
https://www.aicnazionale.com/le-storie/antica-pescicoltura-catarci-il-custode-del-lago/
