giovedì 8 novembre 2018

7-9 dicembre, Oliena (Sardegna): CORSO BASICO DI IMMERSIONE IN GROTTA a cura della Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea

La Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea della SSI (Società Speleologica Italiana) organizza il 7-8-9 Dicembre 2018 un corso basico di immersione in grotta (Speleosub Primo e Secondo Livello). Il corso si terrà in Sardegna a Oliena presso il Centro Nazionale Speleosub della SSI.

Scopo del corso: fornire le conoscenze teoriche e pratiche per effettuare le prime immersioni in risorgenza e sifone.

Il corso Speleosub una stella (1° Livello) è diretto ai sub brevettati (minimo DUE stelle tipo CMAS), con buona acquaticità e senza esperienza speleologica.

Il corso Speleosub due stelle (2° Livello) è diretto ai sub brevettati (minimo DUE stelle tipo CMAS), con buona acquaticità e con esperienza di progressione speleologica, anche verticale (corso omologato di speleologia).

Qualora l'allievo frequenti un corso di speleologia dopo un corso di 1° Livello, può richiedere che il suo brevetto venga convertito in Speleosub 2° Livello. Attrezzatura minima richiesta: muta umida o stagna, GAV, casco con almeno tre torce montate, reel di soccorso, due bombole separate con attacco din da 7 o 10 lt. di capacità, due erogatori con manometro a frusta, pinne, maschera, piombi, bottom timer e/o computer, cesoie. Eventuali richieste di poter usufruire di attrezzature mancanti nella propria configurazione, possono essere fatte all'indirizzo precedentemente citato.

Il Direttore Nazionale della SNSS - SSI - Leo Fancello

Per informazioni e programma, contattare:

Leo Fancello tel. 0784 94385 - 347 8545951

leofancello@tiscali.it

giovedì 1 novembre 2018

CASOLA2018 - INCONTRO INTERNAZIONALE DI SPELEOLOGIA - 1-4 NOVEMBRE - CASOLA VALSENIO (RAVENNA, ITALY)


Perché le nuvole sono segno del movimento e del fluire. 
Nuvole che sono parte del ciclo dell’acqua, quel ciclo che impariamo a scuola e ha una parte sotterranea che a volte gli speleologi portano alla luce. 
Nuvole come i partecipanti all’incontro che si ritrovano per poi disperdersi. 
Nuvole come le parole dei fumetti o i racconti delle ricerche e dell’esplorazione. 
Come il tempo che trascorre, le forme che ingannano, l’impersistenza della memoria. 


CASOLA2018 è l'incontro internazionale di e per tutta la speleologia, che si svolgerà a Casola Valsenio, Provincia di Ravenna, dall'1 al 4 novembre 2018. 

L’Incontro, denominato NUVOLE, si rivolge sia agli speleologi, esperti o principianti, sia a chi è interessato alla speleologia per altre ragioni, studio, ricerca e gestione territorio, o semplicemente è curioso di scoprire cosa sono le grotte e chi sono gli speleologi che le esplorano, le studiano e le documentano. 

Nell’arco delle 4 giornate saranno svolti alcuni convegni e seminari, presentazioni e reportage che illustreranno attraverso filmati ed immagini diverse ricerche esplorative e spedizioni in aree carsiche, proiezioni di documentari, mostre e installazioni, laboratori tematici e laboratori didattici rivolti ai ragazzi. Saranno presenti aree deve le associazioni nazionali ed internazionali potranno illustrare le loro attività e le pubblicazioni realizzate, in particolare saranno presenti in queste aree alcune delle più importanti biblioteche e librerie speleologiche, saranno programmate diverse escursioni sia in grotta che in esterno, nei percorsi carsici e naturalistici del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. Saranno inoltre trattate tematiche specifiche quali il rapporto tra parchi e territori carsici, la frequentazione delle grotte da parte degli speleologi e la valorizzazione turistica; la protezione degli ambienti carsici e delle risorse idriche, la protezione e la salvaguardia dei chirotteri; la conoscenza e la documentazione del patrimonio carsico. Saranno inoltre trattate tematiche relative alla prevenzione degli incidenti e della sicurezza nella speleologia, così come lo studio di nuove strumentazioni tecniche.



lunedì 29 ottobre 2018

Trovato rostro romano nel mare delle Egadi (da BLOGSICILIA)

Tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a Nord – Ovest dell’isola di Levanzo, nel corso della campagna di ricerche effettuata nei mesi di Settembre e Ottobre dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con i subacquei altofondalisti della GUE – Global Underwater Explorer e il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, sono state effettuate nuove scoperte di grande interesse scientifico che arricchiscono le conoscenze sulla “Battaglia delle Egadi”. Read more at https://www.blogsicilia.it/trapani/archeologia-trovato-rostro-romano-nel-mare-delle-egadi-foto/457947/#qSAVsj5OD3kbRDXr.99

Il luogo della battaglia era stato già identificato negli anni scorsi, ma quest’anno le ricerche si sono concentrate in un’area ritenuta più importante per numero di target, individuati durante la campagna effettuata nella scorsa estate dalla nave oceaonografica della statunitense RPM Nautical Foundation. La zona ... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO E VEDI LE FOTO SU BLOGSICILIA.IT

martedì 23 ottobre 2018

San Felice Circeo, mareggiate portano alla luce un cimitero di reperti romani (da REPUBBLICA.IT)

I materiali risalgono al sesto secolo avanti Cristo ma anche a epoche più recenti e che potranno servire a riscrivere la storia del territorio.

di CLEMENTE PISTILLI

A San Felice Circeo è stato scoperto un cimitero di reperti. Anfore, antiche ancore in pietra, legno, piombo e ferro, cannoni, moschetti, resti di antiche navi. Materiali che risalgono all’età romana, a partire dal VI secolo a.C., ma anche medievali o di epoche più recenti. Un sito che potrebbe aiutare a scrivere o a riscrivere buona parte della storia del territorio. Questa la convinzione maturata dalla stessa Soprintendenza dopo i primi ritrovamenti e i primi recuperi di reperti archeologici effettuati l’estate scorsa.

A far venire alla luce quello che appare un vero e proprio tesoro sono state le violente mareggiate dell’inverno scorso, che a poca distanza dalla costa hanno creato una fossa ampia diverse centinaia di metri quadrati e profonda circa un metro e mezzo. Prima che le molte testimonianze del passato presenti su quel fondale vengano ricoperte dalla sabbia a causa di altre mareggiate in inverno, è così scattata una corsa contro il tempo per monitorare e studiare l’intera area, recuperando anche altri materiali preziosi che potrebbero in caso contrario andare persi per sempre. Il 2 ottobre scorso si è svolta a tal fine una riunione a cui ha preso parte personale della stessa Soprintendenza, della Capitaneria di porto, del Comune di San Felice Circeo, dell’associazione ASSO, esperta in materia, e alcuni sub..... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO E VEDI LA GALLERIA FOTOGRAFICA SU REPUBBLICA.IT

giovedì 18 ottobre 2018

Dal ministero 1,2 milioni per il Museo nazionale di Archeologia subacquea (da LA STAMPA)

Albenga diventerà sede del Museo nazionale di archeologia subacquea. Dal ministero dei Beni Culturali è arrivata la conferma di un finanziamento di 1,2 milioni di euro.

«Il Museo sarà un valore aggiunto per una città ricca di storia e di cultura come la nostra– ha sottolineato emozionato il sindaco Giorgio Cangiano – Cercheremo di integrare il finanziamento ministeriale, ma intanto festeggiamo una notizia importante portata ad Albenga dal soprintendente Vincenzo Tiné che ringraziamo insieme ai suoi collaboratori, quindi Simon Luca Trigona, il funzionario della Soprintendenza che si occupa di archeologia subacquea e che avrà un ruolo importante nell’allestimento del Museo e sullo sviluppo delle immersioni sulla nave romana».

L’annuncio è arrivato ieri mattina nel corso del convegno a Palazzo Peloso Cepolla su «La valorizzazione dell’archeologia subacquea in Italia», promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria e dall’Istituto Internazionale ..... CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DE LA STAMPA

lunedì 10 settembre 2018

Ritrovamenti subacquei al Circeo

Ritrovamenti subacquei al Circeo, la sovrintendente Chiara Delpino: “Ora uno scavo con l’utilizzo della sorbona”


SAN FELICE CIRCEO – Un sondaggio archeologico, si chiama così in gergo tecnico, da realizzare con l’utilizzo della sorbona. E’ il prossimo passo per indagare che cosa si nasconde al di sotto dei fondali del Circeo dove sono state recuperate in questi giorni un’ancora in ferro di grandi dimensioni di epoca romana e un’anfora quasi integra. Lo annuncia Chiara Delpino, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti con delega anche alla tutela subacquea che si è immersa nell’area davanti al porto per supervisionare le operazioni svolte dal giornalista e fotosub Umberto Natoli, autore della scoperta, con gli operatori della Asso (nelle foto con il reperto) e con il sommozzatore del porto Massimo Martufi, protetti dalla Capitaneria di Porto.

SI VA AVANTI – “Dobbiamo, con l’aiuto dei volontari, continuare ad indagare meglio la zona per verificare se si sia esaurito il giacimento di anfore o se, come sembra in questa prima fase, ce ne siano altre sotto la sabbia e se i ritrovamenti appartengano ad un unico relitto o a più relitti. Per questo vorremmo fare un breve scavo per riuscire a capire meglio di fronte a che cosa ci troviamo con un’azione non breve, spot, ma con un’azione di ricognizione a lunga durata. Con l’utilizzo della sorbona (un tubo che aspira la sabbia dal fondale) sarà possibile comprendere che cosa conserva quella fascia di mare davanti al porto del Circeo”.

LA TUTELA – E’ ovvio che l’emersione di tanti reperti porta con sé anche un problema di tutela in un’area marina accessibile a tutti e non perimetrabile, perché di passaggio. “L’azione di protezione, al di là del nostro rapido intervento........ CONTINUA A LEGGERE l'ARTICOLO SU RADIOLUNA NOTIZIE