giovedì 18 ottobre 2018

Dal ministero 1,2 milioni per il Museo nazionale di Archeologia subacquea (da LA STAMPA)

Albenga diventerà sede del Museo nazionale di archeologia subacquea. Dal ministero dei Beni Culturali è arrivata la conferma di un finanziamento di 1,2 milioni di euro.

«Il Museo sarà un valore aggiunto per una città ricca di storia e di cultura come la nostra– ha sottolineato emozionato il sindaco Giorgio Cangiano – Cercheremo di integrare il finanziamento ministeriale, ma intanto festeggiamo una notizia importante portata ad Albenga dal soprintendente Vincenzo Tiné che ringraziamo insieme ai suoi collaboratori, quindi Simon Luca Trigona, il funzionario della Soprintendenza che si occupa di archeologia subacquea e che avrà un ruolo importante nell’allestimento del Museo e sullo sviluppo delle immersioni sulla nave romana».

L’annuncio è arrivato ieri mattina nel corso del convegno a Palazzo Peloso Cepolla su «La valorizzazione dell’archeologia subacquea in Italia», promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria e dall’Istituto Internazionale ..... CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DE LA STAMPA

lunedì 10 settembre 2018

Ritrovamenti subacquei al Circeo

Ritrovamenti subacquei al Circeo, la sovrintendente Chiara Delpino: “Ora uno scavo con l’utilizzo della sorbona”


SAN FELICE CIRCEO – Un sondaggio archeologico, si chiama così in gergo tecnico, da realizzare con l’utilizzo della sorbona. E’ il prossimo passo per indagare che cosa si nasconde al di sotto dei fondali del Circeo dove sono state recuperate in questi giorni un’ancora in ferro di grandi dimensioni di epoca romana e un’anfora quasi integra. Lo annuncia Chiara Delpino, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti con delega anche alla tutela subacquea che si è immersa nell’area davanti al porto per supervisionare le operazioni svolte dal giornalista e fotosub Umberto Natoli, autore della scoperta, con gli operatori della Asso (nelle foto con il reperto) e con il sommozzatore del porto Massimo Martufi, protetti dalla Capitaneria di Porto.

SI VA AVANTI – “Dobbiamo, con l’aiuto dei volontari, continuare ad indagare meglio la zona per verificare se si sia esaurito il giacimento di anfore o se, come sembra in questa prima fase, ce ne siano altre sotto la sabbia e se i ritrovamenti appartengano ad un unico relitto o a più relitti. Per questo vorremmo fare un breve scavo per riuscire a capire meglio di fronte a che cosa ci troviamo con un’azione non breve, spot, ma con un’azione di ricognizione a lunga durata. Con l’utilizzo della sorbona (un tubo che aspira la sabbia dal fondale) sarà possibile comprendere che cosa conserva quella fascia di mare davanti al porto del Circeo”.

LA TUTELA – E’ ovvio che l’emersione di tanti reperti porta con sé anche un problema di tutela in un’area marina accessibile a tutti e non perimetrabile, perché di passaggio. “L’azione di protezione, al di là del nostro rapido intervento........ CONTINUA A LEGGERE l'ARTICOLO SU RADIOLUNA NOTIZIE

lunedì 6 agosto 2018

Ponza, Palco la Caletta, 11 agosto 2018, ore 22:00: Incontro: "UN “VIAGGIO” NEI MONDI SOMMERSI E SOTTERRANEI"

   
A.S.S.O. con il Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane e il patrocinio del Comune di Ponza

 presenta:

UN “VIAGGIO” NEI MONDI SOMMERSI E SOTTERRANEI

Incontro con MARIO MAZZOLI, tecnico di archeologia subacquea, speleosubacqueo, speleologo e Direttore Generale di A.S.S.O.


 Ponza, palco La Caletta, Sabato, 11 agosto 2018, ore 22:00

domenica 5 agosto 2018

A Cromwellian Warship wrecked off Duart Castle, Mull, Scotland in 1653 (dalla rivista L'Archeologo Subacqueo)

Lungo la costa occidentale della Scozia, sui bassi fondali a poche decine di metri dalla riva del sound of Mull e del castello di Duart, appartenente, da sempre, al clan dei McLean, nel 1979 un istruttore subacqueo scoprì casualmente il relitto della nave seicentesca che venne quindi identificata come la Swan.

Il relitto, malgrado la bassa profondità, appariva come parzialmente coerente e caratterizzato dalla presenza evidente di alcuni cannoni di ferro concrezionati e di molti resti organici in buone condizioni.

I primi rilievi archeologici vennero eseguiti nel 1991 dalla ADU, ossia la Archaeological Diving Unit, un'unità operativa dell'Università di St. Andrews diretta da Martin Dean. 

Anche in conseguenza di alcune operazioni di disturbo condotte da clandestini, le ricerche ripresero nel 1992 e proseguirono fino al 2003 sotto la direzione di Colin Martin dello stesso ateneo scozzese. 

Si calcola che in dieci anni vennero condotte 1645 immersioni per 64 settimane di lavoro sul campo che permisero uno scavo, per settori irregolari, volutamente non esaustivo e una ....... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO QUI (pdf)

lunedì 30 luglio 2018

Archeologia subacquea: arriva dalla Calabria la tecnologia per un’innovativa fruizione dei fondali (da FAMEDISUD.IT)

Il team operativo è composto da tecnici informatici, ingegneri informatici, elettronici e meccanici, designer, archeologi e un architetto, mentre fra i soci fondatori troviamo 2 professori universitari, Maurizio Muzzupappa e Fabio Bruno, che rappresentano il forte legame con il mondo della ricerca accademica: è la carta d’identità di 3D Research, azienda calabrese con sede a Rende (Cosenza) nata nel 2008 da un gruppo di giovani ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Unical, che hanno voluto portare il loro know-how fuori dall’ambito accademico, creando una spin-off volta ad applicare, con approccio interdisciplinare, i risultati della ricerca tecnologica ed ingegneristica a settori finora scarsamente propensi all’innovazione.

Uno di tali settori è quello dei beni culturali intorno al quale hanno sviluppato vari progetti: uno di essi è rivolto al mondo dell’archeologia subacquea che senza dubbio è il settore più problematico sotto il profilo della fruizione, data la sua accessibilità solo a sub e professionisti dotati di brevetto di immersione. Eppure si tratta di un ambito di grande fascino per il pubblico, considerata soprattutto la ricchezza dei nostri fondali, con particolare concentrazione di testimonianze archeologiche proprio nel Sud Italia.

“In questo momento la 3D Research - ha dichiarato il vice presidente Fabio Bruno – sta lavorando a diversi progetti di ricerca europei molti dei quali riguardano la valorizzazione dell’archeologia subacquea, in modo da renderla uno strumento idoneo a sviluppare il turismo sostenibile nelle località costiere, e noi partecipiamo a questi progetti cercando di dare un contributo allo sviluppo di tecnologie innovative.

Si devono infatti a 3D Research alcuni strumenti che vanno a rivoluzionare la fruibilità di questi siti, come è stato mostrato di recente in uno dei parchi archeologici sommersi più belli d’Italia, quello di Baia, in Campania, utilizzato come “case study” insieme al sito del relitto navale romano di Punta Scifo, in Calabria: il sito di Baia si trova nell’area marina protetta fra i comuni di Bacoli e Pozzuoli, a nord di Napoli, e ..... CONTINUA A LEGGERE SU FAMEDISUD.IT