martedì 12 marzo 2019

Sub recuperati a El Dudù, “Subacquea non è speleosubacquea. Basta morti inutili”. Intervista a Leo Fancello (dal sito SCINTILENA.com)

Nel Febbraio scorso sono stati finalmente recuperati i corpi dei due sub italiani avventuratisi a El Dudù, in Repubblica Domenicana. Le operazioni di individuazione e recupero, durate 16 giorni, sono state particolarmente difficili e rischiose. La Società Speleologica Domenicana ha sottolineato che i due sub tecnici non avevano brevetti né attrezzature da speleosubacquea, l’unica disciplina che consente di affrontare in sicurezza grotte sommerse. Scintilena ha chiesto spiegazioni a uno dei massimi esperti italiani in materia, direttore della Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea della SSI (Società Speleologica Italiana), Leo Fancello, (nella foto a sinistra) istruttore di speleologia, speleosubacquea, subacquea in acque libere, e anche soccorritore ed istruttore della Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso speleosubacqueo del CNSAS.

Direttore, immagino che avrai seguito da vicino la vicenda dei due sub italiani morti nella grotta domenicana…

Sì e sono affranto, siamo tutti affranti, spiace per loro, per il lutto che devono affrontare le rispettive famiglie ma spiace ancora di più perché queste sono le ennesime morti inutili. Ce ne sono praticamente ogni anno, eppure nessuna di queste è servita di esempio agli altri. Il comunicato della Società Speleologica Domenicana ha messo in evidenza subito il fatto che questi sub sono entrati a El Dudù senza avere alcuna qualifica per poterlo fare. A ogni incidente sui media si legge “era un sub esperto”, e invece non è chiaro che puoi essere un sub espertissimo, un sub tecnico, ma se non sei uno speleosub ed entri in una grotta sommersa, a maggior ragione come quella, ti stai infilando in una situazione pericolosissima, dove troverai una vera trappola pronta ad ucciderti, e metterai a rischio anche la vita di coloro che dovranno venire a recuperarti. I sub di acque libere si rifiutano di capire che, per molti versi, la speleosubacquea è profondamente diversa dalla subacquea.

Come mai è difficile comprendere la differenza tra le due discipline?

E’ più che altro superficialità, credo. Come Scuola Nazionale siamo impegnati da una vita sul fronte della sensibilizzazione, non sai quanti diving contattiamo ogni anno per proporre un incontro gratuito con sub e istruttori, proprio al fine di informarli meglio sull’attività speleosubacquea, per metterli in guardia, eppure finora ..... CONTINUA A LEGGERE SU SCINTILENA.COM

venerdì 8 marzo 2019

Numerose sepolture rinvenute nelle cripte della Chiesa del Purgatorio di Terracina (LT)

In occasione dei previsti lavori di messa in sicurezza e prevenzione sismica della Chiesa del Purgatorio di Terracina una squadra di tecnici della A.S.S.O., sotto la supervisione del dott. Francesco Di Mario, funzionario archeologo di zona della Soprintendenza, ha aperto ed ispezionato due cripte posizionate nel pavimento della navata centrale della chiesa.
Com'era prevedibile, le cripte contengono molti materiali di cui è difficile definire l'entità e la profondità sena l'esecuzione di uno specifico  scavo archeologico da cui però emergono evidenti numerosi resti di ossa umane appartenenti probabilmente ad un periodo intorno al 1700.

La squadra di ricerca ha effettuato l'ispezione approfondita delle strutture, la sua documentazione fotografica e supportato l'archeologo e topografo Diego Ronchi che, grazie all'ausilio di un sofisticato e compatto laser-scan ha effettuato il rilievo tridimensionale degli ambienti.

Nelle prossime settimane le indagini dovrebbero orientarsi anche verso altri ambienti della chiesa nell'ottica di approfondirne al massimo la conoscenza strutturale per il successivo progetto di messa in sicurezza.

sabato 2 marzo 2019

È in edicola Archeologia Viva n. 194 - marzo/aprile 2019

La copertina è dedicata alle eccezionali scoperte nella valle del FIUME AZZURRO e ai tesori archeologici del Sichuan. Poi un focus approfondito su CATANIA romana, città splendida in ostaggio dell’Etna. Gli ITTITI dopo la fine dell’impero ittita nelle indagini della missione italiana in Cappadocia. ROMA UNIVERSALIS ovvero l’impero al tempo dei Severi. Il basso Lazio è di scena con AQUINUM e la scoperta di un raro ritratto di Cesare. Uno studio particolare: gli AVVOLTOI e la loro azione nella sfera del sacro. Il MEDIOEVO visto da Andrea Augenti.

venerdì 15 febbraio 2019

Archeologia subacquea. La storia di Roma riemerge dal Mediterraneo: 20 febbraio 2019 Parco Archeologico di Ostia Antica




Il 20 febbraio alle ore 16.30 l'Antiquarium di Ostia antica ospita Roberto Petriaggi, archeologo subacqueo direttore di "Archaeologia Maritima Mediterranea". Con il Direttore del Parco archeologico di Ostia antica, Mariarosaria Barbera, parlerà di archeologia subacquea nei mari italiani e di archelogia navale.

L'archeologia subacquea è una branca affascinante dell'archeologia: dai fondali marini emergono relitti che ci raccontano i commerci e i trasporti dei popoli antichi del Mediterraneo. In alcune circostanze, poi, come nel caso di Baia, i fondali custodiscono edifici e porzioni di città che un tempo erano emerse, ma che il mare nel corso dei secoli ha sommerso. 
Come sempre l'evento è gratuito. Per partecipare occorre prenotare via e-mail all'indirizzo: pa-oant.comunicazione@beniculturali.it



mercoledì 6 febbraio 2019

Interview: Chris Jewell, the Somerset cave diver involved in the Thailand rescue mission (by SomersetLife)

The daring rescue of 12 boys and their football coach trapped in a cave in Thailand gripped the world. Chrissy Harris meets the Somerset cave diver who took part in the incredible mission.

Chris Jewell is a 36-year-old computer software consultant from Cheddar. Back in June, however, he left normal life behind to become part of one of the most challenging rescue operations the world has ever known.
Chris was one of a team of British cave divers who risked their lives to save a group of young boys and their football coach after they became stranded for 18 days, deep underground in Thailand’s Chiang Rai province. The members of the Wild Boars youth football team faced certain death during what looked like an unfolding tragedy.

But then, against all the odds, came the images of the boys being brought out of the flooded cave network one by one, thanks to the heroic efforts of Chris and a crack team of highly ... CONTINUE READING TO SOMERSETLIFE

domenica 3 febbraio 2019

5th European Conference on ​Scientific Diving , 24 - 27 April 2019 ​Institute of Oceanology, Polish Academy of Sciences, ​Sopot, Poland

ECSD5 2019” is the fifth “European Conference on Scientific Diving” organised by the IO PAN Scientific Diving TEAM, in Sopot, first time in Poland
Conferences of this series were originally initiated by the European Scientific Diving Panel in 2015 by combining “The Research in Shallow Marine and Fresh Water Systems" and “The International Symposium on Occupational Scientific Diving" into one general meeting held once a year. 
The intent of ECSD is to provide a large, international forum for presenting the latest research results carried out in Europe using diving. ECSD conferences each time attract European leaders in the field of scientific diving and provide a convenient platform for exchanging experiences, establishing new contacts and future collaboration. Organizers wish to gather a broad group of international specialists as well as to consolidate the Polish scientific diving community (limited to max. 100 people). Participation from Early Career Researchers is strongly encouraged!



sabato 26 gennaio 2019

8 febbraio, Roma: Presentazione del libro "I misteri di Hatria" di Niky Marcelli

Venerdì 8 febbraio alle ore 18:00, presso la Libreria Mondadori in Via Piave 18 a Roma, verrà presentato il nuovo avvincente romanzo "I MISTERI DI HATRIA" di Niky Marcelli, con cui la nostra A.S.S.O. ha avuto il piacere di collaborare.

Esiste veramente una Atlantide in mezzo al mare Adriatico? E le sue strade sono realmente lastricate d’oro come afferma una leggenda narrata in un frammento di Plinio il Vecchio? Il professor Ruggero Marcòn era un pazzo visionario, come sostenevano i suoi colleghi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, o l’autore di una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi?

Sara Varzi, la Contessa Rossa, e la giornalista Anna “Care” Caremoli, sua inseparabile compagna d’avventure, non hanno dubbi: dietro ad ogni leggenda c’è sempre un fondo di verità e loro sono del tutto intenzionate a scoprirla. Se non altro, per aiutare Alice, giovane figlia di Marcòn.

Ma anche altri personaggi, molto pericolosi, sono alla ricerca della città perduta e, questa volta, Sara e Care rischieranno davvero moltissimo in fondo al mare, quando si troveranno di fronte un sottomarino assolutamente deciso a liberarsi di loro. Dalle sponde di Cesenatico e Venezia, fino alle coste della Croazia, in un susseguirsi serrato di colpi di scena e di situazioni da cardiopalma, le due ragazze dovranno mettercela davvero tutta per restare vive e svelare alla fine i misteri di Hatria.

sabato 19 gennaio 2019

PROGETTO ALBANUS: l'elenco aggiornato delle pubblicazioni scientifiche, degli articoli e dei video prodotti dalla Federazione HYPOGEA sulle ricerche in corso


ELENCO PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE:
ELENCO ARTICOLI BLOG E RASSEGNA STAMPA:
A QUESTO LINK E' POSSIBILE ACCEDERE ALLA PAGINA DEDICATA CHE RIEPILOGA LA STORIA ESPLORATIVA DELL'EMISSARIO

domenica 13 gennaio 2019

Portofino: sui fondali anfore galliche del primo secolo (da GENOVATODAY)

Il ritrovamento si deve a due istruttori esperti della Rasta Divers. Per le operazioni di recupero sono intervenuti il servizio tecnico di archeologia subacquea della Soprintendenza e la Guardia costiera

Scoperta sensazionale a Portofino grazie a Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, due istruttori esperti della Rasta Divers. Proprio sotto villa Altachiara sono state rinvenute circa 15 anfore galliche risalenti al primo secolo dopo Cristo. Ieri la prima anfora é stata recuperata grazie allo Stas della Soprintendenza, il servizio tecnico di archeologia subacquea, con il  ..... CONTINUA A LEGGERE SU GENOVATODAY

domenica 6 gennaio 2019

"ANCHE I PESCI PIANGONO", il nuovo documentario di Francesco Cabras e Alberto Molinari sulla storia dei pescatori del mar Adriatico

Il progetto Adriatic Recovery Project nasce a fine 2016 per promuovere il recupero degli ecosistemi e degli stock ittici del mare Adriatico. Il Progetto è coordinato da MedReAct in collaborazione con la Stanford University, l’Università Politecnica delle Marche, Legambiente e Marevivo.
Nella cornice di questo progetto è stato realizzato il documentario “Anche i pesci piangono”, che narra attraverso le voci di pescatori, ambientalisti, ricercatori e artisti la storia dell’Adriatico, un mare che ha sempre custodito un grande patrimonio di ricchezza e biodiversità ma che oggi si ritrova impoverito a causa della pesca eccessiva. È ancora possibile tutelare il mare e trasformare in sostenibili le attività che dipendono da esso.
I racconti sono scanditi da una sorta di coro greco affidato a due tra le voci più belle del Mediterraneo, Dario Muci e Rachele Andrioli, che interpretano dal vivo brani legati poeticamente al mare.