lunedì 17 giugno 2019

JESI / INAUGURATA LA MOSTRA “OMAGGIO A FEDERICO II”

A Palazzo dei Convegni l’esposizione di sculture, medaglie e piastre bronzee di Antonio Laviola.

Le sculture di Antonio Laviola, artista di Lucera, fanno bella mostra di sè nella sala espositiva di Palazzo dei Convegni. L’inaugurazione di Omaggio a Federico II, oggi alle 18 alla presenza dell’assessore alla cultura, Luca Butini, del presidente Paolo Mariani e della vice direttrice del centro studi, Franca Tacconi, della Fondazione Federico II Hohenstaufen (nella foto in primo piano: Franca Tacconi, Antonio Laviola e Luca Butini accanto al busto di Federico II)...CONTINUA A LEGGERE SU QDMNOTIZIE

domenica 19 maggio 2019

Esperienze nell'impiego di aeromobili a pilotaggio remoto nell'esplorazione, documentazione e monitoraggio di cavità artificiali sotterranee (estratto dagli atti del convegno SIGEA)




ABSTRACT:
Alcune strutture ipogee artificiali possono essere totalmente o parzialmente indagate e documentate grazie all’impiego di aeromobili a pilotaggio remoto. Alle complessità tecniche legate alla situazione e alla opportunità di avvalersi di piloti specializzati, si aggiunge spesso la necessità di modificare gli apparati ed il software perché il mix tra hardware, software e pilota consenta di incontrare concrete possibilità di successo. L’intervento presenta l’esperienza di un team specializzato in materia e due casi concreti di applicazione.

Some artificial hypogean structures can be totally or partially investigated and documented thanks to the use of remotely piloted aircraft. To the technical complexities linked to the situation and the opportunity to make use of specialized pilots, there is often the need to modify the machines, the equipment and the software because the mix between hardware, software and pilot allows to meet concrete possibilities of success. The contribution presents the experience of a specialized team in the fi eld and two concrete cases of application.




AUTORI: 
MARIO MAZZOLI (Speleologo e speleosubacqueo, General Manager A.S.S.O., Hypogea Ricerca e Valorizzazione Cavità Artificiali)
ISIDORO BONFÀ (Geologo, Responsabile Ufficio Programmazione Bonifica Siti Inquinati e Geologia Ambientale di Roma Capitale)
FRANCESCO MARSALA (Progettista, istruttore ed esaminatore piloti APR, Drone Solution, A.S.S.O.)

Estratto dagli Atti del convegno nazionale sulle Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti di catalogazione, analisi della pericolosità, monitoraggio e valorizzazione. A cura di S.I.G.E.A. (Società Italiana di Geologia Ambientale) 

sabato 18 maggio 2019

Esplorazione e documentazione di cavità artificiali sommerse: rischi, cautele esplorative, procedure consolidate in ambito speleo subacqueo (estratto dagli atti del convegno SIGEA)


RIASSUNTO: Le strutture ipogee di approvvigionamento idrico, cave, sistemi di difesa, miniere, sepolture, magazzini, vie di fuga o altre aree sotterranee, possono essere totalmente o parzialmente allagate sia per loro natura intrinseca, sia per modificazioni del contesto che ne hanno mutato, nel corso del tempo, struttura e funzione originaria precludendo l’accesso. 

L’esplorazione, documentazione, monitoraggio e classificazione di strutture sommerse richiede necessariamente il supporto di subacquei per reperire informazioni diversamente non accessibili. È per questo che dopo una prima immersione esplorativa è fondamentale portare fuori dall’acqua dati e immagini, anche se la cattiva visibilità impedisce molto spesso la realizzazione di foto e filmati “accettabili”. 

Considerato che, nella maggior parte dei casi, le strutture artificiali sommerse hanno perso la loro funzione pri- maria e la condizione di allagamento è dovuta ad abbandono con conseguente rischio di degrado strutturale e ambientale, è bene che le competenze subacquee siano di carattere specialistico. 

Un’immersione in questi ambienti, oltre a difficoltà di carattere tecnico, può presentare infatti elevati rischi biologici. Questi sono i principali motivi per i quali, nonostante le scarse profondità, la progressione subacquea in cavità artificiali richiede sempre estrema attenzione, esperienza specifica di immersioni in ambienti chiusi e talvolta l’utilizzo di complesse attrezzature per la protezione dello speleo subacqueo, l’impiego delle quali non sempre è compatibile con le condizioni logistiche ed ambientali del luogo. Non ci si deve quindi far condizionare dalla bassa profondità dell’acqua e dalla apparente banalità di immersioni in ambienti di dimensioni contenute. 

Per uno speleo subacqueo queste esplorazioni, dal punto di vista tecnico, sono molto meno impegnative di una immersione in grotta, ma potrebbero nascondere una serie di insidie non usuali per chi è abituato ad immergersi esclusivamente in cavità naturali. Il contributo è finalizzato ad analizzare le problematiche più frequenti nelle esplorazioni speleo subacquee in cavità artificiali e a fornire elementi esperienziali ed informazioni su strumenti tecnici, procedure e precauzioni da adottare.


AUTORI:
MARIO MAZZOLI (General Manager A.S.S.O., Hypogea Ricerca e Valorizzazione Cavità Artificiali, Scuola Nazionale Speleologia Subacquea Società Speleologica Italiana, Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana)
CARLA GALEAZZI (Egeria Centro Ricerche Sotterranee, Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana)
MARCO VITELLI (Presidente A.S.S.O., Hypogea Ricerca e Valorizzazione Cavità Artificiali, Scuola Nazionale Speleologia Subacquea Società Speleologica Italiana, Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana)


Estratto dagli Atti del convegno nazionale sulle Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti di catalogazione, analisi della pericolosità, monitoraggio e valorizzazione. A cura di S.I.G.E.A. (Società Italiana di Geologia Ambientale)

martedì 14 maggio 2019

Mostra: "Seafarers' Rituals in Ancient Times (da L'Archeologo Subacqueo n. 67)

L'Haifa Museum - The National Maritime Museum è stato scelto come scenografia espositiva per la mostra Seafarers' Rituals in Ancient Times organizzata durante i mesi invernali del 2016.
Il catalogo dell'esposizione pubblicato per questo evento è stato concepito in una formula agevole in modo di poter offire la raccolta dei dati con immediatezza sopratutto grazie alla resa delle immagini a colori dedicate ai singoli reperti e a schede-didascaliche sintetiche. 
Questa parte illustrata è stata organizzata dal punto di vista editoriale nella porzione centrale del volume, costituendo un vero e proprio divisorio rispetto agli approfondimenti tematici dedicati alla ricostruzione di alcuni dei principali rituali che i marinai nell'Antichità svolgevano per richiedere protezione o allontanare la cattiva sorte durante la navigazione per mare. La divisione è stata inoltre concepita anche rispetto alla doppia sezione in lingua o meglio, la prima per l'ebraico moderno e l'altra per la traduzione in inglese, così da assicurare una maggiore circolazione delle informazioni a livello internazionale. Per meglio distinguere le due parti sono stati utilizzati soggetti diversi ... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO QUI

lunedì 13 maggio 2019

22 Maggio 2019: Presentazione del progetto: "Bisenzio: dalle recenti scoperte al futuro museo" (Palazzo Patrizi Clementi, Roma)

Il giorno 22 maggio 2019 alle ore 16:30, presso Palazzo Patrizi Clementi (via Cavalletti 2, Roma) si terrà la conferenza del Progetto Multidisciplinare “Bisenzio”: dalle recenti scoperte al futuro museo. 

Il promontorio denominato “Monte Bisenzio” (404,8 m), situato sulla costa sudoccidentale del Lago di Bolsena a quattro chilometri a nord della moderna cittadina di Capodimonte (Viterbo), garantisce un’ampia veduta del vasto specchio lacustre oggi a circa 305 m. Sulla sommità di Monte Bisenzio e sui suoi declivi un insediamento andò strutturandosi nel corso dell’età del bronzo e, senza soluzione di continuità, fiorì sino a tutta l’età arcaica. 

Le variazioni climatiche e le conseguenti variazioni del livello del lago che ebbero luogo durante l’età del Bronzo, così come le particolari caratteristiche orografiche del sito, fecero di Bisenzio un fondamentale snodo delle reti di contatti dell’Etruria Meridionale. Paradossalmente è possibile che proprio questa importanza abbia contribuito a determinare la crisi della comunità visentina al principio del V sec. a.C., quando le più potenti comunità urbane della regione non tollerarono più l’esistenza di intraprendenti realtà aristocratiche nei territori limitrofi. 

Fino ad anni recentissimi, nonostante le molteplici e lodevoli ricerche svolte nel passato, solo pochi dati certi erano disponibili. Oggi, grazie ai permessi concessi dalla Soprintendenza e al generoso finanziamento garantito dalla Deutschen Forschungsgemeinschaft (DFG), un’équipe internazionale e multidisciplinare ha intrapreso uno studio accurato e di ampio respiro di Bisenzio e del suo distretto. Durante la conferenza saranno illustrate alcune delle nuove acquisizioni e le possibili ricadute sui modelli interpretativi usualmente adottati per l’Etruria meridionale, nonché le entusiasmanti prospettive di ricerca. 

La conferenza costituisce inoltre l’occasione per presentare l’idea progettuale elaborata dalla Soprintendenza che, inserendosi nel tracciato del Progetto interdisciplinare e in piena armonia con esso, d’intesa con l’Amministrazione comunale di Capodimonte, intende realizzare il Museo Archeologico dell’antica città di Bisenzio nell’insigne complesso monumentale della Cascina, imponente granaio realizzato per volontà della famiglia Farnese.

Info: 06 67233002-3 -  Ingresso libero fino ad esaurimento posti (max 80)

giovedì 9 maggio 2019

PERCHE’ DONARE IL 5 X MILLE ALLA A.S.S.O.

Vogliamo ringraziare chi ha voluto devolvere alle nostre attività la propria quota negli anni scorsi ed estendiamo l’invito alla donazione del 5X1000 anche per quest'anno. 

Perché chi non ci conosce dovrebbe pensare ad ASSO? 

Perché siamo affermati e costantemente attivi, credibili e di sincero approccio no profit, per la scoperta e la tutela di ciò “che c’è sotto” i nostri piedi o le nostre acque. Impieghiamo cuore e testa e prevalentemente risorse economiche personali, operando attraverso ricerche ed esplorazioni nei settori dell’archeologia subacquea, delle cavità naturali, artificiali e nelle aree sotterranee sommerse. 

I risultati ci gratificano e i riscontri sono positivi e, pur nella cronica ristrettezza di risorse economiche, la nostra operazione “conoscenza” prosegue con la dedizione e la determinazione di sempre. 

E' per questo costante impegno che il vostro supporto ci gratifica e ci sostiene, integrando le risorse economiche finanziate direttamente dai soci. 

Invitiamo quindi chi volesse destinarci il 5 per mille della sua Irpef ad indicare il nostro codice fiscale (92003990584) nella dichiarazione dei redditi (modello Unico o 730) o nella scheda CUD nel riquadro riservato al “Sostegno delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale” 

Grazie per il vostro tempo e per quanto vorrete suggerirci. 

Il Team ASSO




lunedì 29 aprile 2019

Napoli, omaggio a Sebastiano Tusa: mostra a Baia e progetto al Mann sui pionieri dell'Archeologia subacquea (da LAREPUBBLICA.IT)

Inaugura il 24 maggio a Baia, alle ore 11 la mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea ed in Sicilia”, all’interno del Museo archeologico dei Campi Flegrei. 

L’esposizione, con allestimento e curatela realizzati da Teichos, racconta la stagione di nascita dell’archeologia subacquea in Italia, nell’area Flegrea ed in Sicilia, e per quest’ultima dai suoi esordi fino alle piu? importanti esperienze istituzionali: la costituzione della Soprintendenza del Mare da parte di Sebastiano Tusa. Un percorso, supportato da allestimenti multimediali e sensoriali, con l’utilizzo di materiali video e fotografici, provenienti dagli archivi delle Soprintendenze del ministero per i Beni e le attivita? culturali, dagli istituti specializzati, dagli archivi privati, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Un’esplorazione dagli anni ’50, tra condizioni e circostanze che hanno determinato la nascita dell’archeologia subacquea come disciplina, evidenziandone ruoli e protagonisti. Una preview che anticipa, essendone complemento necessario, il progetto ..... CONTINUA A LEGGERE SU LAREPUBBLICANAPOLI.IT

È in edicola Archeologia Viva n. 195 - maggio/giugno 2019

È in edicola Archeologia Viva n. 195 - maggio/giugno 2019 

La copertina è dedicata al monumentale sito di DODONA e al suo celebre oracolo di Zeus. 

Segue uno speciale sulle spettacolari scoperte di Roger Wilson nella villa romana di GERACE in Sicilia. 

In provincia di Fermo (Marche) Belmonte è protagonista di nuove importanti ricerche sui PICENI. 

Un articolo sull’Anfiteatro romano di MILANO (che ora rinasce in… verde). 

Filo diretto fra l’etrusca CORTONA ed ERCOLANO. 

Caterina e Cosimo de’ Medici nel quinto centenario della nascita: ne parla CRISTINA ACIDINI. 

Il Canton Ticino e Aldo Crivelli. 

Un reportage su protagonisti e pubblico di TOURISMA 2019.


lunedì 1 aprile 2019

16-19 maggio, Roma, Corso di immersioni in ambienti confinati (Speleosub 1° livello)

LA SCUOLA NAZIONALE DI SPELEOLOGIA SUBACQUEA DELLA SOCIETA’ SPELEOLOGICA ITALIANA IN COLLABORAZIONE CON A.S.S.O. E CENTRO SUB CASTELLI 
ORGANIZZA A GENZANO DI ROMA UN 
CORSO DI IMMERSIONI IN AMBIENTI CONFINATI (SPELEOSUB 1° LIVELLO) 
16-19 Maggio 2019

Il corso fornisce le conoscenze teoriche e pratiche per effettuare le prime immersioni in risorgenza, relitti e sifoni. Aperto ai sub brevettati, minimo due stelle, con almeno 20 immersioni in acque libere e senza esperienza di progressione speleologica su corda.

Programma teorico e pratico: Immersioni in ambienti confinati e principali differenze con quelle in acque libere; norme U.I.S.; i diversi ambienti: relitti, grotte, sifoni, sorgenti…; cause ed effetti dello stress, comportamento da tenere per ridurre al minimo le cause di panico ed affanno; l'equipaggiamento; sagola e svolgisagola; sagolino di soccorso; protezione e trasporto attrezzature; progressione speleo subacquea; tecniche di autosoccorso; l’organizzazione del Soccorso Speleologico e Speleosubacqueo, procedura di allertamento in caso di incidente, norme di comportamento di primo intervento, salvamento e pronto soccorso; organizzazione di immersioni singole, di gruppo e loro gestione, pericoli oggettivi legati all’ambiente; cenni di geologia e carsismo; importanza della preparazione speleologica.

8 ore di teoria e pratica a secco presso struttura in Castelli Romani. 
16/5 sera: briefing, la SNSS e la didattica internazionale (Genzano di Roma) 
17/5 Teoria e prove a secco (Genzano di Roma) 
18/5 immersioni in sorgente (Provincia di Frosinone) 
19/5 autosoccorso in acque confinate (Lago Albano) 

Brevetto:
Al termine del corso, in caso di superamento degli standard richiesti, viene rilasciato un brevetto SSI/SNSS - UIS (Scuola Nazionale Speleologia Subacquea - Unione Internazionale di Speleologia). 

Attrezzatura minima richiesta:
Jacket, casco con tre torce montate, rullo svolgisagola principale, due bombole separate con attacco DIN da 200 bar ciascuna 7 o 10 lt. di capacità, due erogatori ciascuno con manometro e frusta, maschera di riserva, piombi, computer, tabelle di decompressione, cesoie. 

Costo e contatti:
Importo totale 400,00 euro di cui 200,00 euro all’atto dell’iscrizione da effettuarsi entro il 15 Aprile 2019. In caso di annullamento del corso l’importo dell’anticipo verrà interamente restituito. Saldo ad inizio corso con contestuale consegna brevetti subacquei precedenti, certificato medico e due foto. 

Per l’attivazione del corso è richiesto un numero minimo di allievi pari ad 8. 

Per informazioni e prenotazioni: Fabrizio Capaldo – Centro Sub Castelli – tel. 069391355 info@centrosubcastelli.it

giovedì 28 marzo 2019

Escursioni speleosubacquee durante il raduno nazionale di speleologia "Ichnussa2019" in Sardegna dal 25 al 28 aprile 2019

Nell'ambito del Raduno Nazionale di Speleologia che si terrà dal 25 al 28 aprile a Urzulei, in Sardegna, verranno organizzate due esplorazioni sepelosubacquee nelle grotte sommerse di Bel Torrente e Licoli. Le escursioni sono riservate a speleosub iscritti al Raduno Internazionale, brevettati e coperti da assicurazione personale in corso di validità. 

Tutte le informazioni al seguente link: https://www.icnussa.it/escursioni-speleosubacquee/

HYPOGEA International Congress of Speleology in Artificial Cavities 2019: FIFTH ANNOUNCEMENT

The 3-rd edition of HYPOGEA congress will be held in Bulgaria from 20 to 25 May 2019 and will be organized by Bulgarian Caving Society in collaboration with different Bulgarian regional museums of history and scientific institutions and under the patronages of International Union of Speleology in the face of its Commission of Artificial Cavities, Balkan Speleological Union , European Federation of Speleology , HYPOGEA Federation – Italy and Municipality of Dorbrich City, Bulgaria. 


The fourth stage of the organization of the conference have been overcome. We have finalized the editing and pre-print of Proceedings. It contents 38 submissions from 83 authors and co-authors from 11 countries: Armenia, Bulgaria, Czech Republic, Germany, Georgia, Italy, Israel , Russia, Serbia, Turkey, Ukraine. The book is in press. The preliminary programs of the Congress are ready and you can find it as attached file of this announcement and also in the web page of the event. 
Of course, depending on the circumstances, it may undergo some changes within Congress! The program can be filled with short films on the topic. Please let us know if anyone wish to present some. 

Please don’t forget that the Registration closing date is : May 1-st, 2019 !!! 

PROGRAM, INFORMATION and CONTACTS AVAILABLE ON THE OFFICIAL WEBSITE: https://www.hypogea2019.org/ OR DOWNLOAD HERE THE PDF DOCUMENT


martedì 12 marzo 2019

Sub recuperati a El Dudù, “Subacquea non è speleosubacquea. Basta morti inutili”. Intervista a Leo Fancello (dal sito SCINTILENA.com)

Nel Febbraio scorso sono stati finalmente recuperati i corpi dei due sub italiani avventuratisi a El Dudù, in Repubblica Domenicana. Le operazioni di individuazione e recupero, durate 16 giorni, sono state particolarmente difficili e rischiose. La Società Speleologica Domenicana ha sottolineato che i due sub tecnici non avevano brevetti né attrezzature da speleosubacquea, l’unica disciplina che consente di affrontare in sicurezza grotte sommerse. Scintilena ha chiesto spiegazioni a uno dei massimi esperti italiani in materia, direttore della Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea della SSI (Società Speleologica Italiana), Leo Fancello, (nella foto a sinistra) istruttore di speleologia, speleosubacquea, subacquea in acque libere, e anche soccorritore ed istruttore della Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso speleosubacqueo del CNSAS.

Direttore, immagino che avrai seguito da vicino la vicenda dei due sub italiani morti nella grotta domenicana…

Sì e sono affranto, siamo tutti affranti, spiace per loro, per il lutto che devono affrontare le rispettive famiglie ma spiace ancora di più perché queste sono le ennesime morti inutili. Ce ne sono praticamente ogni anno, eppure nessuna di queste è servita di esempio agli altri. Il comunicato della Società Speleologica Domenicana ha messo in evidenza subito il fatto che questi sub sono entrati a El Dudù senza avere alcuna qualifica per poterlo fare. A ogni incidente sui media si legge “era un sub esperto”, e invece non è chiaro che puoi essere un sub espertissimo, un sub tecnico, ma se non sei uno speleosub ed entri in una grotta sommersa, a maggior ragione come quella, ti stai infilando in una situazione pericolosissima, dove troverai una vera trappola pronta ad ucciderti, e metterai a rischio anche la vita di coloro che dovranno venire a recuperarti. I sub di acque libere si rifiutano di capire che, per molti versi, la speleosubacquea è profondamente diversa dalla subacquea.

Come mai è difficile comprendere la differenza tra le due discipline?

E’ più che altro superficialità, credo. Come Scuola Nazionale siamo impegnati da una vita sul fronte della sensibilizzazione, non sai quanti diving contattiamo ogni anno per proporre un incontro gratuito con sub e istruttori, proprio al fine di informarli meglio sull’attività speleosubacquea, per metterli in guardia, eppure finora ..... CONTINUA A LEGGERE SU SCINTILENA.COM

venerdì 8 marzo 2019

Numerose sepolture rinvenute nelle cripte della Chiesa del Purgatorio di Terracina (LT)

In occasione dei previsti lavori di messa in sicurezza e prevenzione sismica della Chiesa del Purgatorio di Terracina una squadra di tecnici della A.S.S.O., sotto la supervisione del dott. Francesco Di Mario, funzionario archeologo di zona della Soprintendenza, ha aperto ed ispezionato due cripte posizionate nel pavimento della navata centrale della chiesa.
Com'era prevedibile, le cripte contengono molti materiali di cui è difficile definire l'entità e la profondità sena l'esecuzione di uno specifico  scavo archeologico da cui però emergono evidenti numerosi resti di ossa umane appartenenti probabilmente ad un periodo intorno al 1700.

La squadra di ricerca ha effettuato l'ispezione approfondita delle strutture, la sua documentazione fotografica e supportato l'archeologo e topografo Diego Ronchi che, grazie all'ausilio di un sofisticato e compatto laser-scan ha effettuato il rilievo tridimensionale degli ambienti.

Nelle prossime settimane le indagini dovrebbero orientarsi anche verso altri ambienti della chiesa nell'ottica di approfondirne al massimo la conoscenza strutturale per il successivo progetto di messa in sicurezza.

sabato 2 marzo 2019

È in edicola Archeologia Viva n. 194 - marzo/aprile 2019

La copertina è dedicata alle eccezionali scoperte nella valle del FIUME AZZURRO e ai tesori archeologici del Sichuan. Poi un focus approfondito su CATANIA romana, città splendida in ostaggio dell’Etna. Gli ITTITI dopo la fine dell’impero ittita nelle indagini della missione italiana in Cappadocia. ROMA UNIVERSALIS ovvero l’impero al tempo dei Severi. Il basso Lazio è di scena con AQUINUM e la scoperta di un raro ritratto di Cesare. Uno studio particolare: gli AVVOLTOI e la loro azione nella sfera del sacro. Il MEDIOEVO visto da Andrea Augenti.

venerdì 15 febbraio 2019

Archeologia subacquea. La storia di Roma riemerge dal Mediterraneo: 20 febbraio 2019 Parco Archeologico di Ostia Antica




Il 20 febbraio alle ore 16.30 l'Antiquarium di Ostia antica ospita Roberto Petriaggi, archeologo subacqueo direttore di "Archaeologia Maritima Mediterranea". Con il Direttore del Parco archeologico di Ostia antica, Mariarosaria Barbera, parlerà di archeologia subacquea nei mari italiani e di archelogia navale.

L'archeologia subacquea è una branca affascinante dell'archeologia: dai fondali marini emergono relitti che ci raccontano i commerci e i trasporti dei popoli antichi del Mediterraneo. In alcune circostanze, poi, come nel caso di Baia, i fondali custodiscono edifici e porzioni di città che un tempo erano emerse, ma che il mare nel corso dei secoli ha sommerso. 
Come sempre l'evento è gratuito. Per partecipare occorre prenotare via e-mail all'indirizzo: pa-oant.comunicazione@beniculturali.it



mercoledì 6 febbraio 2019

Interview: Chris Jewell, the Somerset cave diver involved in the Thailand rescue mission (by SomersetLife)

The daring rescue of 12 boys and their football coach trapped in a cave in Thailand gripped the world. Chrissy Harris meets the Somerset cave diver who took part in the incredible mission.

Chris Jewell is a 36-year-old computer software consultant from Cheddar. Back in June, however, he left normal life behind to become part of one of the most challenging rescue operations the world has ever known.
Chris was one of a team of British cave divers who risked their lives to save a group of young boys and their football coach after they became stranded for 18 days, deep underground in Thailand’s Chiang Rai province. The members of the Wild Boars youth football team faced certain death during what looked like an unfolding tragedy.

But then, against all the odds, came the images of the boys being brought out of the flooded cave network one by one, thanks to the heroic efforts of Chris and a crack team of highly ... CONTINUE READING TO SOMERSETLIFE

domenica 3 febbraio 2019

5th European Conference on ​Scientific Diving , 24 - 27 April 2019 ​Institute of Oceanology, Polish Academy of Sciences, ​Sopot, Poland

ECSD5 2019” is the fifth “European Conference on Scientific Diving” organised by the IO PAN Scientific Diving TEAM, in Sopot, first time in Poland
Conferences of this series were originally initiated by the European Scientific Diving Panel in 2015 by combining “The Research in Shallow Marine and Fresh Water Systems" and “The International Symposium on Occupational Scientific Diving" into one general meeting held once a year. 
The intent of ECSD is to provide a large, international forum for presenting the latest research results carried out in Europe using diving. ECSD conferences each time attract European leaders in the field of scientific diving and provide a convenient platform for exchanging experiences, establishing new contacts and future collaboration. Organizers wish to gather a broad group of international specialists as well as to consolidate the Polish scientific diving community (limited to max. 100 people). Participation from Early Career Researchers is strongly encouraged!



sabato 26 gennaio 2019

8 febbraio, Roma: Presentazione del libro "I misteri di Hatria" di Niky Marcelli

Venerdì 8 febbraio alle ore 18:00, presso la Libreria Mondadori in Via Piave 18 a Roma, verrà presentato il nuovo avvincente romanzo "I MISTERI DI HATRIA" di Niky Marcelli, con cui la nostra A.S.S.O. ha avuto il piacere di collaborare.

Esiste veramente una Atlantide in mezzo al mare Adriatico? E le sue strade sono realmente lastricate d’oro come afferma una leggenda narrata in un frammento di Plinio il Vecchio? Il professor Ruggero Marcòn era un pazzo visionario, come sostenevano i suoi colleghi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, o l’autore di una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi?

Sara Varzi, la Contessa Rossa, e la giornalista Anna “Care” Caremoli, sua inseparabile compagna d’avventure, non hanno dubbi: dietro ad ogni leggenda c’è sempre un fondo di verità e loro sono del tutto intenzionate a scoprirla. Se non altro, per aiutare Alice, giovane figlia di Marcòn.

Ma anche altri personaggi, molto pericolosi, sono alla ricerca della città perduta e, questa volta, Sara e Care rischieranno davvero moltissimo in fondo al mare, quando si troveranno di fronte un sottomarino assolutamente deciso a liberarsi di loro. Dalle sponde di Cesenatico e Venezia, fino alle coste della Croazia, in un susseguirsi serrato di colpi di scena e di situazioni da cardiopalma, le due ragazze dovranno mettercela davvero tutta per restare vive e svelare alla fine i misteri di Hatria.

sabato 19 gennaio 2019

PROGETTO ALBANUS: l'elenco aggiornato delle pubblicazioni scientifiche, degli articoli e dei video prodotti dalla Federazione HYPOGEA sulle ricerche in corso


ELENCO PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE:
ELENCO ARTICOLI BLOG E RASSEGNA STAMPA:
A QUESTO LINK E' POSSIBILE ACCEDERE ALLA PAGINA DEDICATA CHE RIEPILOGA LA STORIA ESPLORATIVA DELL'EMISSARIO

domenica 13 gennaio 2019

Portofino: sui fondali anfore galliche del primo secolo (da GENOVATODAY)

Il ritrovamento si deve a due istruttori esperti della Rasta Divers. Per le operazioni di recupero sono intervenuti il servizio tecnico di archeologia subacquea della Soprintendenza e la Guardia costiera

Scoperta sensazionale a Portofino grazie a Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, due istruttori esperti della Rasta Divers. Proprio sotto villa Altachiara sono state rinvenute circa 15 anfore galliche risalenti al primo secolo dopo Cristo. Ieri la prima anfora é stata recuperata grazie allo Stas della Soprintendenza, il servizio tecnico di archeologia subacquea, con il  ..... CONTINUA A LEGGERE SU GENOVATODAY

domenica 6 gennaio 2019

"ANCHE I PESCI PIANGONO", il nuovo documentario di Francesco Cabras e Alberto Molinari sulla storia dei pescatori del mar Adriatico

Il progetto Adriatic Recovery Project nasce a fine 2016 per promuovere il recupero degli ecosistemi e degli stock ittici del mare Adriatico. Il Progetto è coordinato da MedReAct in collaborazione con la Stanford University, l’Università Politecnica delle Marche, Legambiente e Marevivo.
Nella cornice di questo progetto è stato realizzato il documentario “Anche i pesci piangono”, che narra attraverso le voci di pescatori, ambientalisti, ricercatori e artisti la storia dell’Adriatico, un mare che ha sempre custodito un grande patrimonio di ricchezza e biodiversità ma che oggi si ritrova impoverito a causa della pesca eccessiva. È ancora possibile tutelare il mare e trasformare in sostenibili le attività che dipendono da esso.
I racconti sono scanditi da una sorta di coro greco affidato a due tra le voci più belle del Mediterraneo, Dario Muci e Rachele Andrioli, che interpretano dal vivo brani legati poeticamente al mare.