mercoledì 24 maggio 2017

Cortona, 8 giugno 2017: "Un viaggio nell'archeologia subacquea" - Incontro con Mario Mazzoli, General Manager A.S.S.O.


Giovedì 8 giugno 2017 ore 18:00
Istituto Tecnico Economico “Francesco Laparelli” 
Palazzo La Moderna, Via Maffei, 7 Cortona (Arezzo) 
UN VIAGGIO NELL'ARCHEOLOGIA SUBACQUEA 
Dott. Mario Mazzoli. 
Tecnico di archeologia subacquea, speleosubacqueo e speleologo. 
Direttore Generale della A.S.S.O 

Evento organizzato di sostegno alla Giornata Mondiale degli Oceani 
Ingresso Gratuito 

Con il Patrocinio del Comune di Cortona 

Un viaggio alla ricerca delle tracce che la storia dell’uomo ha lasciato sott’acqua. L’avvicinamento al mondo archeologico sommerso verrà condotto, con l’ausilio di numerose immagini e filmati, attraverso le esperienze operative di grandi Enti di ricerca e di organizzazioni di nicchia. Partendo dagli antichi sommozzatori si attraverseranno le diverse aree di lavoro dell’archeologia subacquea per esaminarne i principali tratti caratteristici, le modalità di individuazione, i reperti, gli studi ed i risultati. Si vedrà come analizzare e documentare un giacimento archeologico sommerso dipenda essenzialmente da come questo è connaturato, dalla tipologia, dalla profondità alla quale si trova, da come è costituito il fondale, dai danneggiamenti umani o naturali che ha subito, da come si è sedimentato il deposito che lo ha coperto e dall’ambiente nel quale si trova (salmastro, dolce, fiume, laguna, lago, mare, grotta, effetto del moto ondoso, successiva antropizzazione, ecc.). Particolare attenzione verrà riservata ai siti archeologici presenti nei laghi, lagune e nei fiumi, ai resti della navigazione antica, ai porti e alle altre infrastrutture, agli effetti della variazione dei livelli delle acque, alle aree urbane oggi sommerse, ai relitti di navi antiche e alle grotte.


La Giornata mondiale degli Oceani è un'occasione per ricordarci che i nostri mari sono in crisi, che in Europa il 60 per cento delle risorse ittiche studiate è sovrasfruttato e che nel Mediterraneo e nel Mar Nero la situazione è ancora più allarmante. Per questo Greenpeace sostiene la pesca artigianale che impiega attrezzi a basso impatto ambientale e riduce al minimo gli scarti. I proprietari delle imbarcazioni solitamente lavorano sulle barche e pescano quanto necessario per sostenere le loro famiglie.

venerdì 19 maggio 2017

25 maggio 2017: GIORNATA DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO PER IL PATRIMONIO CULTURALE


La A.S.S.O. è lieta di annunciare la sua partecipazione all'incontro delle Associazioni di Volontariato per il patrimonio culturale organizzato dalla Soprintendenza di Roma che si terrà il 25 maggio 2017 dalle 9.30 alle 18.00 a Roma, Palazzo Patrizi Clementi, via Cavalletti 2.
Siete invitati a partecipare. Per info: 06/67233000-06/67233020

Con la Giornata dedicata alle Associazioni di volontariato per il patrimonio culturale la Soprintendenza intende portare a conoscenza del grande pubblico la meritoria attività che da decenni tali associazioni conducono soprattutto nel campo della ricerca e promozione del patrimonio archeologico. Il volontariato in generale ha avuto negli ultimi anni in Italia prestigiosi riconoscimenti ufficiali e vasto è il favore popolare che lo accompagna. Segnatamente, il volontariato culturale ha fatto registrare un innalzamento del livello tecnico-scientifico grazie, soprattutto, ai numerosi giovani titolati e forti di una solida esperienza maturata, in stretta collaborazione con la Soprintendenza, in svariati interventi che vanno dallo scavo, al recupero di opere, a momenti di studio, alle iniziative per la musealizzazione e la valorizzazione. Di qui anche i frequenti rapporti, tramite i Funzionari di zona, con il Ministero, gli Enti territoriali, scuole e Università. Ne emerge un quadro operativo assai vario e articolato che investe un territorio molto diversificato anche nelle problematiche archeologiche e storico-artistiche, dall’Etruria, all’area suburbana maggiormente legata a Roma e ai centri laziali di più antica origine. Tutte queste realtà, suddivise per ambiti topografici, saranno illustrate dagli stessi rappresentanti delle Associazioni, aderenti ad organizzazioni nazionali (come i Gruppi Archeologici d’Italia o l’Archeoclub) o espressione di sensibilità locali, in una serie di contributi che vedranno ulteriore arricchimento in una cospicua serie di poster incentrati su temi specifici.

Gruppo Archeologico Territorio Cerite, Gruppo Archeologico Romano, Associazione Artemide, Società Storica Civitavecchiese, Associazione Valorizziamo Veio, Gruppo Archeologico di Bassano in Teverina, Associazione Veramente Orte, Associazione del MAVNA (Museo Archeologico Virtuale di Narce), Associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia, Associazione Fontana Antica, Archeoclub d'Italia Mentana, Archeotuscia Onlus, Gruppo Archeologico Castrum Cryptarum, Gruppo Archeologico Turan, Gruppo Archeologico Velzna, Gruppo Archeologico Castrum Lubriani, A.S.S.O. Archeologia subacquea, Speleologia e Organizzazione o.n.l.u.s. , Centro di Studi Marittimi del GATC, Associazione Centro Ricerche della Scuola Sub del Lago di Bolsena, Gruppo Archeologico Latino “Latium Vetus”, Associazione Articolo 9, Gruppo Archeologico Aricino Lanuvino Nemorense, Gruppo Archeologico Veliterno, Gruppo Archeologico Latino “Bruno Martellotta”, Sotterranei di Roma

mercoledì 10 maggio 2017

Al via il primo censimento delle cavità artificiali ricadenti nel territorio della Riserva Lago di Vico


Durante i millenni le comunità che hanno abitato questo comprensorio hanno avuto la necessità di approvvigionarsi d’acqua, difendersi, ripararsi, ricoverare il bestiame o estrarre materiali da costruzione o minerali. Questi bisogni essenziali hanno spinto gli uomini a scavare nella roccia o ad ampliare delle cavità naturali creando una serie incredibile di strutture sotterranee, talora di grande estensione. 

L’insieme di questo mondo ipogeo, costituito da strutture abbandonate, riutilizzate o ancora in funzione, rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale che va conosciuto e tutelato. Per questo è in corso il censimento preliminare delle cavità artificiali ricadenti all'interno del perimetro della Riserva Naturale Lago di Vico. 

Per l'espletamento di queste attività il personale dell’area la Riserva sta attivamente collaborando con gli esperti delle associazioni speleologiche EGERIA Centro Ricerche Sotterranee e ASSO Onlus , i cui tecnici sono anche componenti della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana . La tipologia delle strutture ipogee di interesse storico e archeologico nella nostra area è costituita essenzialmente da cunicoli di captazione, acquedotti, cisterne,..... CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DELLA REGIONE LAZIO

sabato 29 aprile 2017

Grazie per la vostra donazione del 5x1000 ed invito per il 2017

Nel 2016 alla nostra Onlus A.S.S.O. (Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione) è stato riconosciuto un contributo del 5x1000 – anno 2014 - pari a 4201,38 €. 

Rivolgiamo un sincero grazie a chi ha voluto devolvere alle nostre attività la propria quota ed estendiamo l’invito alla donazione del 5X1000 anche per quest'anno. 

Perché chi non ci conosce dovrebbe pensare ad ASSO ? 

Perché siamo affermati e costantemente attivi, con documentata credibilità e sincero approccio no profit, nella scoperta e nella tutela di ciò “che c’è sotto” i nostri piedi o le nostre acque. Non abbiamo paura a definirci un vero team. Impieghiamo cuore e testa, oltre a risorse economiche proprie, operando prevalentemente attraverso ricerche ed esplorazioni nei settori dell’archeologia subacquea, delle cavità naturali, artificiali e nelle aree sotterranee sommerse. I risultati ci gratificano e i riscontri sono positivi anche se ogni anno lo sforzo per raggiungere traguardi accettabili e documentati è sempre più gravoso. 

La nostra operazione “conoscenza” prosegue però con la dedizione e la determinazione di sempre ed il vostro supporto ci aiuta concretamente a integrare le risorse economiche finanziate dai soci. 

Questo è il motivo per il quale invitiamo chi volesse destinarci il 5 per mille della sua Irpef ad indicare il nostro codice fiscale (92003990584) nella dichiarazione dei redditi (modello Unico o 730) o nella scheda CUD nel riquadro riservato al “Sostegno delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale” 

Ed inoltre:


Sostieni la A.S.S.O. quando compri su internet. Con Helpfreely puoi comprare in migliaia di negozi online e una parte della tua spesa verrà convertita gratuitamente in una donazione per A.S.S.O. Registrati ora e inizia a donare gratis a A.S.S.O.



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domenica 16 aprile 2017

Cristalli di calcare a filo d’acqua, al Circeo suggestioni di ghiaccio nell’antica cisterna sotterranea




Uno spettacolo inedito quello che si è presentato davanti agli occhi dei subacquei dell’associazione Asso in missione al Circeo. Asso sta per “Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione”, il sodalizio che insieme all’Associazione Romana Sotterranea ha una convenzione con il Comune di San Felice Circeo per le ricerche subacquee di interesse culturale, ambientale e turistico al fine della valorizzazione di percorsi, siti e reperti archeologici. Ebbene, questa mattina quando armati di scafandri i volontari Asso si sono calati nell’antica cisterna, collegata all’acquedotto romano del centro storico di San Felice Circeo hanno trovato una distesa d’acqua di quaranta metri quadrati, completamente ricoperta di cristalli di calcare. L’effetto ottico è stato suggestivo: sembrava ghiaccio. 

Del singolare episodio – i palombari si erano già immersi altre volte nella cisterna – sono state effettuate anche delle riprese video che saranno presto diffuse dall’associazione. Ad ogni buon conto l’operazione di oggi è servita a fare il punto sul percorso turistico che sarà realizzato non appena l’ufficio preposto del Comune provvederà ad affidare i lavori, già finanziati con fondi propri dell’ente municipale ed approvati da apposita conferenza dei servizi, che renderanno accessibile l’antica cisterna ad utenti visitatori. Le opere programmate non ..... CONTINUA A LEGGERE SU LATINACORRIERE.IT

venerdì 24 marzo 2017

31 marzo 2017: IL MARE DEGLI ANTICHI E L'ARCHEOLOGIA SUBACQUEA


Il Centro Sub Castelli in collaborazione con ASSO - Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione presenta "Il mare degli antichi e l'archeologia subacquea": uno splendido viaggio nel mar mediterraneo tra foto, video e scavi inediti. Con la partecipazione del direttore generale di A.S.S.O. Onlus, il dott. Mario Mazzoli

L'evento si terrà venerdì 31 marzo alle ore 20.00 presso il ristorante Le Mimose (Via dei laghi km. 10,100 - Rocca di Papa) ed è aperto a tutti, subacquei e non. Scopri la passione per il mare in nostra compagnia. 

INGRESSO GRATUITO 

Possibilità di cenare al termine dell'evento presso il Le Mimose.

giovedì 23 marzo 2017

23 marzo 2017: GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA


La GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA (in inglese: World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all'interno delle direttive dell'agenda 21, risultato della conferenza di Rio. Il 22 marzo di ogni anno gli Stati che siedono all'interno dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono invitati alla promozione dell'acqua promuovendo attività concrete nei loro rispettivi Paesi. Con la coordinazione del dipartimento degli affari sociali e economici dell'ONU, la giornata internazionale dell'acqua 2005 determinò l'inizio di una seconda decade internazionale delle Nazioni Unite dedicata alle azioni per l'acqua.

Gli speleologi italiani supportano da sempre questa importante campagna di sensibilizzazione con l'iniziativa "L'ACQUA CHE BERREMO" da cui riportiamo qui di seguito un breve estratto:

"Il tema della Giornata Mondiale dell'Acqua 2017 è: PERCHÈ SPRECARLA? 
 A livello globale, la stragrande maggioranza di tutte le acque reflue dalle nostre case, città, industrie e colture rifluisce nella natura senza essere trattata o riutilizzata – inquinando l’ambiente, e perdendo preziose sostanze nutritive e altri materiali recuperabili. Invece di sprecare acque reflue, abbiamo bisogno di ridurle e riutilizzarle. 
Nelle nostre case, possiamo riutilizzare le acque grigie nei nostri giardini e terreni. Nelle nostre città, possiamo trattare e riutilizzare le acque reflue per gli spazi verdi. Nell'industria e nell'agricoltura, possiamo trattare e riciclare gli scarichi dei sistemi di raffreddamento per l’irrigazione. Sfruttando questa preziosa risorsa, faremo lavorare meglio il ciclo dell’acqua per ogni essere vivente. 
E contribuiremo a realizzare l’obiettivo di sviluppo sostenibile 6, dimezzare la percentuale di acque reflue non trattate e di aumentare il riciclo dell’acqua e il suo riutilizzo sicuro."

sabato 18 marzo 2017

Circeo, consegnato al Comune il ceppo di un'antica ancora. (da Latinaoggi.it)

Consegnato questa mattina al Comune di San Felice Circeo il ceppo di un'antica ancora pescato attorno al promontorio. si ritiene che il reperto sia di epoca romana, anche se non è stata ancora effettuata una datazione certa.
Ad ogni buon conto la parte di ancora rinvenuta, in piombo e della lunghezza di un metro e 80 centimetri, grazie alla collaborazione della cooperativa "S.F.Circeo" - fanno sapere Eugenio Saputo e Franco Domenichelli, rispettivamente vice sindaco e delegato ai beni storico-archeologici - è stata sistemata ed è già visibile, presso la porta del Parco, che ospiterà il museo civico "Marcello Zei", la cui istituzione è stata deliberata dal consiglio comunale.
Mario Mazzoli, direttore dell'associazione A.S.S.O. di archeologia subacquea, che ha da poco firmato una convenzione col Comune per effettuare delle indagini sottomarine delle tante vestigia storiche nascoste nelle acque del Circeo, ha dichiarato: "La quantità di concrezioni.... CONTINUA A LEGGERE SU LATINAOGGI.IT


mercoledì 15 marzo 2017

Ricordare il passato e progettare il futuro: la A.S.S.O. compie 25 anni (dalla rivista L'Archeologo Subacqueo)

La rivista L'Archeologo Subacqueo, in occasione del venticinquesimo della fondazione della A.S.S.O. onlus che si è celebrato nel 2015, dedica un lungo articolo di fondo alla nostra Associazione ripercorrendone la storia ed i lavori svolti nell'ambito della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso.




Riscoperta di un borgo antico: San Lorenzo sulla Francigena


Sull'ultimo numero della rivista Archeologia Viva, ora in edicola, è stato pubblicato un articolo di Carla Galeazzi, Carlo Germani (Egeria CRS) e Mario Mazzoli (A.S.S.O.) sulle ricerche ed esplorazioni dei resti del paese di San Lorenzo, abitato per duemila anni ma di cui si era persa la memoria. A questo link un estratto dell'articolo 

mercoledì 8 marzo 2017

Il Centro Archeologico Studi Navali e la mostra NAVALIA (da L'Archeologo Subacqueo)

Il Centro Archeologico Studi Navali (C.A.S.N.), diretto da Mario Palmieri, opera ormai da cinque anni organizzando laboratori e conducendo ricerche e progetti di archeologia sperimentale sulle tecniche di costruzione e propulsione navale antica, sugli apparati e sistemi tecnologici imbarcati sia di natura idraulica sia balistica. Allo sopo di integrare le proprie competenze ed avviare una filiera tecnologica di livello internazionale nel 2015 ha siglato un accordo di collaborazione con la A.S.S.O. mentre per il 2016 è previsto l'accordo con l'Università degli Studi di Roma Tre per avviare attività sperimentali presso il laboratorio. 
A partire dal 20 luglio e fino al 30 ottobre 2015, presso i Magazzini Romani di Civitavecchia, è stata allestita la mostra "Navalia. Potenza e tecnologia della flotta romana", caratterizzata per il forte impatto emotivo...... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO QUI

martedì 28 febbraio 2017

La A.S.S.O. presente alla 25 edizione dell'EUDI SHOW, a Bologna dal 3 al 5 marzo


Domenica 5 marzo, presso la sala VideoSub Cafe', Stefano Barbaresi e Mario Mazzoli terranno un incontro sulle esplorazioni speleosubacquee in grotta raccontando i venticinque anni della A.S.S.O. nelle esplorazioni, ricerche, formazione e progetti di sviluppo in ambito archeologico, naturalistico e scientifico sia in ambienti sommersi che sotterranei. Immagini video inedite e spettacolari accompagneranno la relazione che è pensata sia per la comunità specialistica che per il pubblico più eterogeneo.


Sempre nell'ambito della manifestazione la A.S.S.O. partecipa anche al concorso Eudi Movie 2017 con alcuni filmati sull'esplorazione dei relitti della "Nave Ospedale PO", dell'"Asia" e dell'"Aderno" e con il documentario di Massimo D'Alessandro, "Su Gologone: dove la terra si spacca". A questo link è possibile visionare tutti i video in concorso.

venerdì 24 febbraio 2017

Archeologia, un mare di tesori nascosti (da Latina Editoriale Oggi)

L'incontro organizzato dal Circeo Fishing Club con l'associazione A.S.S.O: tante le sorprese che il Circeo potrebbe riservare.

Il mare di San Felice Circeo, di indiscutibile bellezza, potrebbe riservare ancora tante sorprese. Non tanto quelle naturalistiche, bensì quelle archeologiche. Il Comune per questo motivo, anche alla luce della recente scoperta di un cannone settecentesco recuperato dai fondali e ora in fase di restauro, ha siglato una convenzione con Asso (Archeologia, subacqua, speleologia e organizzazione), diretta dal dottor Mario Mazzoli. Ieri un incontro pubblico organizzato dal Circeo Fishing Club presso la propria sede, al quale ha preso parte anche la campionessa Ilaria Molinari. Nel corso della serata si è parlato ovviamente di archeologia subacquea, dai relitti alle grotte. Numerosi i riferimenti all'area geografica pontina, ai lavori ..... CONTINUA A LEGGERE SU LATINAOGGI

giovedì 23 febbraio 2017

III European Conference on Scientific Diving


The European Conference on Scientific Diving is a combination of the “Research in Shallow Marine and Fresh Water Systems” series with the "International Symposium on Occupational Scientific Diving" series into a single annual meeting. The intention is to provide a major international forum to highlight the scientific outputs that are being achieved in Europe principally through the use of scientific diving as a research tool. The symposium should attract the European leaders in the field of scientific diving, but must also provide a platform to encourage significant participation from Early Stage Researchers and students.

Corso di formazione di Archeologia Sperimentale sulla Preistoria - 24 e 25 giugno 2017, Città di Prato

Corso di archeologia sperimentale sulla Preistoria
Alfio Tomaselli
www.archeologiasperimentale.it
info@archeologiasperimentale.it

Lo stage è rivolto ad archeologi, studenti i Scienze Umanistiche e Naturali, insegnanti, operatori museali, guide archeologiche, naturalistiche, ambientali o turistiche, operatori culturali, gruppi archeologici o semplici appassionati e riguardano la tecnologia dell'Uomo nella Preistoria. All'interno di tali corsi, verranno affrontati diversi procedimenti tecnologici dei nostri antenati come: la scheggiatura della selce, l'accensione del fuoco con le pietre focaie e con i legni, le pitture paleolitiche, la lavorazione dell'osso, del corno, del legno, della ceramica, la cottura, la tessitura, la ricostruzione e l'uso di armi (come bolas, fionda, propulsore), la macina dei cereali e la cottura dell'impasto, la fabbricazione di colle vegetali e animali, la costruzione di trapani, lucerne, pendagli, monili vari e tantissimo altro ancora. 

sabato 11 febbraio 2017

Disponibile l'intera collezione di "OPERA IPOGEA", una delle più importanti riviste internazionali di speleologia in cavità artificiali

E' da oggi disponibile l'intera collezione di "OPERA IPOGEA", la più importante rivista italiana di speleologia in cavità artificiali.

Opera Ipogea è una rivista unica nel panorama editoriale. Testimonianza e memoria delle antiche opere sotterranee in Italia e nel mondo. 


Molte grandi opere antiche fanno parte della nostra cultura. Esistono però altre opere, meno note perché nascoste, altrettanto importanti per ricostruire la evoluzione delle civiltà. Ambienti sotterranei in cui si è conservata la memoria delle capacità progettuali e tecnologiche delle passate generazioni. Determinanti per comprendere le consuetudini di vita quotidiana delle culture che si sono succedute nel tempo. 

Per cavità artificiali si intendono, convenzionalmente, le opere sotterranee di interesse storico ed antropologico realizzate dall’uomo o da esso riadattate alle proprie necessità. Sono pertanto considerate cavità artificiali sia le opere realizzate dall’uomo (scavate, costruite in sotterraneo o divenute ipogee per sovrapposizione stratigrafica) che quelle naturali da esso riadattate, almeno in parte, alle proprie necessità. Ad esempio le grotte naturali dell’arco alpino utilizzate come rifugio durante la prima guerra mondiale, gli eremitaggi in ripari naturali, i rifugi abituali dei pastori durante la transumanza ecc. È ovvio che la dimensione del “fenomeno cavità artificiali”, in un dato luogo, sia per numero e per estensione in diretta correlazione con la durezza della roccia e la relativa possibilità e facilità di scavo.

mercoledì 1 febbraio 2017

CALA SAN GIORGIO DAI MILLE SEGRETI (di Lucia Schinzano, dal sito Ambiente&Ambienti)

In un seminario il 1° febbraio verranno presentati i risultati delle campagne di archeologia subacquea che fanno luce sull’importanza di Cala San Giorgio in antichità.

Cala San Giorgio non è solo una piccola e finora poco valorizzata insenatura alle porte di Bari, ma rappresenta un importante tassello delle avventurose peripezie che portarono a Bari le ossa di materie san Nicola e – la scoperta è recente – nasconde un passato che richiama traffici fiorenti tra il I sec. A.C e il I d. C.

L’importanza di quest’area e le ricerche svolte da enti ed istituzioni accademiche con pazienza e attenzione unite al supporto di sofisticate tecnologie verrà messa in luce nel corso del Seminario “Le ricognizioni archeologiche costiere e subacquee a Cala San Giorgio (III Campagna – 2016) e il progetto Cittadella Nicolaiana” . Il Seminario è organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici (Università degli Studi di Bari Aldo Moro) in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari (MiBACT), il Corpo delle Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Bari e la Basilica Pontificia di San Nicola di Bari. 

L’appuntamento è per mercoledì 1 febbraio 2017 a partire dalle ore 9:00 presso Auditorium “Antonio Quacquarelli” del Dipartimento di Studi Umanistici (plesso di Santa Teresa dei Maschi – Strada Torretta, Bari Vecchia). 

 Archeologia subacquea a Cala San Giorgio nel nome di san Nicola 
Il progetto di ricerca interdisciplinare è in corso da alcuni anni e ha il merito di contribuire a far conoscere meglio il tratto di costa e i fondali del piccolo..... CONTINUA A LEGGERE QUI L'ARTICOLO

domenica 29 gennaio 2017

Lunedì 30 gennaio riapre il Museo Navale di Imperia (da riviera24.it)

Sarà aperta al pubblico lunedì alle 11 la prima parte del Museo Navale di Imperia, dedicata alla marineria moderna, incluse le sale incentrate sull’archeologia subacquea che contengono i celebri dolia ripescati al largo della città.

Si conclude così la prima parte del complesso intervento di restauro avviato dieci anni fa. Le sale che saranno inaugurate lunedì sono finanziate con i fondi europei POR (1,8 milioni di euro) erogati dalla Regione. Il percorso espositivo di queste stanze non è organizzato cronologicamente ma si affrontano argomenti differenti tra loro nel definire il rapporto tra la vita e l’attività dell’uomo ed il mare. Il primo settore è dedicato al tema del lavoro dell’uomo sul mare, il secondo alla guerra sopra e sotto la superficie del mare; il terzo al viaggio per mare, che sia effettuato per necessità o per diletto, parlando dell’epopea dei transatlantici e raccontando dell’emigrazione verso il nuovo mondo o parlando delle crociere di lusso e della competizione di velocità per transatlantici il cui ambito premio era un nastro azzurro.

Il quarto ed ultimo settore parla dello sport legato al mare e soprattutto dello sport della vela, con una grande proiezione sull’attualità di questo modo di vivere e di affrontare il mare e il vento. L’area centrale, circondata da questi quattro settori è dedicata ad attività ludico-didattiche ed animative.

“Ogni sala tematica sarà organizzata con spazi di approfondimento, punti di interazione manuale o virtuale, differenziati per adulti e bambini e momenti di suggestione affidati a proiezioni di grande formato e ricostruzioni scenografiche e interattive.
Gli oggetti esposti saranno integrati in questa regia generale che condurrà il visitatore dapprima attraverso la storia per arrivare al presente..... CONTINUA A LEGGERE SU RIVIERA24.IT

martedì 24 gennaio 2017

La A.S.S.O. aderisce alla campagna per la riapertura del Museo della Civiltà Romana e invita tutti a partecipare all'evento del 28 gennaio

Esattamente tre anni fa, il 27 gennaio del 2014 i maestosi portali del Museo della Civiltà Romana, l'unico al mondo a raccontare nella sua completezza la civiltà romana antica, dalle origini al VI secolo d.C., chiudevano a tempo indeterminato per lavori di riqualificazione che non sono mai iniziati. 

I romani in primis, ma anche tutti gli studiosi e i turisti provenienti dal resto dell’Italia e del mondo hanno visto così sbarrato l’accesso alla cultura e alla bellezza. Tra l’altro sono stati privati della vista del pronao del tempio di Augusto ad Ancyra (odierna Ankara), con il testo del testamento spirituale dell'imperatore, del grande plastico ricostruttivo della Roma all'età dell'imperatore Costantino e dei calchi della colonna Traiana fatti eseguire da Napoleone III, conosciuti in tutto il mondo. Dal gennaio del 2014 oltre al Museo è chiuso al pubblico anche il Planetario Museo Astronomico per lavori di riqualificazione dell’edificio di adeguamento alle normative. 

Per tutto ciò si è costituito un gruppo apolitico e apartitico, formato da cittadini che hanno deciso di non voler cedere alla rassegnazione di vedersi privati di un diritto sancito dall’art.9 della Costituzione (“sviluppo della cultura”) e pertanto cercano, soprattutto grazie al TAM TAM prodotto dai social network e con ogni loro altro mezzo a disposizione, di portare all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza la “Riapertura del Museo”. 

A questo proposito è stata lanciata una petizione online che ha superato le 6.000 adesioni e da ultimo si è pensato di organizzare un EVENTO, una sorta di RINASCITA DEL MUSEO. Sarà una festa che si svolgerà sabato 28 gennaio p.v., dall’alba al tramonto, al cospetto del colonnato del Museo in Piazza G. Agnelli. 

Nei prossimi giorni verrà meglio definito il programma della giornata nella quale si alterneranno momenti “culturali” con intrattenimenti sulla storia del Museo e delle sue opere e altri più “leggeri”. Durante l'evento si terrà un laboratorio didattico per i bambini dai 3 ai 12 anni sempre a tema. 
(Testo scritto da Paolo Branca)

venerdì 6 gennaio 2017

Un tuffo nel pozzo: sott'acqua nelle cavità artificiali sommerse (di Mario Mazzoli - dalla rivista SUB)

SOTT’ACQUA NELLE CAVITA’ ARTIFICIALI SOMMERSE 


Dott. Mario Mazzoli (A.S.S.O. - Archeologia, Subacquea, Speleologia ed Organizzazione - S.N.S.S. - Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea della Società Speleologica Italiana)


MOLTI NON SANNO, MA CI SONO UOMINI SPECIALIZZATI IN IMMERSIONI NEI LUOGHI PIU’ DIFFCILI E STRANI, COME ANTICHI ACQUEDOTTI, CAVE, SISTEMI DI DIFESA, MINIERE, CATACOMBE E ALTRI SOTTERRANEI INVASI DALL’ACQUA. UOMINI CHE SPESSO SI MUOVONO NEL FANGO E NELL’ACQUA TORBIDA PER RIPORTARE ALLA LUCE VETUSTI REPERTI O COMPLETARE UNO STUDIO ARCHITETTONICO, COME SPESSO SUCCEDE NEL SOTTOSUOLO DI ROMA. LE TECNICHE SONO PIU’ O MENO QUELLE DELLA SPELEOLOGIA SUBACQUEA TRADIZIONALE, MA IN TANTI CASI ANCORA PIU’ SOFISTICATE 

Strutture ipogee di approvvigionamento idrico, cave, sistemi di difesa, miniere, sepolture, magazzini, pozzi e vie di fuga possono richiedere il supporto di subacquei specializzati per la loro esplorazione. In queste aree lo scopo delle immersioni è finalizzato al reperimento di informazioni diversamente non accessibili ed è per questo che dopo un primo tuffo conoscitivo è fondamentale portare fuori dall’acqua dati e immagini, anche se la frequente cattiva visibilità impedisce spesso la realizzazione di foto e filmati accettabili. Nella maggior parte dei casi le strutture ipogee sommerse hanno perso la loro funzione primaria e la condizione di allagamento è dovuta ad abbandono con conseguente rischio di degrado strutturale e ambientale. 

Una immersione, quindi, che oltre a difficoltà di carattere tecnico può presentare rischi biologici. Nonostante le scarse profondità, la progressione subacquea in cavità artificiali richiede molta attenzione, esperienza specifica di immersioni in ambienti chiusi e talvolta complesse attrezzature, il cui impiego non sempre è compatibile con le condizioni del luogo. Non ci si deve pertanto lasciare condizionare dalla bassa profondità e dalla apparente banalità delle immersioni in ambienti di dimensioni contenute. Anche se dal punto di vista tecnico sono di gran lunga meno impegnative di una punta in una grotta vera, potrebbero nascondere una serie di insidie non usuali per chi frequenta esclusivamente il mare, le acque dolci o le cavità naturali. 

LE CAVITA’ ARTIFICIALI SOMMERSE 
Il fatto di riferirsi alle immersioni speleosubacquee nelle aree artificiali può in prima istanza lasciare perplessi. Siamo abituati ai sub che entrano nelle grotte o nei relitti e può sembrare esagerato che per immergersi in una cisterna profonda cinque metri o in un antico emissario occorrano tecniche ed attrezzature specialistiche. Ma non va dimenticato che, anche se le immersioni sono effettuate secondo gli standard internazionali e nei limiti di sicurezza ritenuti accettabili, il rischio resta elevato. Normalmente la configurazione delle attrezzature viene fatta in base alle caratteristiche del luogo che bisogna esplorare, cercando di limitare l’equipaggiamento allo stretto indispensabile ed evitare tutto ciò che si può impigliare o infangare, perché quando esci in un post sifone le attrezzature pesano e spesso non sai dove lasciarle. 

Così, talvolta, se non si tratta di bacini estesi, si valuta l’alternativa dello svuotamento. In un’esplorazione condotta da A.S.S.O. (Archeologia, Subacquea, Speleologia ed Organizzazione), ci siamo trovati in un antico cunicolo completamente ostruito da più di due metri di fango liquido, mentre lo stato di acqua interposto tra la volta e il fango era circa venticinque centimetri. Era impossibile procedere in immersione e non si poteva neppure infilarsi nel fango colloso. Abbiamo pure tentato di passare in una zona più liquida impiegando attrezzature professionali alimentate ad una centralina esterna, ma siamo stati costretti a rinunciare e ad optare per lo svuotamento per mezzo di idrovore. Anche lo svuotamento, comunque, non è semplice. 

Devono essere preventivamente valutate le caratteristiche della struttura e del luogo, la distanza e il dislivello da superare, la tipologia delle pompe, il rumore, le vibrazioni, gli scarichi dei gas e altri elementi come, per esempio, la destinazione delle acque di scarico, che deve essere adatta sia dal punto di vista della quantità che della qualità. Altrimenti si rischia una denuncia di sversamento o immissione di inquinanti. Dotando il puntale dell’idrovora o della sorbona di una griglia di protezione, è possibile evitare di aspirare inavvertitamente degli oggetti che potrebbero poi rivelarsi interessanti per l’esplorazione e lo studio in atto, ma il fango va comunque asportato. Nei casi in cui lo strato di acqua sia sufficiente, si preferisce, invece, mantenere il sito sommerso perché solo così resterà praticabile. Dopo l’asportazione dell’acqua, infatti, la fanghiglia rimasta tenderà a solidificarsi e potrà essere rimossa solo a prezzo di grandi fatiche. Un’esperienza interessante, in questo senso, è stata l’esplorazione della Cisterna Maggiore della Villa dei Quintili a Roma. 

DIFFICOLTA’ E RISCHI NELLE IMMERSIONI 
Nel caso del team di cui faccio parte, quello della A.S.S.O., le immersioni nelle cavità artificiali sono finalizzate al rilevamento di antichi pozzi, cisterne, acquedotti sotterranei, sepolture, emissari di laghi, miniere abbandonate ed altri ambienti che interessano prevalentemente per le tecniche costruttive, la genesi di utilizzo e per eventuali oggetti di interesse storico che ancora vi possono essere. Raramente la profondità costituisce un problema per cui le difficoltà principali vengono dalla qualità delle acque in termini di visibilità e di inquinamento. 

La visibilità è spesso impedita dalla sospensione già presente, oppure da quella che si solleva durante la progressione, che avviene quasi sempre vicino al fondo o alle pareti a causa della ristrettezza del luogo e ciò complica anche la documentazione e il rilevamento. In alcuni casi siamo stati costretti ad utilizzare, con non pochi problemi, veri e propri diaframmi di acqua chiara che interponevamo tra noi e l’area da disegnare o fotografare. Si usa un tubo rigido con fori in linea ad un centimetro di distanza uno dall’altro, nel quale viene immessa acqua pulita a pressione la cui fuoriuscita crea un velo trasparente tra chi rileva e il soggetto. In un paio di casi abbiamo invece interposto un tronco di piramide in plexiglass pieno di acqua trasparente. Una avvertenza di base è quella di smuovere mai cumuli precari, né forzare il passaggio in zone uno smottamento potrebbe precludere la ritirata. Pinneggiando, oltre a sollevare fango, spostiamo anche acqua il cui movimento potrebbe far crollare materiali sospesi o porzioni in stato precario. Utilizzando autorespiratori a circuito aperto, occorre anche tenere presente che le bolle possono provocare il distacco di fango e detriti dagli strati superiori e che quindi bisogna procedere con ancora maggiore cautela. 

Fili e cavi, spesso di ferro, residui plastici e metallici sono in genere gli ostacoli più pericolosi ed è molto importante avere a portata di mano, sapendolo usare con destrezza, un tronchesino da elettricista. Nella prima immersione effettuata nell’antico emissario sommerso del Lago Albano, per superare una grande concrezione che occlude il condotto siamo stati costretti ad infilarci in un passaggio fangoso alto dai trenta centimetri e lungo circa tre metri e mezzo. Il problema principale era la presenza di una complicatissima matassa di fili da pesca trasportati li dall’acqua che un tempo proveniva dal lago. Alcuni fili, di spessore consistente, a causa della visibilità nulla, si erano aggrovigliati alle luci del casco e sulle protezioni delle bombole, tirandosi dietro altri fili, buste di plastica ed altri rifiuti. Tagliare tutto con un coltello avrebbe richiesto molto tempo, perché bisognava tenere i fili con una mano e tagliare con l’altra. Tirare non avrebbe risolto la situazione, anzi, l’avrebbe peggiorata. 

Un po’ di pazienza e un buon tronchesino hanno risolto tutto in pochi minuti. Un altro genere di groviglio a cui va posta la massima attenzione è quello che può formarsi con la propria sagola guida. Per quanto si cerchi di evitarlo, ci si può trovare in situazioni nelle quali si rivelano indispensabili le tecniche che gli speleosub devono saper effettuare anche ad occhi chiusi e che consentono di liberarsi tagliando la sagola dopo averla ricollegata, nelle sezioni a monte e a valle del taglio, a robusti elastici di camere d’aria che ne consentiranno il recupero evitando che il filo di Arianna scompaia nel buio come un elastico reciso. L’affanno è un altro pericolo che bisogna assolutamente evitare. Come sappiamo, ogni subacqueo deve addestrato a prevenirlo ed eventualmente a gestirlo. La muta spessa, le attrezzature ingombranti, la visibilità nulla, gli spazi angusti e i percorsi non sempre liberi possono scatenarlo anche a profondità contenute. Per cui massima attenzione. 

Esiste, poi, la possibilità di imbattersi in aree sature di gas nocivi o, più spesso, in sacche ad alta concentrazione di anidride carbonica. Non appena emersi, quindi, bisogna continuare a respirare dalla propria riserva di gas fino a quando le misurazioni effettuate con rilevatori multi gas trasportati all'interno in contenitori stagni non indichino parametri accettabili. 

L’INQUINAMENTO AMBIENTALE
Cunicoli, pozzi ed altri ambienti sotterranei sono spesso destinazione di scarichi diretti e indiretti di acque reflue e rifiuti di diverso genere provocati da insediamenti urbani e industriali, attività agricole, eventi atmosferici, sversamento da sistemi fognari e ad altre cause più o meno manifeste. Prima di immergersi in un luogo che non si conosce, servono conseguentemente analisi delle acque chimico-fisiche, biologiche, tossicologiche e batteriologiche. 

Un altro aspetto da monitorare, anche quando le acque si presentano entro limiti di accettabile sicurezza, è quello relativo al sollevamento dei fanghi che potrebbe generare il contatto con eventuali inquinanti contenuti nel sedimento. Se i rischi di contaminazione fossero confermati, non resterebbe che prosciugare l'area sommersa con le dovute procedure di protezione degli operatori o, in subordine, immergersi con attrezzature che evitino al subacqueo qualsiasi contatto diretto con l’acqua, come caschi collegati alla centrale da un cordone ombelicale che trasporti la miscela di respirazione e i segnali audio e video. In questi casi una bombola trasportata dal sub assicura la gestione dell’emergenza, mentre il collegamento con la workstation consente l’illuminazione necessaria per lavorare, di dialogare con l’operatore e di ricevere le immagini della telecamera. 

Tutto ciò infonde molta sicurezza, ma limita la libertà di movimento e ostacola la progressione. Per questo raramente si superano i 100/150 metri di percorrenza. Nei casi di acque inquinate, ma con visibilità accettabile, possono essere condotte ispezioni tramite veicoli filoguidati muniti di telecamere. In pozzi e cisterne i risultati sono mediamente buoni, mentre nei cunicoli possono queste attrezzature rimanere bloccate e costringere lo speleosub ad immergersi per recuperarle, come ci è successo sovente.

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mercoledì 4 gennaio 2017

La grotta subacquea più profonda del mondo (dalla rivista FOCUS.it)

È in Repubblica Ceca: per arrivare in fondo, a 404 metri di profondità, gli speleologi hanno lavorato due anni. 

La grotta è nota dal 1999, ma solo nei giorni scorsi è stato possibile misurarla per intero. La grotta di Hranická Propast, in Repubblica Ceca, è la caverna subacquea più profonda al mondo: arriva a 404 metri di profondità, 12 metri in più rispetto alla dolina carsica di Pozzo del Merro, a nord di Roma (392 metri), finora considerata la più profonda. 

UNA SCOPERTA GRADUALE. Un gruppo di geologi guidato dal polacco Krzysztof Starnawski è riuscito nell'impresa utilizzando un sottomarino a comando remoto (ROV). Ma l'esplorazione della grotta carsica, finanziata dalla National Geographic Society, ha richiesto due anni di lavoro e riservato diversi imprevisti. Nel 2014, Starnawski si immerse nella dolina arrivando a 200 metri di profondità. Pensando di aver raggiunto il fondo, si accorse però di un piccolo e stretto passaggio che portava a un tunnel più esteso: Starnawski vi calò interno una sonda, esaurendo però il cavo a 384 metri di profondità. Grotta profonda: le caverne più sorprendenti al mondo 

SECONDO TENTATIVO. Nel 2015, durante un'altra immersione, Starnawski notò che la strettoia si era ampliata per il crollo di parte della parete della grotta, e vi si introdusse,..... CONTINUA A LEGGERE SUL SITO WEB DELLA RIVISTA FOCUS.it