martedì 21 novembre 2017

TRIESTE. NEL MARE DELL’INTIMITÀ. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico

Il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità (Predrag Matvejević, da Breviario mediterraneo, ed. Garzanti 2007).

A TRIESTE, PER LA PRIMA VOLTA INSIEME, UN MIGLIAIO DI REPERTI DA MUSEI ITALIANI, CROATI, SLOVENI E MONTENEGRINI, PER RACCONTARE A TUTTI, CON GLI OCCHI DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA, LE ROTTE, I PAESAGGI, GLI UOMINI E LE STORIE DEL NOSTRO MARE ADRIATICO.

Oltre 60 istituzioni culturali italiane e internazionali coinvolte, 50 studiosi, per un’esposizione di 2000 metri quadri che racconterà le straordinarie storie che emergono dal nostro mare Adriatico.

Per la prima volta saranno offerti al pubblico in una visione d’insieme relitti, opere d’arte e oggetti della vita quotidiana, merci destinate alla vendita e attrezzature di bordo, circa un migliaio di reperti provenienti dai numerosi giacimenti sommersi e prestati per l’occasione da musei italiani, croati, sloveni e montenegrini.

L’ex Pescheria-Salone degli Incanti di Trieste si trasformerà in un paesaggio d’acqua, un fondale sommerso che permetterà di leggere in maniera più esaustiva l’intensità degli scambi culturali e dei traffici commerciali, la specificità ..... CONTINUA A LEGGERE SU ARCHEOMEDIA

sabato 18 novembre 2017

La Soprintendenza del Mare in Kenya per una Missione archeologica in collaborazione con i musei nazionali del paese africano

Missione archeologica congiunta della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dei Musei Nazionali del Kenya a Malindi-Ngomeini Bay nella Baia di Ngomeini.

La missione è stata sostenuta dall’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi / Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’ambito di un progetto già avviato nel 2016 con l’obiettivo di individuare l’esistenza dei pre-requisiti per una riqualificazione in senso culturale del turismo sulla costa del Kenya, e di promuovere nello stesso tempo in questo Paese l’eccellenza italiana nel settore dell’Archeologia.

La località di Ngomeni Bay, individuata nel corso di una precedente missione in Kenya di Sebastiano Tusa (Marzo 2016), oltre a presentare uno specifico interesse dal punto di vista scientifico, riveste un particolare significato per l’Italia in quanto ospita la base e le piattaforme del Centro Spaziale Luigi Broglio, gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Il gruppo di lavoro, guidato da Sebastiano Tusa e Caesar Bita del Museo Nazionale di Malindi, era composto da Claudio Di Franco, operatore archeologo subacqueo e da Fabio Iorio, operatore esperto nell’uso del Side Scan Sonar (Sonar a Scansione Laterale).

Date le condizioni meteomarine avverse dovute alle abbondanti piogge dei giorni precedenti l’arrivo della missione, le immersioni sono state ridotte al minimo per la visibilità estremamente scarsa dell’acqua. Le maree entranti e uscenti nella Baia di Ngomeini, infatti, con le conseguenti forti correnti che spostano grandi quantità di fango, hanno reso le acque della baia estremamente torbide. Pertanto si è molto lavorato ..... CONTINUA A LEGGERE SU ESPERO.NEWS

mercoledì 15 novembre 2017

La nave Romana Liburna nel porto di Civitavecchia

All’interno della Darsena Romana del Porto di Civitavecchia, esattamente dietro le mura dell’Antica Rocca, è possibile ammirare la bellissima ricostruzione di una sezione di Liburna, antica nave da guerra della flotta romana.





La sezione di nave, riprodotta fedelmente a grandezza naturale (scala 1:1), è opera dell’abilità e della maestria del Com.te Mario Palmieri, direttore del laboratorio di archeologia sperimentale CANS LANS, nell’ambito del Progetto Navalia “Potenza e Tecnologia della Flotta di Roma “, con la consulenza scientifica degli archeologi Barbara Davidde e Roberto Petriaggi dell'Università di Roma Tre.




2 dicembre, Ravenna: INCONTRI CON LA STORIA


Vi segnaliamo che il prossimo sabato 2 dicembre 2017 l'Historical Diving Society Italia ha organizzato a Ravenna una serata conviviale dal titolo INCONTRI CON LA STORIA con Lamberto Ferri Ricchi, Tridente d'Oro 2003.
L'intervento di Lamberto Ferri Ricchi, pioniere indiscusso della speleologia subacquea, Award HDSI 2013, documentato da spettacolari immagini, spazierà non solo dalla speleosububacquea ma coprirà anche tante altre sue attività, a cominciare da importanti scoperte archeologiche per arrivare alla fruibilità turistica delle grotte, attualmente di gran successo.

Trieste, una piccola bitta tra i gioielli riportati a galla dalla “Wien” (da IL PICCOLO)

Recuperati nelle acque fra Servola e Muggia alcuni reperti della corazzata asburgica. Saranno esposti all’ex Pescheria dal 17 dicembre al primo maggio 2018.


MUGGIA. Esistono storie che rimangono sul fondo del mare per molto tempo. A volte, dopo un secolo, riemergono dall’oblìo, per ragioni storiche o spesso ideologiche.

Ieri mattina nello specchio di mare tra Servola e Muggia una parte della storia triestina ha fatto pace con i fantasmi che la tormentavano. Grazie al lavoro del Gruppo sommozzatori dei Vigili del fuoco e l’interessamento dell’Erpac, di concerto con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg, sono stati portati alla luce alcuni frammenti della corazzata asburgica Wien affondata dagli italiani il 10 dicembre 1917.

Giace sul fondale motoso che l’ha tenuta nascosta fino al 2008 quando Stefano Caressa, grazie allo side scan sonar che permette di fotografare i fondali con assoluta precisione, l’ha ritrovata. «L’operazione di recupero - spiega Pietro Spirito, giornalista esperto di storia marittima - ha un carattere altamente simbolico. Questa storia in effetti doveva essere scomoda, visto che gli italiani riuscirono sì a silurarla ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILPICCOLO

sabato 11 novembre 2017

Esplorazione speleosub “Monte Longos – La via per la congiunzione”

Questo documentario, realizzato dalla ComSub – Federazione Speleologica Sarda, descrive le esplorazioni del 2016 che hanno portato alla congiunzione delle varie cavità carsiche della Codula ‘e Llune, nel Supramonte ogliastrino, rivelando la vera entità di questo sistema, che supera i 70 km di estensione totale. Attualmente la grotta più estesa d’Italia.

martedì 7 novembre 2017

Nuova serie della Rivista "L'Archeologo Subacqueo"

E' in distribuzione il primo numero della nuova serie della rivista "L'archeologo subacqueo", ora in versione semestrale e con articoli con note e apparato bibliografico. La rivista cioè si trasforma da newsletter in rivista scientifica, che però manterrà sempre anche la fisionomia di informazione aggiornata sulle varie attività riguardanti l'archeologia subacquea e navale. 
Nato nel 1985, ora la rivista si è dotata di un prestigioso comitato scientifico internazionale e di un sistema di revisione e valutazione della qualità dei contributi pubblicati. Con il vantaggio di pubblicazioni rapide nei fascicoli semestrali e poi della versione open access dopo un embargo di 2 anni. Al momento sono disponibili in accesso libero gran parte delle annate precedenti. Vi invitiamo quindi a sostenere la rivista con l'abbonamento e invitiamo i colleghi a proporre articoli da pubblicare.
Giuliano Volpe (Direttore de L'Archeologo Subacqueo)


giovedì 2 novembre 2017

3 novembre 2017: Proiezione anteprima del documentario "Progetto ALBANUS: dentro l'antico emissario del lago Albano"

Venerdì 3 novembre, nell'ambito dell'incontro FINALMENTE SPELEO, che si è tenuto a Finale Ligure, è stato proiettato in anteprima assoluta una parte del documentario "Progetto ALBANUS: dentro l'antico emissario del lago Albano" di Massimo D'Alessandro.

Il documentario, attualmente in fase finale di produzione e disponibile probabilmente a partire dei primi mesi del 2018, narra la campagna di esplorazione e documentazione in corso da più di tre anni da parte degli speleologi della Federazione HYPOGEA all'interno dell'antico emissario Albano.


Cliccare qui per maggiori informazioni sul progetto di ricerca in corso sull'emissario e sulla Federazione Hypogea

Cerveteri, sabato 4 novembre, conferenza sul colombario rupestre di Ceri

Sabato 4 novembre, nel borgo di Ceri, presso la prestigiosa sala conferenze di Villa Torlonia si svolgerà una conferenza a cura delle associazioni A.S.S.O. e G.A.T.C. sulle cavità artificiali antiche e sulla nuova scoperta del colombario di Ceri. (Ingresso libero, per info: Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it)

Al suo interno centinaia di cellette/nido perfettamente conservate la pongono insieme a quella dell'abitato medievale di Castel Campanile, recuperato e reso visibile dal GATC, come "unicum" in tutto il territorio di Cerveteri, paragonabile ai colombari del Viterbese come Norchia, Blera, Barbarano. L'Allevamento dei colombiformi (piccioni, piccioni viaggiatori, colombi) è una pratica conosciuta nell'antichità sin dal tempo degli Etruschi e dei Romani per le carni, le uova ed il guano , potente letame; famose sono le ricette culinarie sui piccioni di ..... CONTINUA A LEGGERE SU TERZOBINARIO.IT

mercoledì 1 novembre 2017

Servizio del TGR Lazio sul progetto Anagni Sotterranea

Pubblichiamo il video andato in onda il 1 novembre 2017 sul TGR Lazio sulle esplorazioni che stiamo compiendo come Federazione HYPOGEA nei sotterranei della cittadina di Anagni.


martedì 31 ottobre 2017

8-10 dicembre: Corso basico di immersione in grotta organizzato dalla Scuola Speleosub della Società Speleologica Italiana

La Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea della SSI (Società Speleologica Italiana) organizza dall’ 8 al 10 Dicembre 2017 un corso basico di immersione in grotta (Speleosub Primo e Secondo Livello). 

Il corso si terrà in Sardegna a Oliena presso il Centro Nazionale Speleosub della SSI. 

Scopo del corso: fornire le conoscenze teoriche e pratiche per effettuare le prime immersioni in risorgenza e sifone.

Requisiti dei partecipanti: 
Per il corso Speleosub una stella (1° Livello) è diretto ai sub brevettati (minimo DUE stelle tipo CMAS), con buona acquaticità e senza esperienza speleologica. Il corso Speleosub due stelle (2° Livello) è diretto ai sub brevettati (minimo DUE stelle tipo CMAS), con buona acquaticità e con esperienza di progressione speleologica, anche verticale (corso omologato di speleologia). Qualora l'allievo frequenti un corso di speleologia dopo un corso di 1° Livello, può richiedere che il suo brevetto venga convertito in Speleosub 2° Livello. 

Attrezzatura minima richiesta: 
muta umida o stagna, GAV, casco con almeno tre torce montate, reel di soccorso, due bombole separate con attacco din da 7 o 10 lt. di capacità, due erogatori con manometro a frusta, pinne, maschera, piombi, bottom timer e/o computer, cesoie. 

Eventuali richieste di poter usufruire di attrezzature mancanti nella propria configurazione, possono essere fatte all'indirizzo sotto indicato. 

Per informazioni e programma, contattare il Direttore Nazionale della SNSub - SSI
Leo Fancello tel. 0784 94385 - 347 8545951 leofancello@tiscali.it

domenica 29 ottobre 2017

Tablet con sensori subacquei, l'ultima frontiera del turismo archeologico alla XX edizione della BMTA di Paestum (da Ondanews.it)

L’Ambasciatore Francesco Caruso, Consigliere ai Rapporti Internazionali e all’Unesco del Presidente della Regione Campania, ha annunciato ieri, nel corso della XX Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, l’idea di un Progetto, da presentare alla Commissione Europea, per la valorizzazione di tutti i Siti Unesco del Mediterraneo in cooperazione tra i vari Paesi interessati.

“La sede di Paestum, con la sua Borsa – ha spiegato Caruso – potrà essere incubatore o trampolino di lancio e la Regione Campania vuole essere pilota di questa strategia”

Tablet con sensori subacquei per ammirare, nel corso della visita-immersione, come era la Villa con ingresso a Protiro al Parco Archeologico della Città Sommersa di Baia in età romana: è l’ultima frontiera della sfida per la fruibilità del patrimonio in fondo al mare presentata alla BMTA dal Direttore del Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea (NIAS) Barbara Davidde nel corso della Conferenza “Ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso mediterraneo” organizzata in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. 

Uno strumento interattivo che valorizzerà e renderà ancora più suggestiva ed emozionale la visita nel sito, sviluppato dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro MiBACT grazie al progetto internazionale iMareculture finanziato ..... CONTINUA A LEGGERE SU ONDANEWS.IT

sabato 28 ottobre 2017

Progetto Kaukana, 1ª campagna di archeologia subacquea in Sicilia (da QUIUNIUD)

Ricerche sulla nave di epoca bizantina sepolta nei fondali di Punta Secca, nel ragusano.

Prima missione di archeologia subacquea in Sicilia per i ricercatori dell’Università di Udine impegnati nelle acque antistanti Kaukana, in provincia di Ragusa. Il “Progetto Kaukana”, come è stato denominato, vede impegnati l’Unità di archeologia subacquea dell’Ateneo friulano, la Soprintendenza del mare della Regione Sicilia con il sostegno dell’Institute of Nautical Archaeology di College Station (Texas, Stati Uniti). L’indagine unisce, in particolare, l’attività di ricerca a quella di formazione degli studenti di archeologia subacquea. Il progetto è diretto da Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea e navale del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (Dium) dell’Università di Udine, e da Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare della Regione Sicilia. 

La nave nella sabbia 
Obbiettivo della prima campagna, durata tre settimane e conclusa a fine settembre, è stato lo scavo e lo studio di un relitto di nave di epoca bizantina, in località Punta Secca, a 3 metri di profondità, sepolto da circa 2 metri di sabbia. Le attività hanno consentito di analizzare l’architettura dell’imbarcazione attraverso sperimentazioni di sistemi di scavo e di rilievo subacqueo. Punta secca è la località, in comune di ..... CONTINUA A LEGGERE SU QUIUNIUD

sabato 21 ottobre 2017

Un mare di Cultura, alla scoperta dei tesori sommersi della campania (da Parks.it)

Giornalisti specializzati, nazionali ed esteri, hanno viaggiato per 5 giorni attraverso le aree marine protette della Regione per ammirare il meraviglioso mondo sottomarino

(Massa Lubrense, 19 Ott 17) Un progetto innovativo per portare in superficie i tesori sommersi della Campania. Le aree marine protette della regione insieme per la prima volta per promuovere il turismo subacqueo e archeologico. Un mondo meraviglioso, ricco di storia e di biodiversità ma non sempre conosciuto. Per questo la regione Campania ha finanziato "Un mare di cultura", un Press Tour che ha coinvolto giornalisti specializzati di testate nazionali ed estere in un breve viaggio di 5 giorni via mare con soste a terra per incontri con le realtà locali. Si è andati dal porto romano di Santa Maria di Castellabate, alle ville marittime e alla biodiversità di Punta Campanella e della penisola sorrentina, dai resti archeologici di Baia e Gaiola al porto romano di Ischia. Tra i partecipanti, giornalisti de Il Corriere della Sera, Il messaggero, Il Sole 24ore, l'Ansa, El Mundo e France Press. 

Il tour è partito da Santa Maria di Castellabate con la conferenza di apertura a cui hanno partecipato il vice sindaco della cittadina di Benvenuti al Sud, Luisa Maiuri, il presidente del Parco nazionale del Cilento, Tommaso Pellegrino, il Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, Alberto Mandrillo e il Presidente dell'AMP Punta Campanella, Michele Giustiniani. Ha moderato, presentando l'iniziativa, Antonino Miccio, direttore dell'AMP di Punta Campanella e dell'AMP Regno di Nettuno. 

Poi sono cominciate le visite guidate, con Alessandra Benini, esperta di archeologia subacquea e le guide dell'AIGAE (associazione italiane guide ambientali escursionistiche). Visita al Parco nazionale ..... CONTINUA A LEGGERE SU PARKS.IT

lunedì 2 ottobre 2017

dal 5 al 7 ottobre: FARAGOLA SIAMO NOI : DALLE CENERI ALLA RICOSTRUZIONE



Nelle giornate del 5, 6 e 7 ottobre a Ascoli Satriano e nell’area archeologica di Faragola si svolgeranno varie iniziative a un mese dal drammatico incendio, che nella notte tra il 6 e il 7 settembre, ha provocato ingenti danni ad uno dei siti archeologici più importanti della Puglia e d’Italia. 

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, per il tramite del Segretariato Regionale e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province BAT e Foggia, la Regione Puglia, il Comune di Ascoli, l’Università di Foggia, la Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, con il sostegno e supporto della Fondazione Apulia felix onlus e del progetto di ricerca‘Archeologia al Futuro’, hanno voluto sia proporre un momento di riflessione su quanto accaduto sia favorire l’immediato avvio di una nuova fase a partire da un confronto sul futuro di Faragola. 

sabato 30 settembre 2017

"TRAIANO OPTIMUS PRINCEPS" - I porti dell'Imperatore- Convegno 4 ottobre 2017 - Civitavecchia



CONVEGNO TRAIANO OPTIMUS PRINCEPS – I PORTI DELL’IMPERATORE 
Mercoledì 4 ottobre 2017 
Sala Convegni AdSP - Civitavecchia

PROGRAMMA

Moderatore: Andreas M. Steiner – Direttore rivista specializzata “Archeo” 

09.00-09.30 REGISTRAZIONE PARTECIPANTI 

09.30-10.00 INTRODUZIONE E SALUTI 

Avv. Francesco Maria di Majo 
Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale 
Dott.ssa Alfonsina Russo 
Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Roma e L’Etruria Meridionale 
Ing. Antonio Cozzolino 
Sindaco di Civitavecchia 
CV(CP) Vincenzo Leone 
Comandante Direzione Marittima del Lazio 

10.00-11.30 PRIMA SESSIONE – CIVITAVECCHIA, IL PORTO DI TRAIANO 

“Civitavecchia, il Porto di Traiano” 
Ing. Alberto Noli 
Professore esperto in opere idrauliche e marittime 

“Dopo Traiano” 
Arch. Francesco Correnti 
Direttore generale dell’Ufficio Consortile Interregionale della Tuscia – Ispettore onorario del MiBAC 

“Il Porto di Civitavecchia tra presente e futuro” 
Ing. Giuseppe Solinas 
Dirigente Ufficio Progetti Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale 

11.30-12.00 COFFEE BREAK 

12.00-13.30 SECONDA SESSIONE – LA POTENZA DELLA MARINERIA ROMANA 

“Navi militari e mercantili romane del periodo di Traiano” 
Ammiraglio Cristiano Bettini 
Autore del libro “Oltre il fiume oceano” 

“Traiano al timone - Le forze navali e la politica marittima dell'Optimus Princeps” 
Ammiraglio Domenico Carro Storico navale di Roma antica 

“Studio e realizzazione di un modello al vero della sezione prodiera della Liburna raffigurata nella scena LXXXII della Colonna Traiana” 
Dott. Roberto Petriaggi 
Direttore “Archaeologia Maritima Mediterranea” 
Com.te Mario Palmieri 
Direttore Centro Archeologico Studi Navali 

"L’Università degli Studi di Roma Tre e il CANS-LANS insieme per la divulgazione della conoscenza della costruzione navale antica attraverso lo studio teorico e l’esperienza di laboratorio” 
Dott.ssa Barbara Davidde Petriaggi 
Università degli Studi Roma Tre 

A seguire, sarà possibile visionare la porzione ricostruita di Liburna Romana esposta presso l’Antica Rocca nel Porto Storico.

venerdì 29 settembre 2017

Scoperto un cimitero di navi nel Mar Nero. "Hanno 2500 anni e sono perfettamente intatte" (da LAREPUBBLICA.IT)



Ritrovamento "ineguagliabile" in Bulgaria. Gli archeologi del Black Sea Project: "Senza ossigeno reperti ben conservati". Cercavano risposte al cambiamento climatico e hanno trovato un tesoro: un cimitero di navi dall'"ineguagliabile valore".

Sul fondo del Mar Nero che si affaccia sulla Bulgaria un team di ricercatori e archeologi, in tre anni di lavoro, ha individuato 60 imbarcazioni romane, bizantine, ottomane che hanno attraversato 2.500 anni di storia. Fra queste, tra le ultime scoperte, c'è una nave romana che ha duemila anni ed è "perfettamente conservata" spiegano entusiasti i membri del MAP, il Black Sea Project guidato dal centro di Archeologia Marittima dell'Università di Southampton e finanziato dall'EEF (Expedition and Education Foundation).

Come ha spiegato il professor John Adams, alla guida del progetto, lo scopo iniziale della spedizione era fare indagini geofisiche e studi sull'impatto del riscaldamento globale quando, a forza di immergersi in profondità con tecnologie di diverso tipo (anche 3D), sono finiti per imbattersi in qualcosa ..... CONTINUA A LEGGERE SU REPUBBLICA.IT



giovedì 28 settembre 2017

dal 3 all'8 ottobre si terrà la 28a edizione del Festival del Cinema Archeologico di Rovereto

Il Festival del Cinema Archeologico di Rovereto nasce per sensibilizzare il grande pubblico sui temi della ricerca archeologica e della tutela del patrimonio culturale.

Cinque giorni, dal 3 all'8 ottobre,  presso l'Auditorium Melotti di Rovereto consentiranno al pubblico di vedere il meglio della produzione documentaristica a livello nazionale e internazionale. La Rassegna, organizzata dalla Fondazione Museo Civico, sposta l’archeologia dalle sale dei musei e dai siti lontani proponendola al grande pubblico attraverso il cinema, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui grandi temi della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio mondiale.

Il palinsesto spazia nelle culture di tutti i continenti, così come non manca la riflessione sul ruolo e la funzione dei musei o delle nuove tecnologie nel settore culturale. Saranno presenti importanti relatori, uomini di cultura, documentaristi, rappresentanti dei paesi il cui patrimonio è presentato nei film e nelle conferenze.

I film sono in concorso per il Premio Città di Rovereto/Archeologia Viva, attribuito dal pubblico, e quest’anno anche per il prestigioso Premio Paolo Orsi che verrà attribuito da una giuria internazionale.

Le proiezioni e le conversazioni si svolgeranno nelle giornate dal 3 al 7 ottobre presso l’Auditorium Melotti, mentre nel pomeriggio di domenica 8 ottobre i film premiati verranno proiettati presso la sala convegni della Fondazione Museo Civico di Rovereto. 

L’ingresso alle proiezioni e alle conversazioni è libero.

martedì 26 settembre 2017

30 settembre e 1 ottobre: Giornate Nazionali della Speleologia. Venite a conoscere la nostra passione!

“Venite a conoscere la nostra passione”: è questo lo slogan delle Giornate Nazionali della Speleologia che la SSI Società Speleologica Italiana, l’AGTI Associazione Grotte Turistiche Italiane, il CAI Club Alpino Italiano e il CNSAS Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico promuovono in molte località italiane sabato 30 e domenica 1 ottobre. 

Gli appuntamenti, organizzati da gruppi, associazioni, federazioni regionali e grotte turistiche, sono rivolti al grande pubblico, per permettere a tutti di avvicinarsi al mondo delle grotte, delle esplorazioni e degli studi del vuoto sotterraneo. 

Sono in programma visite guidate, proiezioni, escursioni in territori carsici, ipogei naturali e artificiali, dimostrazioni tecniche, laboratori e attività ludiche per ragazzi. Per gli organizzatori si tratta di “giornate che intendono far conoscere il mondo sotto i nostri piedi, per valorizzare le cavità naturali e artificiali, ovvero le opere dell’uomo legate agli acquedotti, alle miniere, a luoghi di culto nascosti e molti altri siti di valore storico e culturale”. 

Le giornate puntano a presentare la speleologia come disciplina di conoscenza e sistema per una corretta frequentazione del mondo sotterraneo. La salvaguardia è un tema centrale. “Salvaguardare le grotte – fanno sapere gli organizzatori – significa preservare straordinarie testimonianze del tempo e anche un habitat unico di biodiversità. Inoltre, vuol dire mettere al sicuro le acque carsiche, risorsa primaria e sempre più decisiva per la stessa vita dell’uomo”.

Mappa interattiva degli eventi previsti:

 

Per tutti i gruppi speleologici che desiderano aderire all'evento è possibile scaricare la scheda di adesione cliccando cui

Tutte le informazioni ed approfondimenti sono sul sito www.giornatedellaspeleologia.it 

lunedì 25 settembre 2017

I pescatori di Ischia riportano alla luce un sito archeologico sommerso (da Meteoweb.eu)

“Siamo pescatori ma abbiamo capito che la pesca non avrebbe regalato futuro alle nuove generazioni all’isola di Ischia, perché è limitata ad alcuni mesi dell’anno ed ugualmente il turismo balneare e termale e dunque abbiamo puntato sulla cultura. Ci siamo ricordati che quando eravamo ragazzi erano stati trovati alcuni, piccoli, reperti nella baia di Cartoromana ed abbiamo chiesto alla Soprintendenza la licenza a poter scavare in quei posti. Abbiamo  fondato anche una società dedita alla promozione turistica e con i nostri soldi abbiamo finanziato gli scavi archeologici e realizzato anche una Sala Multimediale. Il risultato è stato straordinario. Con gli archeologi stiamo portando alla luce un sito romano sottomarino davvero importante e con ogni probabilità, grazie alla cultura riusciremo a garantire un futuro alle nuove generazioni”. Lo ha affermato Giulio Lauro, pescatore di Ischia, fondatore, prima di una Cooperativa di pescatori e poi, sempre con altri pescatori, addirittura di una società per la promozione turistica e culturale dell’Isola. I pescatori con i loro sacrifici hanno fatto un qualcosa di grande.

“Abbiamo continuato ad insegnare ai nostri figli le tradizioni di mare – ha proseguito Giulio – ma allo stesso tempo li abbiamo iscritti all’Università per farli studiare e formare. Poi i nostri ragazzi si sono specializzati seguendo la formazione per tecniche subacquee. La Soprintendenza ha concesso la licenza agli scavi, diretti dall’archeologa Alessandra Benini, tuttora in corso, anzi siamo praticamente agli inizi. Abbiamo trasformato parte delle nostre barche in barche da turismo con fondali trasparenti e piccole finestre per dare l’opportunità ai turisti di vedere, ammirare il sito archeologico sottomarino. Abbiamo dimostrato che quando c’è crisi, sono le idee che fanno la differenza ed i valori. La cultura può generare posti di lavoro e l’Italia è piena di arte, cultura e meraviglie”. Una storia straordinaria come  sono straordinari i rinvenimenti. Vedremo tutto nel Press Tour in ..... CONTINUA A LEGGERE SU METEOWEB.EU

venerdì 22 settembre 2017

Un parco sotto il mare, Lerici fa sul serio (da "Città della Spezia")

Dal rinvenimento della colonna romana ad inizi anni '90 ad un progetto espositivo a metà fra la tutela biologica ed un percorso storico. 

Golfo dei Poeti - Un parco subacqueo archeologico nelle profondità della baia della Caletta? Il progetto del Comune di Lerici inizia a mettere gambe burocratiche ed i famosi tre rocchi della colonna di marmo rinvenuti nella campagna di scavi del settembre '91, un futuro. Forse non tutti sanno che, adagiati sul fondale alla profondità di 8 metri, giacciono ancora due dei tre corpi lapidei approssimativamente cilindrici, parzialmente ricoperti dal fondale sabbioso, mentre quello centrale si trova all'interno dell'area archeologica dell'antica Luni. 

Con la firma della convenzione, il Comune di Lerici e la Soprintendenza Ligure, rappresentata per l'occasione dal dottor Vincenzo Tinè, intendono essenzialmente valorizzare e rendere fruibile il patrimonio subacqueo, promuovere lo sviluppo della cultura e il rispetto ambientale, favorire immersioni in sicurezza e naturalmente promuovere l'offerta turistica. "Vorremmo aprire alla subacquea una zona che oggi è interdetta e dare vita ad un vero e proprio sito archeologico" - spiegano gli amministratori lericini. A fare gli onori di casa il Vicesindaco del Comune di Lerici, Lisa Saisi, l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Lerici, Marco Russo, il coordinatore servizio tecnico archeologia subacquea ligure, Simon Luca Trigona. Presenta anche il neo-nominato comandante dell'Ufficio locale marittimo di Lerici, Cristian Apollonio. Un'esperienza storico-naturalistica. 

A rendere speciale il sito è stata l'ordinanza di tutela emessa a suo tempo dalla Capitaneria di Porto che, intendendo l'area, ha permesso uno sviluppo pressoché indisturbato di spugne, spirografi, gorgonie e datteri di mare che hanno approfittato dei blocchi di marmo adagiati sul fondo, ancorandosi facilmente a profondità decisamente minori di quanto accade di solito. Una visita subacquea a metà fra la ricerca storica e l'analisi naturalistica che si completa con un itinerario suggestivo di visita alla grotta del Macellaio, composta ..... CONTINUA A LEGGERE SU CITTA' DELLA SPEZIA

martedì 19 settembre 2017

Grotte come discariche, verso le bonifiche con 'Puliamo il buio' - Dal 22 al 24 settembre, iniziativa organizzata dalla Società speleologica italiana

Segnalare i casi di ipogei naturali e artificiali utilizzati come discariche abusive e le conseguenti situazioni di rischio, per procedere poi almeno in parte alla loro bonifica e proporre possibili soluzioni. E' questo l'obiettivo dell'iniziativa della Società speleologica italiana “Puliamo il Buio”, la cui edizione 2017 è in programma dal 22 al 24 settembre in diverse grotte e cavità artificiali dal nord al sud dell'Italia. 

La manifestazione, legata al progetto “Puliamo il mondo” di Legambiente, ha consentito di raccogliere, dalla prima edizione del 2005 al 2016, 156.168 kg di materiali, avviati a discarica autorizzata. Le giornate di Puliamo il Buio saranno anche occasione per aggiornare il Censimento delle cavità a rischio ambientale, ossia gli ambienti sotterranei dove è stata rilevata la presenza di materiali o condizioni in grado di alterare e inquinare le acque provenienti da sottosuolo. 

“Le acque sotterranee sono fonti preziose di approvvigionamento colturale e civile; il loro inquinamento può mettere a rischio anche le delicate forme di vita di eccezionale specializzazione presenti nei vuoti sotterranei esplorati e documentati dagli speleologi”, afferma il presidente della Società speleologica italiana Vincenzo Martimucci. Il Censimento, avviato nel 2005, in continuo aggiornamento e disponibile on line ..... CONTINUA A LEGGERE SU ADNKRONOS


sabato 16 settembre 2017

#faragolasiamonoi - Parte la raccolta di fondi per il restauro della villa di Faragola



Avviata la raccolta di fondi per Faragola dalla Fondazione Apulia felix onlus; partecipate e fate circolare; faremo avere notizie costanti, con la massima trasparenza, sia sulla raccolta sia sulla loro destinazione, che sarà concordata con la Soprintendenza ABAP di Foggia e con le altre istituzioni coinvolte nella attività di recupero, restauro e ricostruzione.

Rendiamo qui disponibile la versione integrale del documentario "Non le perle, ma il filo" realizzato nel 2005 a cura di Giuliano Volpe e con la regia di Massimo D'Alessandro che descrive l'imponente lavoro archeologico realizzato nel territorio della Daunia, in Puglia, da parte dell'Università di Foggia. Un viaggio nelle testimonianze archeologiche di questo splendido territorio, dalla città antica di Herdonia al complesso monumentale di San Pietro a Canosa fino alla villa Romana di Faragola, qui raccontata nelle fasi di scoperta e scavo. Una testimonianza di un lavoro impegnativo portato a termine dagli studenti di Archeologia sotto la guida del Prof. Volpe e che oggi rischia di essere stato vanificato da un atto criminale e scellerato.


Foggia, distrutto dalle fiamme il sito archeologico di Faragola: "Forse utilizzato esplosivo"

FOGGIA - Un incendio ha distrutto la copertura lignea del sito archeologico di Faragola, ad Ascoli Satriano, e ne ha gravemente compromesso marmi e mosaici riportati alla luce in 14 anni di scavi e lavoro di ricerca. Il rogo nella notte nell'area dell'esteso e articolato insediamento rurale di età romana e tardoantica, costituito da un nucleo residenziale in cui era stata parzialmente recuperata la grande sala da pranzo (cenatio) e individuati un atrio, circondato su tutti i lati da un portico, e una serie di ambienti decorati con mosaici geometrici policromi. 

Una villa ricca - Villa Faragola, appunto - di cui è stata finora documentata soprattutto la fase tardoantica (IV-VI secolo dopo Cristo). Di particolare pregio, gli ambienti della cenatio, dove è possibile ammirare lo stibadium, il divano in muratura per il banchetto, ma anche tre tappeti in opus sectile, inseriti nella pavimentazione marmorea. 



A maggio dello scorso anno furono restituiti alla città i mosaici recuperati negli ambienti di quella che doveva essere una palestra all'interno della residenza. Tutto questo ora è stato compromesso. Sconvolto l'archeologo Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici: "E' un disastro. Forse sono stati usati esplosivi per far saltare la copertura, che è ignifuga. Sembra roba da professionisti", ipotizza a caldo Volpe, benché gli accertamenti tecnici di vigili del fuoco e carabinieri non abbiano riscontrato, al momento, tracce di liquido infiammabile o inneschi. "E' stato provocato un danno enorme. Forse irreparabile", continua l'archeologo. "Le notizie ..... CONTINUA A LEGGERE SU REPUBBLICA 


domenica 10 settembre 2017

14-17 settembre, Gramat (France): 6° Congresso Internazionale di Speleologia Subacquea


Dal 14 al 17 settembre 2017 nella località di Gramat, in Francia, si terrà il 6° Congresso Internazionale di Speleologia Subacquea organizzato da LICDC.

Il congresso prevede un serie di conferenze e proiezioni, un concorso fotografico per le più belle foto di cavità sommerse ed una serie di attività pratiche mirate alla conoscenza e alla divulgazione delle tecniche di immersione speleosubacquea con alcune sessioni dedicate ai più piccoli.



giovedì 17 agosto 2017

Il mare riscrive la storia e sposta la prima guerra punica (di Fabio Pozzo da "La Stampa")

Ecco il rostro della prua di una nave romana che stabilisce a Levanzo e non a Favignana la battaglia decisiva delle Egadi del 241 Ac. 

Il soprintendente Tusa: “C’è anche una parte lignea che consentirà di scoprire come era stata costruita l’unità da guerra” È stato come se si fosse aperto un nuovo libro di storia. Quando il rostro è emerso dal mare, la cronaca della battaglia navale chiave della prima guerra punica, che chiude lo scontro ultraventennale tra Roma e Cartagine e che cambierà il destino della Sicilia e del Mediterraneo, ha fatto un passo in avanti verso la verità. 

 Siamo a Levanzo, la più piccola delle isole che compongono l’arcipelago delle Egadi, al largo delle coste occidentali della Sicilia. Qui, nel blu, la Soprintendenza del mare della Regione Siciliana, insieme con la Rpm Nautical Foundation, finanziata dal mecenate George Rabb, un uomo d’affari americano che possiede centinaia di immobili a Manhattan, sta conducendo una campagna di ricerca sulla celebre battaglia navale delle Egadi del 10 marzo 241 a. C.. 

Ricerca che proprio in queste ultime ore ha riportato alla luce da un fondale di 80 metri, a Nord-Ovest dell’isola, un rostro - una sorta di «becco» che veniva installato sulla prua delle navi allo scopo di offendere, sfondare lo scafo delle unità nemiche - che ha una peculiarità unica. «Al suo interno c’è ancora la parte lignea della prua che lo sorreggeva. 

Una scoperta notevole, che consentirà di sapere finalmente qualcosa di più sulle navi da guerra romane, tuttora ancora poco conosciute», spiega il soprintendente del mare Sebastiano Tusa ..... CONTINUA A LEGGERE SU LASTAMPA.IT

martedì 8 agosto 2017

IN TUNISIA RICERCATORI ITALIANI SCOPRONO LA CITTÀ SOMMERSA DI NEAPOLIS (da ARTE.IT)

È frutto della collaborazione tra archeologi italiani, tunisini e algerini la scoperta di un nuovo tesoro sul fondo del Mediterraneo. 

Strade ed edifici di una città frequentata da Fenici, Romani e Cartaginesi giacciono tra le acque del Golfo di Hammamet. Una griglia di cardi e decumani, caratteristica dell’urbanistica romana, scandisce l’area di 20 ettari, che corrisponde perfettamente alla descrizione della colonia Iulia Neapolis fornita dalle fonti antiche. Tra i ritrovamenti più caratteristici, un notevole numero di vasche per la lavorazione del pesce. 

Neapolis era infatti sede della più grande manifattura conserviera del settore esistente tra il Mediterraneo e l’Atlantico, con un impianto in grado di contenere oltre un milione di litri. Qui sardine e piccoli tonni venivano salati e stivati in ancore di terracotta o usati per preparare il garum, il famoso intingolo bruno di cui i Romani erano ghiotti. 

I recipienti venivano poi imbarcati nello stesso Neapolitanum Portum per raggiungere le principali città del Mare Nostrum, come testimonia il recente ritrovamento di una nave affondata nel II secolo, rinvenuta a 300 metri dall’attuale riva con tutto il suo carico di anfore. Secondo gli archeologi, a portare la città negli abissi marini fu un violento terremoto verificatosi intorno alla metà del IV secolo, che tuttavia ne lasciò le strutture miracolosamente intatte. 

L’esistenza della fiorente Neapolis sulle coste dell’attuale Tunisia era nota fin dal XIX secolo. Gli scavi condotti sulla terraferma negli anni Sessanta erano andati alla ricerca delle sue vestigia, riportando alla luce, tra le altre rovine,..... CONTINUA A LEGGERE SU ARTE.IT

domenica 6 agosto 2017

Quando a Bolsena nacque l’archeologia subacquea. La storia del villaggio villanoviano del Gran Carro (da lafune.eu)

L’archeologia subacquea nacque a Bolsena. 

Corre l’anno 1959 e in località Gran Carro, sulla sponda orientale del lago e sette chilometri a sud del paese, avviene un’importante scoperta. Un intero villaggio villanoviano. Il ritrovamento segna in Italia la nascita dell’archeologia subacquea. 
L’abitato si trovava in origine sulle rive del lago, su delle palafitte. Poi l’innalzamento del livello delle acque l’ha completamente sommerso. Qui sono stati condotti studi e recuperi per vent’anni: dal 1960 al 1980. Sono venuti alla luce grossi contenitori di forma sferica per alimenti, vasi biconici e urne cinerarie. 

Ma anche ami in bronzo, macine di pietra, pesi da telaio e anche armi: coltelli e lance. Tutto questo ha avuto origine dalla passione di un uomo, al secolo Alessandro Fioravanti. Ingegnere, nato a Bolsena nel 1917, fu lui a scoprire il villaggio del Gran Carro. Tutto ebbe inizio dal suo amore per il lago e dalla passione per la pesca subacquea. Fioravanti raccontò la sua scoperta così: ..... CONTINUA A LEGGERE SU LAFUNE.EU

giovedì 3 agosto 2017

Recuperato a largo di San Felice Circeo il ceppo in pietra di un'ancora antica (da ilcaffe.tv)

Una antica ancora in pietra di circa due metri risalente al VI secolo a.C., larga 30 centimetri circa e di spessore di circa 17 centimetri è stata individuata e recuperata nelle acque antistanti la costa del Circeo dal giornalista e scrittore Umberto Natoli, appassionato di archeologia subacquea autore nel recente passato di altre scoperte nella zona. 
Si tratta di un reperto storico che testimonia le innumerevoli vicende umane delle quali il promontorio del Circeo è stato testimone sin dall'antichità per la sua posizione strategica nella penisola italica. A decidere il destino del reperto sarà la responsabile per l’archeologia subacquea della Sovrintendenza Archeologica belle arti e Paesaggio del Lazio. 

Al recupero hanno partecipato i volontari della Associazione A.S.S.O. e personale della Circeo Primo, appositamente autorizzati al recupero, con il coordinamento, anche ai fini della sicurezza della navigazione, della Capitaneria di Porto di Terracina diretta da Alessandro Poerio e dal Comandante del Porto di San Felice Circeo, Dino Mucciarelli. 

In porto in attesa dell’arrivo del reperto archeologico era presente il Sindaco Giuseppe Schiboni, mentre il delegato ai beni culturali del Comune, Angelo Guattari, ha seguito direttamente in barca le operazioni di recupero. Il sindaco di San Felice Giuseppe Schiboni ha già dato la disponibilità di locali comunali per le operazioni preliminari al trattamento del reperto e per la successiva custodia ed esposizione al pubblico previa autorizzazione ..... Continua a leggere su "ilcaffe.tv"

VISUALIZZA QUI LA GALLERIA FOTOGRAFICA COMPLETA DEL RECUPERO

Progetto MUSAS, iniziate le attività nel Parco Archeologico di Egnazia (da ISCR)

Sono iniziati in questi giorni i lavori per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo di Egnazia (Fasano, BR).

Il sito comprende cospicui resti della città romana di Egnatia che, sorta su di un preesistente insediamento di confine tra area messapica e peucetica, ebbe grande sviluppo grazie anche al passaggio della via Traiana e al porto cittadino, le cui strutture, riferibili probabilmente agli interventi di Marco Vipsanio Agrippa, sono oggi in parte sommerse dinanzi all’acropoli.

Il progetto, ideato e diretto dall’archeologa dell’ISCR Barbara Davidde, intende sperimentare su scala sovraregionale un modello integrato di monitoraggio e valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso, nelle collezioni museali e in situ, in modo da costituire una buona pratica da estendere e replicare su altri siti. 

Nel corso del progetto saranno realizzati:
1) Portale per la fruizione del Museo Virtuale dell’Archeologia Subacquea, nel quale saranno illustrati attraverso immagini/schede e ricostruzioni 3D i reperti di provenienza subacquea presenti nei Musei e i siti sommersi inseriti nel progetto. 
2) Sistema di esplorazione aumentata dei siti archeologici sommersi di Baia e Egnazia. 
3) Una rete di nodi sensori sottomarini innovativi, dispiegabili in modo flessibile per il monitoraggio ambientale, funzionale alla verifica dello stato di conservazione dei siti e alla localizzazione dei subacquei. 

Gli archeologi Marco D’Agostino e Michele Stefanile, collaboratori esterni dell’ISCR per il progetto MUSAS, hanno iniziata una ricognizione preliminare nell’area archeologica di Egnatia e hanno avviato il censimento delle collezioni ..... CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DELL'ISCR

sabato 29 luglio 2017

DOBRUJA HYPOGEA: International Congress of Speleology in Artificial Cavities 2019 - FIRST ANNOUNCEMENT


Dear Colleagues
the first International Congress of Speleology in Artificial Cavities; HYPOGEA 2015 was held in Rome / Italy during March 11-15, 2015 . The second one - HYPOGEA 2017 took place in Ürgüp- Cappadocia / Turkey during March 6-10, 2017. 

The 3-rd edition of HYPOGEA congress will be held in Bulgaria from 20 to 25 May 2019. 

This important event will be organized by Bulgarian Caving Society in collaboration with differ-ent Bulgarian regional museums of history and scientific institutions and under the patronages of International Union of Speleology in the face of its Commission of Artificial Cavities, Balkan Speleological Union , HYPOGEA Federation – Italy and Municipality of Dorbrich City, Bulgaria. This speleological congress is dedicated to the 90 - th anniversary of organized speleology in Bulgaria. 

Date and venue:
HYPOGEA’ 2019 will be held in Dobrich City in May 20 -25 2019. During and after the Congress there will be several excursions to various artificial cavities, rock monasteries and churches, cave dwellings in North – East Bulgaria. 

Goals & Objectives of the event:
The main object of HYPOGEA 2019 Congress is to continue the tradition to gather together the explorers of artificial cavities all over the world, which beginning was put in Roma and continue during the second edition of the congress in Capadocia - Turkey. The second, but not the last goal of the Congress is to increase dialogue and encourage the collaboration among the non-professional and professional explorers of artificial cavities and to provide an opportunity for members of the community to share their experiences under exploration and study of under-ground cavities and to promote the preservation of subterranean historical and cultural herit-age. 

Working language: English

Focuses of the discussions: 
  • Results of the exploration of different kind of objects in accordance of their type, origin and use; 
  • Historical, cultural and economic importance of the artificial cavities; 
  • Hazards, protection , remediation and rehabilitation; 
  • Technics for collecting of scientific information, cave mapping, visualization and interpre-tation of obtained data; 
  • General matters concerning artificial cavities. 
The contributions are expected in English language and can be presented orally (max. 12 min. + 3 min. discussion) or as a poster, based upon a selection by the Scientific Committee. 

DEADLINES:
  1. Abstract submission: December 31-st 2017 
  2. Confirmation of the abstracts: March 31-st 2018 
  3. Final contribution: July 31-th, 2018 
  4. Early birds up to: October 15-th, 2018 
  5. Registration closing date: May 1-st, 2019
In order to ensure distribution of the proceedings during the Congress, the above deadlines will be strictly maintained.

Organising Committee: hypogea@bgcave.org