Choose the language:

venerdì 29 dicembre 2017

Nardò, inaugurato finalmente il Museo del Mare antico: la prima pietra fu posata 35 anni fa

Esposti importanti reperti di età romana, provenienti da indagini archeologiche effettuate nel mare e lungo la costa salentina: c'è anche la dotazione di bordo del relitto di una nave romana.

LECCE - Apre il 30 dicembre a Nardò il Museo del Mare antico, la cui prima pietra è stata posata nel 1982. Dopo quello della preistoria, si tratta del secondo museo archeologico in città città. Al suo interno saranno esposti importanti reperti di età romana, provenienti da indagini archeologiche effettuate negli anni nel mare e lungo la costa di Nardò.

Ospiterà un nucleo dedicato all'esposizione del carico e della dotazione di bordo del relitto della nave romana di Punta dell'Aspide e un nucleo dedicato al sito romano del Frascone nel quale saranno illustrate l'organizzazione e le fasi di frequentazione del sito, che in età repubblicana è stato occupato da una villa e in età imperiale da un villaggio di pescatori e ..... CONTINUA A LEGGERE SU LAREPUBBLICA.IT

lunedì 25 dicembre 2017

Ricco calendario di eventi per la mostra "NEL MARE DELL'INTIMITA''" a Trieste dal 17 dicembre 2017 al 1° maggio 2018

Saranno 20 gli appuntamenti culturali che accompagneranno tutto il periodo di apertura della mostra "Nel mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico", organizzata dal Servizio di formazione, catalogazione e ricerca dell'ERPAC e dal Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura, fino al 1° maggio 2018 al Salone degli Incanti.

A cura di Bonawentura Coop. soc Il Miela, Pietro Spirito e Rita Auriemma, gli appuntamenti aiuteranno i visitatori ad avere una visione più completa delle tante storie che emergono dai temi dell'esposizione. Suddivisi in conferenze, docu-film, spettacoli e concerti, avranno luogo al Salone degli Incanti (con inizio alle 18), al Museo Revoltella (dalle ore 17) e al Teatro Miela (dalle ore 20.30).

Si parte subito dopo Natale, mercoledì 27 dicembre alle ore 17 all’Auditorium del Museo Revoltella, con lo spettacolo La cameriera del Rex di Pietro Spirito, con Sara Alzetta e le musiche di Francesco De Luisa, che racconta la storia di Alice imbarcata come cameriera sul Rex sin dal suo viaggio inaugurale e di come la vita a bordo del transatlantico non sia così scintillante come la propaganda di regime vuole far credere.

Dal 4 gennaio ci si sposta al Salone degli Incanti con la proiezione del documentario Fortuna Maris. Il mistero di un naufragio di Adolfo Conti, un racconto della vita a bordo di una nave romana, quella ritrovata a Valle Ponti presso Comacchio, che rivela aspetti poco noti della marineria di duemila anni fa. L'11 gennaio la curatrice della mostra Rita Auriemma ci porterà "sott'acqua" alla scoperta dell'intimo mare Adriatico, il 18 gennaio Ida Koncani Uhać e Marko Uhać del Museo Archeologico dell’Istria di Pola racconteranno al pubblico il relitto di Zambratija, la barca cucita più antica del Mediterraneo, ritrovata in Istria e risalente all'età del Bronzo (circa 3200 anni fa), il 23 gennaio ci sarà una conferenza sul relitto di Grado, oggetto di otto campagne di scavo che hanno portato al recupero del carico e dello scafo, con Rita Auriemma e Dario Gaddi. E ancora: il 26 gennaio la conferenza Il ritorno del marinaio di Franz Von Suppé, appuntamento "musicale" con Adriano Martinolli D’Arcy, il musicologo Marco Maria Tosolini, M° Petar Kovaćić, Peter Ghirardini, Luca Bellinelllo e Michela Cattaruzza, Alberto Cattaruzza, Renzo de Vidovich e il 1 febbraio il documentario Trincee del mare - La Grande guerra nel Nord Adriatico, di Pietro Spirito e Luigi Zannini, produzione Rai Fvg, un viaggio sott'acqua alla scoperta di episodi in gran parte dimenticati della Grande guerra sul mare.

Il 7 febbraio al Teatro Miela si terrà l'evento dedicato a Pedrag Matvejević, nel primo anniversario dalla morte, con Filippo Borghi, Fuad Ahmadvand al Santur e la regia di Mila Lazić: lo spettacolo Breviario Mediterraneo dove le parole di Matvejević si intrecceranno con la Polifonia mediterranea, un’installazione acustica composta da più voci nelle lingue del mondo in cui il libro è stato tradotto. Gli altri appuntamenti al Miela: il 9 marzo con Il Milione ovvero il Libro delle Meraviglie, un concerto spettacolo di La Reverdie e la voce di David Riondino, e il 17 aprile In viaggio sul Rex, ricostruzione dell’atmosfera musicale che si respirava quando si viaggiava sul Rex attraverso l’esecuzione di alcuni brani originali e danze in voga negli anni ’30 con La Big Band diretta dal Mo Davanzo e la partecipazione di Pietro Spirito.

Il calendario prosegue al Salone degli Incanti: il 15 febbraio con le affascinanti storie de La Gagliana Grossa, storia del relitto di Gnalić con Irena Radić (Università di Zadar); il 22 febbraio La nave dolce di D. Vicari, un documentario sulla nave albanese Vlora, che giunse nel porto di Bari nel 1991 con ventimila persone, presentato da Nicolò Carnimeo. Il 1 marzo Il relitto del Mercure e la battaglia di Grado, il 6 marzo USKOK Storia degli Uscocchi, il 15 marzo Il relitto di Sveti Pavao con Carlo Beltrame (Università Ca’ Foscari) e Igor Miholijek (Croatian Conservation Institute), il 22 marzo Il progetto Liburna con Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Danilo Leone e Maria Turchiano (Università di Foggia), il 29 marzo, all’ Auditorium del Museo Revoltella, spettacolo Viribus Unitis, un jazz reading incalzante e surreale che rispolvera la figura di Raffaele Rossetti, il 5 aprile la conferenza di Tullia Catalan Trieste Porta di Sion e il 12 aprile il documentario I segreti del Golfo, produzione Rai Fvg e regia di Luigi Zannini.

Dal 4 gennaio, un'ora prima di ogni evento collaterale, la curatrice della mostra Rita Auriemma effettuerà una visita guidata gratuita. Gli eventi al Museo Revoltella e al Salone degli Incanti sono a ingresso gratuito. Gli spettacoli al Miela avranno un biglietto di 8€, ma per i possessori del biglietto della mostra (previa prenotazione alla biglietteria del Teatro) saranno gratuiti. Per chi invece sceglierà di partecipare prima a uno degli spettacoli al Miela, con il biglietto avrà un ingresso ridotto alla mostra.

Info: +39 040 365119 - teatro@miela.it

mercoledì 20 dicembre 2017

QUANDO COMPETENZA, RICERCA E PASSIONE SI FONDONO... "NAVIGANDO VERSO AENARIA. UN'AVVENTURA NELLA STORIA"

Alessandra Benini e Delia Lo Iacono propongono una nuova avventura di Musculus, il topolino Spagnolo che, arrivato a Pozzuoli su una nave oneraria, prosegue la sua avvenuta fino ad Ischia. Un modo avvincente e accattivante per avvicinare i bambini alla storia della navigazione antica.

Testi di Alessandra Benini Illustrazioni di Delia Lo Iacono

I due protagonisti di questa avventura, Musculus ed Iulius Aenarius, sono naturalmente frutto della fantasia ma rappresentano il filo conduttore di un racconto sulla storia di Ischia che si basa, anche nei dettagli, su notizie storiche certe e sui dati archeologici raccolti nel corso degli scavi subacquei condotti nella baia di Cartaromana.

Il commercio con la penisola iberica è documentato dal ritrovamento di ceramiche tipiche di quella zona e soprattutto dei lingotti di piombo provenienti dalle miniere di Carthago Nova; l’importazione di galena e la presenza di molti scarti di fusione della lavorazione del piombo fanno presupporre la presenza nell’isola di fonderie; il ritrovamento di lingotti e frammenti di imbarcazioni fanno ipotizzare il naufragio di una o più imbarcazioni che ne curavano il trasporto.

Il ritrovamento di colonne, tessere di mosaico, tegole e mattoni documentano la presenza di un abitato in prossimità della zona portuale, costituita quest’ultima da una banchina di attracco realizzata gettando il conglomerato cementizio all’interno di casseforme lignee. Infine altri resti di strutture murarie, più lontani dal porto, ci indicano che l’abitato era composto forse anche da ville residenziali, con giardini e ninfei. La ricostruzione dell’insenatura, come descritta nel racconto, con la catena di scogli che chiude la baia proteggendola ancora di più dai venti di levante, è stata dedotta dall’analisi del fondale e dallo studio dell’attuale profondità di ciascuna struttura antica individuata. Ne risulta che, in seguito ai fenomeni vulcanici e bradisismici che hanno interessato l’isola, il livello del mare, dall’età romana ad oggi, è aumentato di circa sei metri. Sicuramente la prosecuzione delle ricerche potrà aggiungere nuovi dettagli per una ricostruzione del paesaggio antico sempre più attendibile e magari dare vita ad una nuova avventura di Musculus.



ALESSANDRA BENINI, archeologa subacquea dal 1986, ha seguito numerosi progetti di studio e scavo in siti sommersi, tra cuiMiseno, Baia, Bacoli, Pozzuoli, Ischia, Napoli, Sorrento, S.Marco di Castellabate, e nei relitti di Montalto di Castro, Punta Licosa, Gela I, come consulente per le rispettive Soprintendenze Archeologiche con il ruolo di responsabile scientifico di cantiere.È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche attinenti le ricerche effettuate e ha insegnato archeologia subacquea presso l’Università della Calabria. Dal 2011 segue gli scavi archeologici nel sito sommerso di Aenaria nella baia di Cartaromana (Ischia) e le connesse attività di turismo culturale organizzate da Marina di Sant’Anna del progetto “Navigando vero Aenaria” che le hanno ispirato la nascita e le avventure di Musculus.

DELIA LO IACONO si laurea nel 1991 presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo - sezione Pittura e nel 1994 segue un corso professionale per “Operatore Tecnico Subacqueo Archeologico”.Negli anni a seguire partecipa al progetto “Porti e approdi nell’antichità dalla preistoria all’Alto Medioevo” dove conosce Alessandra Benini e si instaura un rapporto di amicizia e collaborazione professionale, curando la documentazione grafica di scavi archeologici terrestri e subacquei nei cantieri di Bacoli, Miseno, Sorrento, S.Marco di Castellabate e nei relitti di Punta Licosa, di Gela I.Nel 2014 realizza un acquerello destinato al Museo Civico di Aenaria con una ideale ricostruzione della Baia di Cartaromana in età romana e ha curato le illustrazione dei primi due volumi della collana “Navigando verso Aenaria”.

martedì 19 dicembre 2017

“Nel mare dell’intimità” le storie dell’Adriatico (da IlPiccolo di Trieste)


Inaugurata al Salone degli Incanti la mostra incentrata sull’archeologia subacquea. La curatrice Auriemma sottolinea il «contributo corale della comunità scientifica» 
di Giulia Basso

TRIESTE. La metamorfosi è avvenuta e il Salone degli Incanti, grazie all’allestimento dell’architetto Giovanni Panizon, si è trasformato in un grande fondale marino, per raccontare al pubblico attraverso mille reperti la storia del mare Adriatico dall’antichità ai nostri giorni. È stata inaugurata ieri la mostra “Nel mare dell’intimità”, che per la prima volta con un’esposizione di duemila metri quadrati narra al pubblico, con gli occhi dell’archeologia subacquea, le tante vicende di uomini e merci che si sono giocate su questo mare e lungo le sue coste, in un’ideale e diacronica veleggiata attraverso i secoli e i paesaggi costieri in continua evoluzione.

«Abbiamo tentato di raccontare in questa mostra le mille e una notte dell’Adriatico – spiega la curatrice Rita Auriemma –, quel rosario di racconti e storie custodito nei secoli nelle profondità del nostro mare. Dietro questa esposizione c’è un afflato comune, non a caso per titolarla abbiamo usato la poetica espressione del compianto Predrag Matvejevic: se gli oceani sono i mari delle distanze e il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è addirittura il mare dell’intimità.

E Trieste, che è nell’intimo seno dell’Adriatico, si prestava a raccogliere questi racconti e a ricantarli assieme. Grazie al contributo generosissimo e corale di una comunità scientifica che a volte lavora prima e meglio della comunità politica questo patrimonio sommerso ..... CONTINUA A LEGGERE SU IL PICCOLO DI TRIESTE

giovedì 14 dicembre 2017

LIBRO: Nos flumina arcemus, derigimus, avertimus. Canali, lagune, spiagge e porti nel Mediterraneo antico (di Enrico Felici, EdiPuglia editore)

Sui sistemi idrografici si sono basate la vita, le economie e le culture dell’antichità; lo testimoniano gli sforzi per adattarli alle necessità umane: attività che erano praticate molto più intensamente di quanto oggi sia possibile percepire. il ventaglio di interventi che si potevano effettuare sui corsi d’acqua era in effetti molto ampio, ben più di quanto lasci intendere la frase di Cicerone presa a prestito per il titolo di questo libro: Non flumina arcemus, derigimus, avertimus. Le azioni antiche sulla rete idrografica, basate sullo scavo di canali artificiali, spaziano infatti dalle deviazioni fluviali, a scopo civile o bellico, al collegamento con il mare per coltivare le lagune costiere, ai sistemi di irrigazione, ai canali asserviti agli insediamenti urbani, fino alle ‘autostrade sull’acqua’ e al taglio degli istmi, realizzati o solamente progettati da monarchi e imperatori.

Nell’individuare le tracce di queste infrastrutture, è necessario il concorso della prospezione archeologica e – soprattutto – delle fonti letterarie ed epigrafiche: si compone così un quadro, geograficamente ampio e distribuito su un lunghissimo periodo, di cui il libro offre una panoramica che prende in esame l’Egitto, la Mesopotamia e l’Europa, che si spinge fino alle soglie del Medioevo, con qualche richiamo al Rinascimento.

Il volume nella prima parte presenta alcuni appunti sulle metodologie di ricerca, poi alcune distinzioni tipologiche sulle infrastrutture idroviarie, sulla loro distribuzione e le diverse applicazioni. Seguono delle notazioni sulle implicazioni tecniche, gli aspetti sociali e i contenuti ..... CONTINUA A LEGGERE E ACQUISTA IL LIBRO SU EDIPUGLIA

venerdì 8 dicembre 2017

Caserta, L’Acquedotto Giove-Fontanelle domenica 10 rivivrà con l’indagine storica e speleologica (da L'Eco di Caserta)

CASERTA – La prossima domenica, 10 dicembre 2017, alle ore 11,30 circa presso l’Eremo di San Vitaliano di Casola, frazione di Caserta si terrà un evento culturale di presentazione de “L’Acquedotto Giove-Fontanelle”, ovvero delle ricerche storiche ed esplorazioni speleologiche dell’acquedotto che, come ricorda il sottotitolo, fu “dimenticato” da “L. Vanvitelli e G. Patturelli”.
In effetti l’evento ha origine da un impegno che si perde a quasi due anni or sono, infatti, dai primi mesi del 2016 il gruppo di ricerca composto dal Geol. Luca Cozzolino, dal Geol. Sossio Del Prete, DALL’Ing. Luca Farina e dall’Ing. Alfredo Massimilla, ha avviato una ricerca allo scopo di documentare quel che resta dell’acquedotto Giove-Fontanelle, che insieme all’acquedotto di S. Elmo costituisce l’Acqua Piccola di Caserta, cioè l’insieme di opere idrauliche costruite prima dell’Acquedotto Carolino, per rifornire il cantiere della Reggia di Caserta, e successivamente utilizzata per alimentare il Real Sito di San Silvestro.

Si badi che l’Acqua Piccola, a dispetto del nome, ha svolto un importante ruolo per la storia di Caserta, senza aver mai ricevuto la meritata attenzione. Da qui le ricerche storico-archivistiche sull’acquedotto Giove-Fontanelle che sono state affiancate da esplorazioni speleologiche che hanno permesso di riscoprire quest’opera dimenticata. La fontana detta anche “E Ghiove” o “Ghiove” che si trova nella zona di Monte Castello e fu chiamata Giove accreditando l'esistenza di un tempio dedicato a Giove Tifatino.

L’evento del 10 dicembre 2017, che presenterà anche contributi fotografici di Sossio Del Prete come quello della locandina promotrice l’iniziativa, è promosso dalla Federazione Speleologica Campana, dalla Società Speleologica Italiana (SSI), dalla ..... CONTINUA A LEGGERE SU L'ECO DI CASERTA

venerdì 1 dicembre 2017

Ue: Caschi Blu del mare a Bruxelles - Giovani migranti sub ricevuti al Parlamento Europeo (fonte ANSA)

I caschi Blu del mare al Parlamento europeo. Ragazzi da tutto il mondo, spesso migranti e rifugiati, che su iniziativa della federazione mondiale sport subacquei (Cmas) e Unesco conseguono il brevetto sub "per la salvaguardia e la pulizia dell'ambiente marino, promuovendo campagne di pulizia del mare e recuperando tesori nascosti", ha spiegato Anna Arzhanova, n. 1 Cmas, per la quale "essere qui oggi è la prova che questo è un progetto speciale". "E' un'esperienza di avanguardia, vorrei diventasse un progetto europeo", ha detto l'on. Silvia Costa che ha accolto la delegazione col vicepresidente Davide Sassoli, per il quale l'iniziativa "ha permesso a tanti giovani di vivere autentiche esperienze di integrazione con coetanei migranti e operatori europei". In apertura, proiettato un video con le esperienza di Wazib del Bangladesh, Kante della Guinea, Mihlad dell'Egitto. Tra i promotori del corso il Mibact-MigrArti. "L'idea è far pace con il Mediterraneo", ha spiegato Paolo Masini.

giovedì 30 novembre 2017

MOSTRA “NEL MARE DELL’INTIMITÀ”, VENERDÌ ARRIVA LA RICOSTRUZIONE DELLA SEZIONE TRASVERSALE DELLA IULIA FELIX DI GRADO

Un carico di conserve e di vetro, che era stato destinato al riciclo già due millenni fa, prima di inabissarsi al largo della laguna di Grado. È il tesoro della Iulia Felix, nave da carico romana del II secolo d.C., ritrovata a 16 metri di profondità nel 1987, assieme a circa 600 anfore. Il vascello, lungo 18 e largo 6 metri, ha un valore inestimabile sia per l’architettura navale che per l’archeologia.

Un carico di conserve e di vetro, che era stato destinato al riciclo già due millenni fa, prima di inabissarsi al largo della laguna di Grado. È il tesoro della Iulia Felix, nave da carico romana del II secolo d.C., ritrovata a 16 metri di profondità nel 1987, assieme a circa 600 anfore. Il vascello, lungo 18 e largo 6 metri, ha un valore inestimabile sia per l’architettura navale che per l’archeologia.

Una riproduzione storicamente fedele della sezione trasversale del bastimento arriverà a Trieste: venerdì 1 dicembre al Salone degli Incanti – ex Pescheria, Riva Nazario Sauro, 1 grazie alla mostra Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico, dove sarà esposta insieme a una parte del suo carico originale. 

La ricostruzione è realizzata dall’ERPAC – Servizio catalogazione, formazione e ricerca, così come l’analisi, lo studio e la catalogazione dei materiali organici e inorganici del carico, nell’ambito di un accordo con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Grado per l’apertura e la valorizzazione dell’istituendo Museo nazionale dell’archeologia subacquea della città. La riproduzione, a cura di Rita Auriemma, Dario Gaddi, Carlo Beltrame, è stata progettata dal maestro d’ascia chioggiotto Gilberto Penzo ed eseguita nel cantiere nautico Casaril di Venezia.

IL CARICO E IL RICICLO.  La nave di Grado costituisce un caso emblematico di commercio di redistribuzione e riutilizzo, per l’eccezionale carico di salse e conserve di pesce di produzione locale, presumibilmente aquileiese, contenuto entro più di 600 anfore in gran parte riutilizzate, provenienti da varie regioni del Mediterraneo: Egeo orientale, Tripolitania, Tunisia, Campania, Emilia Romagna, alto Adriatico. Il riutilizzo delle anfore è evidente per due fattori: l’omogeneità della merce in tutte le anfore – pesce, anche se di qualità diverse (sardine e sgombri) e diversamente preparato (salsa “fior di garum” e pesce sotto sale) e la presenza di tappi tutti “ritagliati” da pareti di anfore degli stessi tipi di quelle componenti il carico. Le anfore, giunte per varie vie e da posti diversi in un emporio, erano ..... CONTINUA A LEGGERE SU TRIESTE CAFE'

martedì 28 novembre 2017

Biologi Marini: nuova generazione di professionisti della subacquea.

Corsi di Perfezionamento in Ricerca Partecipativa, Valorizzazione del Patrimonio Naturale e Subacquea Ricreativa - L'Economia locale a supporto della gestione territoriale

Organizzato da Università Politecnica delle Marche in Collaborazione con PADI, DAN, RCI

dal 12 al 16 febbraio 2018 a Malta

(c/o The International School of Diving Safety and Medicine, Gozo)

La sempre maggiore attenzione delle nuove generazioni verso la conservazione e tutela dell’ambiente marino è in contrasto con la scarse opportunità lavorative disponibili, soprattutto in ambito nazionale. Il corso, aperto a 10 biologi marini, ha l’obiettivo di rispondere ad una opportunità di mercato ancora disattesa, basata sulla volontà di partecipazione dei cittadini a programmi di ricerca scientifica aventi importanti ricadute in termini di risultati. Il corso fornisce specifiche conoscenze relative all’applicazione di protocolli per il coinvolgimento dei cittadini in progetti di ricerca partecipativa da svolgere presso centri d’immersione, nell’ambito della subacquea ricreativa.

Saranno fornite conoscenze relative a progetti che possano essere d’interesse locale, nazionale e internazionale, a supporto delle più recenti direttive europee. Saranno applicate tecniche di censimento visivo su i) rifiuti ii) specie marine mediterranee iii) specie aliene iv) di monitoraggio delle risposte fisiologiche dei subacquei alle immersioni e v) di raccolta ed elaborazione dati.

I docenti saranno biologi, ingegneri, medici ed esperti del settore. 
Il corso sarà svolto in collaborazione con PADI, DAN, Reef Check Italia onlus

Il corso, finalizzato alla creazione di una nuova generazione di professionisti della subacquea in grado di operare all’interfaccia fra ricerca e impresa, è rivolto a laureati e dottorandi in diverse discipline delle Scienze del Mare titolari di un brevetto Dive Master (o superiore) di una qualsiasi didattica riconosciuta. Il corso copre argomenti quali ricerca partecipativa in ambito medico e ambientale, tecnologia e marketing per la promozione della citizen science nell’industria subacquea e diversificazione del business nella subacquea ricreativa. Il training, intensivo, si snoda attraverso sessioni in classe e sul campo per esporre i partecipanti sia ai fondamenti della teoria che a scenari realistici durante i quali mettere in pratica quanto appreso. Il corso rilascia una certificazione da parte dell’Università Politecnica delle Marche attestante l’acquisizione delle competenze e di 5 CFU, la certificazione PADI di Research Diver, la certificazione Reef Check Italia di Mediterranean EcoDiver e una certificazione DAN che abilita all’acquisizione dati tramite doppler a tutti i partecipanti che superano la prova finale. Il Researcher Diver PADI si riferisce a un nuovo corso di specialità che può essere insegnato esclusivamente da Istruttori PADI in possesso di un titolo universitario nell’ambito delle Scienze del Mare.

Obiettivi formativi 
Conoscenze: Lo scopo è quello di fornire le conoscenze di base sia teoriche che pratiche sui principali protocolli di progetti di citizen science da svolgersi in ambito mediterraneo su tematiche ambientali e relative alla sicurezza subacquea.
Capacità di applicare le conoscenze: Alla fine del corso, il partecipante sarà in grado di individuare ed applicare i più adeguati progetti di ricerca di CS in relazione a precise problematiche di ricerca, monitoraggio, conservazione e gestione sia su scala locale che internazionale.
Competenze trasversali: La peculiarità delle attività pratiche richiede lo sviluppo di buone capacità di interazione e di coordinamento all’interno di un gruppo di lavoro. Le immersioni svolte durante le esercitazioni potranno essere certificate come immersioni scientifiche e poter quindi contribuire all’ottenimento della certificazione europea di subacqueo scientifico, facilitando la mobilità internazionale dello studente riguardo questo ambito. 

Modalità di erogazione della didattica
La parte teorica è svolta in 40 ore, in una settimana. Il Corso si suddivide in moduli da 4 a 8 ore. Il Tirocinio pratico si svolge presso centri d’immersione ed ha una durata di 10 ore. L’allievo rende conto del lavoro svolto attraverso una relazione che provi la professionalità raggiunta. Il Corso termina con una valutazione orale, una certificazione UNIVPM ed una certificazione congiunta rilasciata da PADI, RCI e DAN

Requisiti
a) Laurea magistrale in Biologia Marina o titoli ritenuti validi ai fini dell’iscrizione dal Comitato Ordinatore del corso; 
b) Padi Dive Master, o certificazione di livello equipollente o superiore 
c) visita medica subacquea in corso di validità (meno di 12 mesi al momento del corso).

I fondali raccontano la storia dell’Adriatico Relitti e opere d’arte (da IlPiccolo di Trieste)

Il 17 dicembre sbarcherà al Salone degli Incanti una curata esposizione sull’archeologia subacquea
di GIULIA BASSO

Il nostro mare Adriatico è come uno scrigno, custode di storie millenarie che aspettano soltanto d’essere riportate in superficie. «Ci sono più relitti sul fondo del mare rispetto alle navi che lo solcano», diceva lo scrittore e saggista croato bosniaco Predrag Matvejevic, grande cantore delle civiltà del Mediterraneo e degli incroci tra i popoli che s’affacciavano sulle sue acque. E’ispirata proprio alle sue parole e alla sua concezione del Mediterraneo come “mare che unisce” la straordinaria mostra che aprirà i battenti il 17 dicembre al Salone degli Incanti, trasformandolo per cinque mesi in un grande mare, in cui il pubblico potrà idealmente immergersi per scoprire un’infinità di storie che per lungo tempo, a volte secoli, a volte millenni, sono rimaste celate sotto le acque. Storie di pace e di guerra, di scambi e traffici commerciali, di incroci di genti e di merci, perfino storie di pirati.

A raccontarle sarà la mostra “Nel mare dell’intimità - L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico”, che per la prima volta, con un’esposizione di 2000 metri quadri, offrirà al pubblico in una visione d’insieme relitti, opere d’arte e oggetti della vita quotidiana, merci destinate alla vendita e attrezzature di bordo letteralmente ripescate dai fondali del nostro mare. Saranno circa un migliaio i reperti in mostra, ciascuno con la propria storia, provenienti dai numerosi giacimenti sommersi e prestati per l’occasione da musei italiani, croati, sloveni e montenegrini.

A collaborare a questa mostra, che è organizzata dal Servizio di catalogazione, formazione e ricerca dell’Erpac (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale Fvg e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Trieste), sono infatti oltre 60 istituzioni culturali italiane e internazionali, tra le quali ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILPICCOLODITRIESTE

Marina della Lobra, attesa per i risultati del sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza (da IlMattino.it)


MASSA LUBRENSE - I resti di una villa Patrizia o un antico santuario? Ipotesi, solo ipotesi. Rimarranno tali fino a quando i tecnici della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’area metropolitana di Napoli non avranno esaminati i rilievi subacquei effettuati ieri mattina, insieme a due sommozzatori del gruppo dei volontari della Protezione civile di Massa Lubrense. Ovviamente, dal sopralluogo, non è trapelata nessuna indiscrezione sulle origini dei reperti archeologici rinvenuti nello scorso mese di settembre nello specchio d’acqua che circonda il porticciolo di Marina della Lobra, nel circondario della Riserva marina protetta di Punta Campanella.

Il sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza era stato richiesto dai vertici del Parco marino per una attenta valutazione dei reperti presenti tra una profondità di tre e nove metri in una vasta area di notevole valenza archeologica. I sub di Massa Lubrense, su segnalazione di un appassionato frequentatore dei luoghi, poco più di un mese fa, si erano trovati davanti in un gran numero di blocchi lapidei cesellati in varie forme e dimensioni.

L'Archeoclub di Massa Lubrense, aveva ipotizzato che potesse trattarsi dei resti di una villa Patrizia o di un antico santuario. Rilievi fotografici sono stati realizzati anche da Marco Gargiulo, esperto di immagini subacquee. La vicenda ha sollevato curiosità, con prospettive sulle potenzialità di un sito destinato ad ampliare l’attenzione degli appassionati del ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILMATTINO.IT

giovedì 23 novembre 2017

Relitti in 3D: archeosub cafoscarini sperimentano la rivoluzione tecnologica (da CAFOSCARINEWS)

La tecnologia sta rivoluzionando le tecniche della ricerca archeologica, sulla terraferma come sui fondali marini. Da qualche anno gli archeosub hanno come compagni di lavoro software che trasformano le foto scattate sott’acqua in dettagliati modelli tridimensionali. E’ un’applicazione nuova di una tecnica nota, la fotogrammetria. Così lo ‘scavo’ in mare diventa più rapido, sicuro, economico.

Ma come cambia la qualità dei risultati? Quali accorgimenti deve osservare il ricercatore per ottenere il massimo dal rilievo? Risponde con uno studio pubblicato dal Journal of Cultural Heritage e ripreso da Science l’archeologo marittimo cafoscarino Carlo Beltrame. Con il suo team, Beltrame è tra i pochi al mondo all’avanguardia sull’utilizzo della fotogrammetria per l’archeologia subacquea, grazie anche alla collaborazione con il laboratorio di fotogrammetria dello IUAV.

Lo strumento principe diventa la reflex, con la quale scattare centinaia di immagini riprendendo il ritrovamento sottomarino da altrettanti punti di vista. La bindella metrica non va in pensione, ma viene srotolata solo per definire la ‘maglia’ topografica di riferimento.

“La fotogrammetria ci permette di risparmiare molti giorni di lavoro sott’acqua - spiega Beltrame, docente di Archeologia marittima e subacquea al Dipartimento di Studi Umanistici - e a poche ore dal rilievo possiamo vedere sullo schermo del computer il modello tridimensionale dettagliato del ritrovamento, con la possibilità di calcolare volumi con un margine d’errore irrilevante. E’ un’autentica rivoluzione”.

Il team ha sperimentato la fotogrammetria su diversi siti a diverse profondità e condizioni ambientali. Il nemici della fotografia, infatti, sono l’oscurità, dovuta alla profondità, la torbidità dell’acqua e la progressiva sparizione dei colori, dovuta sempre alla profondità; ma altri aspetti critici sono ..... CONTINUA A LEGGERE SU CAFOSCARINEWS

Egitto, scoperti tre relitti di epoca romana al largo di Alessandria (da NationalGeographic)

Trovati in mare anche tre aurei di Augusto e una testa di statua attribuita a Marco Antonio

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, le tracce della millenaria storia dell’antico Egitto non si celano solo sotto l’arida sabbia del deserto, ma possono essere trovate anche nelle profondità del mare. Ne è un perfetto esempio la scoperta annunciata ieri da Mostafa Waziry, Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, di tre relitti di epoca romana al largo del porto di Alessandria.

Il ritrovamento è stato effettuato da una missione egiziana del Dipartimento di Archeologia Subacquea del Ministero delle Antichità in collaborazione con l’Institut Européen d’Archéologie Sous-Marine (IEASM). Secondo il capo del Dipartimento, Osama al-Nahas, ce ne sarebbe anche un quarto intuibile dalla presenza di grandi travi di legno sul fondale e di numerosi contenitori ceramici che potrebbero aver fatto parte del carico della nave affondata

L’area indagata si trova tra il porto orientale di Alessandria e la baia di Abu Qir, dove un tempo sorgeva l’antica città di Heracleion (Thonis in lingua egizia) ormai ..... CONTINUA A LEGGERE SU NATIONALGEOGRAPHIC.COM

martedì 21 novembre 2017

TRIESTE. NEL MARE DELL’INTIMITÀ. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico

Il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità (Predrag Matvejević, da Breviario mediterraneo, ed. Garzanti 2007).

A TRIESTE, PER LA PRIMA VOLTA INSIEME, UN MIGLIAIO DI REPERTI DA MUSEI ITALIANI, CROATI, SLOVENI E MONTENEGRINI, PER RACCONTARE A TUTTI, CON GLI OCCHI DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA, LE ROTTE, I PAESAGGI, GLI UOMINI E LE STORIE DEL NOSTRO MARE ADRIATICO.

Oltre 60 istituzioni culturali italiane e internazionali coinvolte, 50 studiosi, per un’esposizione di 2000 metri quadri che racconterà le straordinarie storie che emergono dal nostro mare Adriatico.

Per la prima volta saranno offerti al pubblico in una visione d’insieme relitti, opere d’arte e oggetti della vita quotidiana, merci destinate alla vendita e attrezzature di bordo, circa un migliaio di reperti provenienti dai numerosi giacimenti sommersi e prestati per l’occasione da musei italiani, croati, sloveni e montenegrini.

L’ex Pescheria-Salone degli Incanti di Trieste si trasformerà in un paesaggio d’acqua, un fondale sommerso che permetterà di leggere in maniera più esaustiva l’intensità degli scambi culturali e dei traffici commerciali, la specificità ..... CONTINUA A LEGGERE SU ARCHEOMEDIA

sabato 18 novembre 2017

La Soprintendenza del Mare in Kenya per una Missione archeologica in collaborazione con i musei nazionali del paese africano

Missione archeologica congiunta della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dei Musei Nazionali del Kenya a Malindi-Ngomeini Bay nella Baia di Ngomeini.

La missione è stata sostenuta dall’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi / Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’ambito di un progetto già avviato nel 2016 con l’obiettivo di individuare l’esistenza dei pre-requisiti per una riqualificazione in senso culturale del turismo sulla costa del Kenya, e di promuovere nello stesso tempo in questo Paese l’eccellenza italiana nel settore dell’Archeologia.

La località di Ngomeni Bay, individuata nel corso di una precedente missione in Kenya di Sebastiano Tusa (Marzo 2016), oltre a presentare uno specifico interesse dal punto di vista scientifico, riveste un particolare significato per l’Italia in quanto ospita la base e le piattaforme del Centro Spaziale Luigi Broglio, gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Il gruppo di lavoro, guidato da Sebastiano Tusa e Caesar Bita del Museo Nazionale di Malindi, era composto da Claudio Di Franco, operatore archeologo subacqueo e da Fabio Iorio, operatore esperto nell’uso del Side Scan Sonar (Sonar a Scansione Laterale).

Date le condizioni meteomarine avverse dovute alle abbondanti piogge dei giorni precedenti l’arrivo della missione, le immersioni sono state ridotte al minimo per la visibilità estremamente scarsa dell’acqua. Le maree entranti e uscenti nella Baia di Ngomeini, infatti, con le conseguenti forti correnti che spostano grandi quantità di fango, hanno reso le acque della baia estremamente torbide. Pertanto si è molto lavorato ..... CONTINUA A LEGGERE SU ESPERO.NEWS

mercoledì 15 novembre 2017

La nave Romana Liburna nel porto di Civitavecchia

All’interno della Darsena Romana del Porto di Civitavecchia, esattamente dietro le mura dell’Antica Rocca, è possibile ammirare la bellissima ricostruzione di una sezione di Liburna, antica nave da guerra della flotta romana.





La sezione di nave, riprodotta fedelmente a grandezza naturale (scala 1:1), è opera dell’abilità e della maestria del Com.te Mario Palmieri, direttore del laboratorio di archeologia sperimentale CANS LANS, nell’ambito del Progetto Navalia “Potenza e Tecnologia della Flotta di Roma “, con la consulenza scientifica degli archeologi Barbara Davidde e Roberto Petriaggi dell'Università di Roma Tre.




2 dicembre, Ravenna: INCONTRI CON LA STORIA


Vi segnaliamo che il prossimo sabato 2 dicembre 2017 l'Historical Diving Society Italia ha organizzato a Ravenna una serata conviviale dal titolo INCONTRI CON LA STORIA con Lamberto Ferri Ricchi, Tridente d'Oro 2003.
L'intervento di Lamberto Ferri Ricchi, pioniere indiscusso della speleologia subacquea, Award HDSI 2013, documentato da spettacolari immagini, spazierà non solo dalla speleosububacquea ma coprirà anche tante altre sue attività, a cominciare da importanti scoperte archeologiche per arrivare alla fruibilità turistica delle grotte, attualmente di gran successo.

Trieste, una piccola bitta tra i gioielli riportati a galla dalla “Wien” (da IL PICCOLO)

Recuperati nelle acque fra Servola e Muggia alcuni reperti della corazzata asburgica. Saranno esposti all’ex Pescheria dal 17 dicembre al primo maggio 2018.


MUGGIA. Esistono storie che rimangono sul fondo del mare per molto tempo. A volte, dopo un secolo, riemergono dall’oblìo, per ragioni storiche o spesso ideologiche.

Ieri mattina nello specchio di mare tra Servola e Muggia una parte della storia triestina ha fatto pace con i fantasmi che la tormentavano. Grazie al lavoro del Gruppo sommozzatori dei Vigili del fuoco e l’interessamento dell’Erpac, di concerto con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg, sono stati portati alla luce alcuni frammenti della corazzata asburgica Wien affondata dagli italiani il 10 dicembre 1917.

Giace sul fondale motoso che l’ha tenuta nascosta fino al 2008 quando Stefano Caressa, grazie allo side scan sonar che permette di fotografare i fondali con assoluta precisione, l’ha ritrovata. «L’operazione di recupero - spiega Pietro Spirito, giornalista esperto di storia marittima - ha un carattere altamente simbolico. Questa storia in effetti doveva essere scomoda, visto che gli italiani riuscirono sì a silurarla ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILPICCOLO

sabato 11 novembre 2017

Esplorazione speleosub “Monte Longos – La via per la congiunzione”

Questo documentario, realizzato dalla ComSub – Federazione Speleologica Sarda, descrive le esplorazioni del 2016 che hanno portato alla congiunzione delle varie cavità carsiche della Codula ‘e Llune, nel Supramonte ogliastrino, rivelando la vera entità di questo sistema, che supera i 70 km di estensione totale. Attualmente la grotta più estesa d’Italia.

martedì 7 novembre 2017

Nuova serie della Rivista "L'Archeologo Subacqueo"

E' in distribuzione il primo numero della nuova serie della rivista "L'archeologo subacqueo", ora in versione semestrale e con articoli con note e apparato bibliografico. La rivista cioè si trasforma da newsletter in rivista scientifica, che però manterrà sempre anche la fisionomia di informazione aggiornata sulle varie attività riguardanti l'archeologia subacquea e navale. 
Nato nel 1985, ora la rivista si è dotata di un prestigioso comitato scientifico internazionale e di un sistema di revisione e valutazione della qualità dei contributi pubblicati. Con il vantaggio di pubblicazioni rapide nei fascicoli semestrali e poi della versione open access dopo un embargo di 2 anni. Al momento sono disponibili in accesso libero gran parte delle annate precedenti. Vi invitiamo quindi a sostenere la rivista con l'abbonamento e invitiamo i colleghi a proporre articoli da pubblicare.
Giuliano Volpe (Direttore de L'Archeologo Subacqueo)


giovedì 2 novembre 2017

3 novembre 2017: Proiezione anteprima del documentario "Progetto ALBANUS: dentro l'antico emissario del lago Albano"

Venerdì 3 novembre, nell'ambito dell'incontro FINALMENTE SPELEO, che si è tenuto a Finale Ligure, è stato proiettato in anteprima assoluta una parte del documentario "Progetto ALBANUS: dentro l'antico emissario del lago Albano" di Massimo D'Alessandro.

Il documentario, attualmente in fase finale di produzione e disponibile probabilmente a partire dei primi mesi del 2018, narra la campagna di esplorazione e documentazione in corso da più di tre anni da parte degli speleologi della Federazione HYPOGEA all'interno dell'antico emissario Albano.


Cliccare qui per maggiori informazioni sul progetto di ricerca in corso sull'emissario e sulla Federazione Hypogea

Cerveteri, sabato 4 novembre, conferenza sul colombario rupestre di Ceri

Sabato 4 novembre, nel borgo di Ceri, presso la prestigiosa sala conferenze di Villa Torlonia si svolgerà una conferenza a cura delle associazioni A.S.S.O. e G.A.T.C. sulle cavità artificiali antiche e sulla nuova scoperta del colombario di Ceri. (Ingresso libero, per info: Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it)

Al suo interno centinaia di cellette/nido perfettamente conservate la pongono insieme a quella dell'abitato medievale di Castel Campanile, recuperato e reso visibile dal GATC, come "unicum" in tutto il territorio di Cerveteri, paragonabile ai colombari del Viterbese come Norchia, Blera, Barbarano. L'Allevamento dei colombiformi (piccioni, piccioni viaggiatori, colombi) è una pratica conosciuta nell'antichità sin dal tempo degli Etruschi e dei Romani per le carni, le uova ed il guano , potente letame; famose sono le ricette culinarie sui piccioni di ..... CONTINUA A LEGGERE SU TERZOBINARIO.IT

mercoledì 1 novembre 2017

Servizio del TGR Lazio sul progetto Anagni Sotterranea

Pubblichiamo il video andato in onda il 1 novembre 2017 sul TGR Lazio sulle esplorazioni che stiamo compiendo come Federazione HYPOGEA nei sotterranei della cittadina di Anagni.


martedì 31 ottobre 2017

8-10 dicembre: Corso basico di immersione in grotta organizzato dalla Scuola Speleosub della Società Speleologica Italiana

La Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea della SSI (Società Speleologica Italiana) organizza dall’ 8 al 10 Dicembre 2017 un corso basico di immersione in grotta (Speleosub Primo e Secondo Livello). 

Il corso si terrà in Sardegna a Oliena presso il Centro Nazionale Speleosub della SSI. 

Scopo del corso: fornire le conoscenze teoriche e pratiche per effettuare le prime immersioni in risorgenza e sifone.

Requisiti dei partecipanti: 
Per il corso Speleosub una stella (1° Livello) è diretto ai sub brevettati (minimo DUE stelle tipo CMAS), con buona acquaticità e senza esperienza speleologica. Il corso Speleosub due stelle (2° Livello) è diretto ai sub brevettati (minimo DUE stelle tipo CMAS), con buona acquaticità e con esperienza di progressione speleologica, anche verticale (corso omologato di speleologia). Qualora l'allievo frequenti un corso di speleologia dopo un corso di 1° Livello, può richiedere che il suo brevetto venga convertito in Speleosub 2° Livello. 

Attrezzatura minima richiesta: 
muta umida o stagna, GAV, casco con almeno tre torce montate, reel di soccorso, due bombole separate con attacco din da 7 o 10 lt. di capacità, due erogatori con manometro a frusta, pinne, maschera, piombi, bottom timer e/o computer, cesoie. 

Eventuali richieste di poter usufruire di attrezzature mancanti nella propria configurazione, possono essere fatte all'indirizzo sotto indicato. 

Per informazioni e programma, contattare il Direttore Nazionale della SNSub - SSI
Leo Fancello tel. 0784 94385 - 347 8545951 leofancello@tiscali.it

domenica 29 ottobre 2017

Tablet con sensori subacquei, l'ultima frontiera del turismo archeologico alla XX edizione della BMTA di Paestum (da Ondanews.it)

L’Ambasciatore Francesco Caruso, Consigliere ai Rapporti Internazionali e all’Unesco del Presidente della Regione Campania, ha annunciato ieri, nel corso della XX Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, l’idea di un Progetto, da presentare alla Commissione Europea, per la valorizzazione di tutti i Siti Unesco del Mediterraneo in cooperazione tra i vari Paesi interessati.

“La sede di Paestum, con la sua Borsa – ha spiegato Caruso – potrà essere incubatore o trampolino di lancio e la Regione Campania vuole essere pilota di questa strategia”

Tablet con sensori subacquei per ammirare, nel corso della visita-immersione, come era la Villa con ingresso a Protiro al Parco Archeologico della Città Sommersa di Baia in età romana: è l’ultima frontiera della sfida per la fruibilità del patrimonio in fondo al mare presentata alla BMTA dal Direttore del Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea (NIAS) Barbara Davidde nel corso della Conferenza “Ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso mediterraneo” organizzata in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. 

Uno strumento interattivo che valorizzerà e renderà ancora più suggestiva ed emozionale la visita nel sito, sviluppato dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro MiBACT grazie al progetto internazionale iMareculture finanziato ..... CONTINUA A LEGGERE SU ONDANEWS.IT

sabato 28 ottobre 2017

Progetto Kaukana, 1ª campagna di archeologia subacquea in Sicilia (da QUIUNIUD)

Ricerche sulla nave di epoca bizantina sepolta nei fondali di Punta Secca, nel ragusano.

Prima missione di archeologia subacquea in Sicilia per i ricercatori dell’Università di Udine impegnati nelle acque antistanti Kaukana, in provincia di Ragusa. Il “Progetto Kaukana”, come è stato denominato, vede impegnati l’Unità di archeologia subacquea dell’Ateneo friulano, la Soprintendenza del mare della Regione Sicilia con il sostegno dell’Institute of Nautical Archaeology di College Station (Texas, Stati Uniti). L’indagine unisce, in particolare, l’attività di ricerca a quella di formazione degli studenti di archeologia subacquea. Il progetto è diretto da Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea e navale del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (Dium) dell’Università di Udine, e da Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare della Regione Sicilia. 

La nave nella sabbia 
Obbiettivo della prima campagna, durata tre settimane e conclusa a fine settembre, è stato lo scavo e lo studio di un relitto di nave di epoca bizantina, in località Punta Secca, a 3 metri di profondità, sepolto da circa 2 metri di sabbia. Le attività hanno consentito di analizzare l’architettura dell’imbarcazione attraverso sperimentazioni di sistemi di scavo e di rilievo subacqueo. Punta secca è la località, in comune di ..... CONTINUA A LEGGERE SU QUIUNIUD

sabato 21 ottobre 2017

Un mare di Cultura, alla scoperta dei tesori sommersi della campania (da Parks.it)

Giornalisti specializzati, nazionali ed esteri, hanno viaggiato per 5 giorni attraverso le aree marine protette della Regione per ammirare il meraviglioso mondo sottomarino

(Massa Lubrense, 19 Ott 17) Un progetto innovativo per portare in superficie i tesori sommersi della Campania. Le aree marine protette della regione insieme per la prima volta per promuovere il turismo subacqueo e archeologico. Un mondo meraviglioso, ricco di storia e di biodiversità ma non sempre conosciuto. Per questo la regione Campania ha finanziato "Un mare di cultura", un Press Tour che ha coinvolto giornalisti specializzati di testate nazionali ed estere in un breve viaggio di 5 giorni via mare con soste a terra per incontri con le realtà locali. Si è andati dal porto romano di Santa Maria di Castellabate, alle ville marittime e alla biodiversità di Punta Campanella e della penisola sorrentina, dai resti archeologici di Baia e Gaiola al porto romano di Ischia. Tra i partecipanti, giornalisti de Il Corriere della Sera, Il messaggero, Il Sole 24ore, l'Ansa, El Mundo e France Press. 

Il tour è partito da Santa Maria di Castellabate con la conferenza di apertura a cui hanno partecipato il vice sindaco della cittadina di Benvenuti al Sud, Luisa Maiuri, il presidente del Parco nazionale del Cilento, Tommaso Pellegrino, il Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, Alberto Mandrillo e il Presidente dell'AMP Punta Campanella, Michele Giustiniani. Ha moderato, presentando l'iniziativa, Antonino Miccio, direttore dell'AMP di Punta Campanella e dell'AMP Regno di Nettuno. 

Poi sono cominciate le visite guidate, con Alessandra Benini, esperta di archeologia subacquea e le guide dell'AIGAE (associazione italiane guide ambientali escursionistiche). Visita al Parco nazionale ..... CONTINUA A LEGGERE SU PARKS.IT

lunedì 2 ottobre 2017

dal 5 al 7 ottobre: FARAGOLA SIAMO NOI : DALLE CENERI ALLA RICOSTRUZIONE



Nelle giornate del 5, 6 e 7 ottobre a Ascoli Satriano e nell’area archeologica di Faragola si svolgeranno varie iniziative a un mese dal drammatico incendio, che nella notte tra il 6 e il 7 settembre, ha provocato ingenti danni ad uno dei siti archeologici più importanti della Puglia e d’Italia. 

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, per il tramite del Segretariato Regionale e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province BAT e Foggia, la Regione Puglia, il Comune di Ascoli, l’Università di Foggia, la Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, con il sostegno e supporto della Fondazione Apulia felix onlus e del progetto di ricerca‘Archeologia al Futuro’, hanno voluto sia proporre un momento di riflessione su quanto accaduto sia favorire l’immediato avvio di una nuova fase a partire da un confronto sul futuro di Faragola. 

sabato 30 settembre 2017

"TRAIANO OPTIMUS PRINCEPS" - I porti dell'Imperatore- Convegno 4 ottobre 2017 - Civitavecchia



CONVEGNO TRAIANO OPTIMUS PRINCEPS – I PORTI DELL’IMPERATORE 
Mercoledì 4 ottobre 2017 
Sala Convegni AdSP - Civitavecchia

PROGRAMMA

Moderatore: Andreas M. Steiner – Direttore rivista specializzata “Archeo” 

09.00-09.30 REGISTRAZIONE PARTECIPANTI 

09.30-10.00 INTRODUZIONE E SALUTI 

Avv. Francesco Maria di Majo 
Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale 
Dott.ssa Alfonsina Russo 
Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Roma e L’Etruria Meridionale 
Ing. Antonio Cozzolino 
Sindaco di Civitavecchia 
CV(CP) Vincenzo Leone 
Comandante Direzione Marittima del Lazio 

10.00-11.30 PRIMA SESSIONE – CIVITAVECCHIA, IL PORTO DI TRAIANO 

“Civitavecchia, il Porto di Traiano” 
Ing. Alberto Noli 
Professore esperto in opere idrauliche e marittime 

“Dopo Traiano” 
Arch. Francesco Correnti 
Direttore generale dell’Ufficio Consortile Interregionale della Tuscia – Ispettore onorario del MiBAC 

“Il Porto di Civitavecchia tra presente e futuro” 
Ing. Giuseppe Solinas 
Dirigente Ufficio Progetti Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale 

11.30-12.00 COFFEE BREAK 

12.00-13.30 SECONDA SESSIONE – LA POTENZA DELLA MARINERIA ROMANA 

“Navi militari e mercantili romane del periodo di Traiano” 
Ammiraglio Cristiano Bettini 
Autore del libro “Oltre il fiume oceano” 

“Traiano al timone - Le forze navali e la politica marittima dell'Optimus Princeps” 
Ammiraglio Domenico Carro Storico navale di Roma antica 

“Studio e realizzazione di un modello al vero della sezione prodiera della Liburna raffigurata nella scena LXXXII della Colonna Traiana” 
Dott. Roberto Petriaggi 
Direttore “Archaeologia Maritima Mediterranea” 
Com.te Mario Palmieri 
Direttore Centro Archeologico Studi Navali 

"L’Università degli Studi di Roma Tre e il CANS-LANS insieme per la divulgazione della conoscenza della costruzione navale antica attraverso lo studio teorico e l’esperienza di laboratorio” 
Dott.ssa Barbara Davidde Petriaggi 
Università degli Studi Roma Tre 

A seguire, sarà possibile visionare la porzione ricostruita di Liburna Romana esposta presso l’Antica Rocca nel Porto Storico.