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GRAZIE PER IL TUO 5x1000 ALLA A.S.S.O. E RINNOVO INVITO PER IL 2018



Vogliamo ringraziare di cuore chi ha voluto devolvere alle nostre attività la propria quota negli anni scorsi ed estendiamo l’invito alla donazione del 5X1000 anche per quest'anno, indicando nel riquadro CUD riservato al “Sostegno delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale” il nostro codice fiscale 92003990584. Mentre coloro che ci conoscono lo sanno bene, perché altri dovrebbero pensare ad ASSO ?

giovedì 14 giugno 2018

Una città sommersa come Atlantide nel mare Adriatico? Questo il mistero del nuovo romanzo "I MISTERI DI HATRIA" di Niky Marcelli.

La A.S.S.O. è lieta di annunciare l'uscita del nuovo romanzo di Niky Marcelli a cui abbiamo avuto modo di collaborare con vero piacere.

Esiste veramente una Atlantide in mezzo al mare Adriatico? E le sue strade sono realmente lastricate d’oro come afferma una leggenda narrata in un frammento di Plinio il Vecchio? Il professor Ruggero Marcòn era un pazzo visionario, come sostenevano i suoi colleghi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, o l’autore di una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi? 

Sara Varzi, la Contessa Rossa, e la giornalista Anna “Care” Caremoli, sua inseparabile compagna d’avventure, non hanno dubbi: dietro ad ogni leggenda c’è sempre un fondo di verità e loro sono del tutto intenzionate a scoprirla. Se non altro, per aiutare Alice, giovane figlia di Marcòn. 

Ma anche altri personaggi, molto pericolosi, sono alla ricerca della città perduta e, questa volta, Sara e Care rischieranno davvero moltissimo in fondo al mare, quando si troveranno di fronte un sottomarino assolutamente deciso a liberarsi di loro. Dalle sponde di Cesenatico e Venezia, fino alle coste della Croazia, in un susseguirsi serrato di colpi di scena e di situazioni da cardiopalma, le due ragazze dovranno mettercela davvero tutta per restare vive e svelare alla fine i misteri di Hatria.

lunedì 11 giugno 2018

Capo Sant'Elia, recuperate in mare due ancore di epoca romana (da L'UNIONE SARDA)

Nelle acque antistante il Capo Sant'Elia a Cagliari, a una profondità di 40 metri, sono stati recuperati due ceppi d'ancora in piombo di epoca romana del periodo tardo repubblicano (I sec. a.C. – II sec. d.C.), della lunghezza di 135 centimetri. 

I reperti sono stati recuperati grazie all'operazione del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e quello Subacquei della Compagnia Carabinieri di Cagliari. 
Il piano di controllo, in collaborazione ..... CONTINUA A LEGGERE SU L'UNIONESARDA.IT

mercoledì 6 giugno 2018

HELP THE OCEAN: un'opera d'arte ma anche un grido di allarme per il nostro pianeta


E' un vero piacere per noi della A.S.S.O. aver collaborato alla realizzazione delle riprese video dall'alto dell'installazione artistica HELP THE OCEAN dell’artista Maria Cristina Finucci, che sarà visibile dal 9 giugno al 29 luglio nella magnifica cornice del Parco Archeologico del Colosseo ai Fori Imperiali a Roma. Un grido d’allarme sullo stato del nostro pianeta. Le riprese aeree, che faranno poi parte di un video, sono state realizzate dal pilota di droni Francesco Marsala, da sempre partner storico della nostra associazione per le attività di ripresa e rilievo aeree.

L’opera fa parte del ciclo, iniziato dall’artista nel 2013, con la fondazione di un nuovo Stato Federale, il Garbage Patch State, il secondo Stato più vasto al mondo con i suoi 16 milioni di kmq, che comprende le cinque principali “isole” di plastica presenti negli oceani. formata da un insieme di gabbioni di rete metallica, messi a disposizione dal Gruppo Maccaferri, rivestiti da un ricamo di sei milioni di tappini di plastica colorati, vuole simulare un ritrovamento archeologico che potrebbe essere un giorno emblematico della nostra era, ribattezzata quindi come l’“età della plastica”.

Solo da una visione dall’alto però si potrà notare che questa peculiare costruzione forma le quattro lettere della parola HELP, la richiesta di aiuto di un’intera epoca storica, la nostra, finalmente conscia del proprio avviato processo di autodistruzione. Di notte la gigantesca scritta – si illumina – grazie ad ENEL X – ed è visibile anche da via dei Fori Imperiali. Il progetto è sostenuto da Fondazione Bracco. Un’opera d’arte contemporanea al servizio della nostra terra.

domenica 27 maggio 2018

Beni culturali, nasce il parco archeologico subacqueo di Lerici (da genova.repubblica.it)

Sarà accessibile anche ai disabili, si potranno scoprire parti di una grande colonna romana in marmo.

A sette metri sotto la superficie del mare, a Lerici, nasce il sito archeologico della Baia della Caletta: si potrà visitare con eccezionali visite subacque perché diventerà, a tutti gli effetti, un parco archeologico subacqueo della Liguria. Nei giorni scorsi il soprintendente per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria, Vincenzo Tinè, ha firmato una convenzione con il Comune di Lerici, per la valorizzazione e la gestione del sito.

Giacciono sul fondo due di tre grandi rocchi semilavorati, in marmo bianco di Carrara, che componevano una colonna monumentale di epoca romana: uno dei tre blocchi si trova invece in superficie, all'interno dell'area archeologica di Luni. "Dalle analisi effettuate è possibile individuare da quali cave provenga il marmo utilizzato - spiega il coordinatore del servizio tecnico di Archeologia subacquea, Simon Luca Trigona - si trovano nel bacino marmifero di Torano, nelle Alpi Apuane, che erano le antiche cave della città romana di Luni. La colonna era alta 11 metri ed era destinato a un complesso architettonico di grande impegno, in una delle città maggiori della Gallia e della Spagna".

Ciò che rende speciale la convenzione è la tipologia di visite guidate: saranno aperte a tutti, il fondo particolarmente basso permetterà davvero a chiunque di provare a conoscere il museo subacqueo. Anche i ..... CONTINUA A LEGGERE SU GENOVA.REPUBBLICA.IT

giovedì 17 maggio 2018

Bari, 30 maggio 2018, CORSO DI SPELEOLOGIA SUBACQUEA

30 maggio 2018. ore 18:00

AULA MAGNA del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali
Università degli studi di Bari "Aldo Moro"
Campus Universitario - Via Orabona, 4 Bari

I CORSO DI SPELEOLOGIA SUBACQUEA


giovedì 10 maggio 2018

21 maggio: Conferenza "Alle foci del Tevere: storia, territorio, attualità"

Lunedì 21 maggio 2018, ore 9.00 
Convegno "Alle foci del Tevere: territorio, storia, attualità"
Aula “Giuseppe Dalla Vedova” Palazzetto Mattei in Villa Celimontana 
Via della Navicella 12, Roma





domenica 22 aprile 2018

Archeologi Cinesi inziano la loro prima missione in mare (fonte: CCTV+)

Il 18 aprile è salpata da Sanya, nella provincia cinese di Hainan, la nave oceanografica Tuanso-1 per effettuare la prima missione archeologica in alto mare del paese.
Sei archeologi a bordo del sommergibile Shenhai Yongshi (Deep Sea Warrior) completeranno sei immersioni nelle acque al largo di Beijiao delle Isole Xisha come parte di un'indagine archeologica, secondo l'Amministrazione statale dei beni culturali (SACH). Le immersioni, che vanno da sei a otto ore ciascuna, variano in profondità da 50 a 200 metri, anche se possono immergersi fino a 1.000 metri se necessario. Il sommergibile con equipaggio è progettato per raggiungere una profondità massima di 4.500 metri.

La missione promuoverà l'istituzione di un meccanismo interdisciplinare per l'archeologia e getterà solide fondamenta per una migliore protezione dei reperti culturali sottomarini, secondo Song Jianzhong, vice direttore del National Centre of Underwater Cultural Heritage. "Il Mar Cinese Meridionale rappresenta i due terzi delle acque marine della Cina, o circa 2 milioni di metri quadrati, e la sua profondità in media supera i 1.000 metri Se vogliamo proteggere i resti culturali sottomarini nel Mar Cinese Meridionale, con la maggior parte delle reliquie nascoste in alto mare, prima dobbiamo conoscere alcune informazioni di base sul mare, è il lavoro che non potevamo fare 30 anni fa ", ha detto Song. "Sappiamo che è una buona opportunità per effettuare esplorazioni subacquee con l'uso dello Shenhai Yongshi, che ci fornisce una piattaforma per le immersioni", ha aggiunto. 

Fondamentale per la via della seta marittima del XXI secolo, il mare che circonda le Isole Xisha è un centro di scambio culturale per diversi paesi. È anche importante per la ricerca e la protezione dei resti subacquei lasciati dalle antiche navi. La nave oceanografica Tansuo-1 è di proprietà dell'Istituto di scienza e ingegneria del mare profondo (IDSSE) sotto l'Accademia cinese delle scienze. Nel settembre 2017, l'IDSSE e il Centro nazionale del patrimonio culturale subacqueo hanno firmato un accordo quadro di cooperazione per promuovere il lavoro archeologico del mare profondo del paese. Un laboratorio archeologico di acque profonde è stato istituito congiuntamente dalle due parti a gennaio.

VEDI QUI LA NOTIZIA ORIGINALE SU CCTV+ (VIDEO IN LINGUA CINESE)

lunedì 16 aprile 2018

THE TERROR, la nuova serie su Amazon Prime Video basata sulla storia vera della scomparsa dei velieri EREBUS e TERROR


E' in onda su AMAZON PRIME VIDEO l'avvincente serie TV THE TERROR che racconta l'affascinante e drammatica vicenda della "spedizione perduta di Franklin", una missione nel mare artico del 1845 in cui scomparirono le due navi e tutto il loro equipaggio.

La serie televisiva, prodotta da Ridley Scott, si basa per la sua ricostruzione di fantasia sul romanzo dal titolo omonimo scritto nel 2007 da Dan Simmons che rappresenta solo l'ultimo racconto di questa incredibile e misteriosa vicenda che da Charles Dickens a Jules Verne, da Clive Cussler a Sinead O'Connorha continuato ad affascinare scrittori ed artisti di tutti i tempi.


Il trailer originale della serie in onda anche in versione italiana su Amazon Prime Video

La "spedizione perduta di Franklin" fu un viaggio di esplorazione artica guidato dal Capitano Sir John Franklin partito dall'Inghilterra nel 1845. Franklin, ufficiale della Marina britannica ed esperto esploratore, aveva già preso parte a tre precedenti spedizioni artiche, le ultime due come comandante in capo. Con la sua quarta e ultima, che intraprese all'età di cinquantanove anni, si proponeva di attraversare l'ultimo tratto, fino ad allora mai percorso da nessuno, del passaggio a nord-ovest. Dopo alcune traversie i due velieri EREBUS e TERROR sotto il suo comando rimasero bloccate dai ghiacci nello stretto di Vittoria, nei pressi dell'Isola di Re William nell'artico canadese. Tutti i membri della spedizione, Franklin e 128 uomini, non furono mai più ritrovati. (fonte Wikipedia; Cliccare qui per approfondire e leggere tutta la storia).

Dal 1850 e fino ai nostri giorni molte spedizioni di ricerca e di indagine hanno cercato di chiarire la dinamica della vicenda e i motivi della scomparsa completa dell'equipaggio. 
Le navi erano ben attrezzate e la spedizione era organizzata per resistere fino a 5 anni bloccati nei ghiacci o muoversi verso rotte più a sud nel periodo estivo di disgelo della banchisa. 

Ma la notizia più eccezionale è stata quando nel 2014 e nel 2016 due spedizioni di ricerca del Governo Canadese e della Arctic Foundation rivelano di aver ritrovato a profondità raggiungibili i due relitti dell'EREBUS (-12 mt) e della TERROR (- 93 mt) che, ben conservati grazie al freddo artico, riappaiono dopo più di 150 anni a seguito della riduzione della banchina artica dovuta ai cambiamenti climatici.

Attendiamo ora l'organizzazione delle spedizioni di ricerca che forse ci aiuteranno a capire meglio la dinamica dell'evento e raccontare storicamente la disperata e drammatica vicenda dei 129 uomini scomparsi nella "spedizione perduta di Franklin".

La EREBUS e la TERROR nei due articoli (in italiano) di National Geographic dedicati al ritrovamento.

                             

La EREBUS e la TERROR nei principali servizi video (in lingua inglese) dedicati al rivenimento:






mercoledì 11 aprile 2018

Archeologia subacquea: il mitico Oro di Atlantide al Museo di Gela (da Messinaora.it)

Presentati nei locali del Museo archeologico regionale di Gela i reperti subacquei recuperati dalla Soprintendenza del Mare nel corso delle campagne di indagine. Interventi effettuati negli ultimi anni in collaborazione con la Guardia di Finanza ROAN di Palermo, la Capitaneria di Porto di Gela e il subacqueo gelese Francesco Cassarino. Esposti i lingotti che facevano parte di un prezioso carico trasportato da un’antica nave naufragata a qualche centinaio di metri dalla costa gelese, ad una profondità di circa cinque metri. I lingotti sono di un metallo particolare, chiamato “oricalco”, definito l’Oro di Atlantide. Una lega di rame e zinco simile al nostro ottone e considerato nell’antichità un metallo prezioso e al terzo posto per valore commerciale dopo l’oro e l’argento.

La scoperta dei lingotti di oricalco è tra le più importanti di questi ultimi anni sia perché costituisce ununicum come ritrovamento, sia perché i reperti finora conosciuti forgiati con questa lega sono molto rari. Inoltre esposti due elmi corinzi provenienti dai fondali di contrada Bulala: si tratta di due oggetti molto simili tra di loro, inquadrabili nella tipologia dell’elmo diffuso in Grecia tra il 650 e il 450 a.C. Sono costituiti da un’ampia calotta con paranaso rettangolare allungato e da due ampie paragnatidi. Una fila di piccoli fori ..... CONTINUA A LEGGERE SU MESSINAORA.IT

sabato 7 aprile 2018

Roma, la neve allla VILLA DEI QUINTILI - Rome, VILLA DEI QUINTILI under the snow (2018)

In collaborazione con il PARCO ARCHEOLOGICO DELL'APPIA ANTICA (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) rendiamo disponibile un breve video, realizzato da A.S.S.O. e DRONE SOLUTION, nell'area della VILLA DEI QUINTILI realizzato nel giorno della nevicata a Roma, 26 febbraio 2018.


Riprese video aeree con drone: FRANCESCO MARSALA (www.dronesolution.it
Montaggio video: MASSIMO D'ALESSANDRO (www.massimodalessandro.com
Musiche: EDIZIONI FLIPPER MUSIC (www.flippermusic.it

giovedì 29 marzo 2018

La neve al Parco Archeologico del Colosseo (febbraio 2018)

Grazie alla disponibilità del PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) rendiamo disponibile un breve video, realizzato da A.S.S.O. e DRONE SOLUTION, nell'area del COLOSSEO, PALATINO e FORI nel giorno della nevicata a Roma, 26 febbraio 2018. 



Riprese video aeree con drone: FRANCESCO MARSALA (www.dronesolution.it)
Montaggio video: MASSIMO D'ALESSANDRO (www.assonet.org
Musiche: EDIZIONI FLIPPER MUSIC (www.flippermusic.it)

lunedì 19 marzo 2018

22 marzo: Progetto Liburna (Mostra "Nel mare dell'intimità" - Trieste)

Nell'ambito degli eventi collaterali della mostra "Nel mare dell'intimita'" che è in corso a Trieste, al Salone degli Incanti fino al 1° maggio 2018, il 22 marzo alle 18 Danilo Leone, Mariuccia Turchiano (Università di Foggia) e Giuliano Volpe (Presidente del Consiglio superiore dei beni Culturali e paesaggistici, già Rettore dell'Università di Foggia) presenteranno il PROGETTO LIBURNA.
Questo importante progetto di ricerca, che prendeva il nome dalla liburna, la tipica imbarcazione illirica, ha messo a fuoco l'archeologia dei paesaggi costieri dell'odierna Albania, tra la baia di Valona ed il promontorio di Kalaburun.
A partire dal 2006, le indagini subacquee e lungo la riva hanno raccolto una ricca serie di informazioni sulle frequentazioni preromane e romane, medievali e di età moderna che permettono di rintracciare fasi e modi del popolamento antico.
Nel corso della presentazione verrà proiettato il documentario "Albania: la storia sommersa" di Massimo D'Alessandro (Produzione A.S.S.O. onlus).

mercoledì 14 marzo 2018

Cimitero sommerso di 7 mila anni stravolge le teorie archeologiche (da EPOCHTIMES)

A circa trecento metri dalle coste della Florida, la straordinaria scoperta di un sito di sepoltura di oltre 7 mila anni ha portato a un rivoluzionario progetto archeologico: il Manasota Key Offshore (Mko), oltre ad aiutare gli studiosi a comprendere abitudini di vita e habitat dei Floridian indigeni di allora, potrebbe stravolgere le attuali teorie archeologiche sottomarine.

Secondo quanto ha annunciato il segretario di stato statunitense Ken Detzner il 28 febbraio scorso sul sito del dipartimento di Stato della Florida, le indagini archeologiche hanno localizzato nel Golfo del Messico un sepolcreto ancestrale di nativi americani senza precedenti: un antico luogo di sepoltura che giaceva sul fondo di uno stagno d’acqua dolce, ricoperto da un sottile strato di torba che ha contribuito a conservarlo.

Dopo aver studiato l’area di quasi un ettaro, anche l’ufficio per le ricerche archeologiche (Bar) – divisione delle Risorse Storiche del Dipartimento (Dhr) incaricata di proteggere i resti umani non marcati di oltre 75 anni – ha confermato l’esistenza di un sito preistorico del periodo arcaico antico. «Vedere un sito di 7 mila anni così ben conservato nel Golfo del Messico è fonte di grande ispirazione – dichiara il supervisore di archeologia subacquea per il Bar, dottor Ryan Duggins – Siamo veramente onorati da questa esperienza. Però, è importante ricordare che questo è un luogo di sepoltura e deve essere trattato con il massimo rispetto. Ora sappiamo dell’esistenza di questo tipo di sito sulla piattaforma continentale, e questo cambierà per sempre il modo in cui ci avviciniamo all’archeologia marittima. Mentre continuiamo..... CONTINUA A LEGGERE SU EPOCHTIMES

sabato 10 marzo 2018

Sperlonga, dalla spiaggia riemerge un bellissimo capitello greco

Un’importante scoperta archeologica è avvenuta questa mattina sulla spiaggia di Sperlonga, dove nei pressi della Grotta di Tiberio è stato recuperato un capitello romano. Il reperto è stato ritrovato ieri mattina da alcuni pescatori del luogo, che hanno informato le autorità competenti. Le delicate operazioni di scavo e recupero sono state effettuate dai tecnici della nostra Onlus A.S.S.O. sotto la direzione del responsabile territoriale, archeologo della Soprintendenza ai beni culturali, Francesco Di Mario, e dell’assessore Stefano D’Arcangelo, della portavoce del Comune di Sperlonga Irene Chinappi, e del delegato Franco De Fabritiis.

“Riteniamo che l’evento sia importante non solo per il singolo capitello quanto per l’ulteriore testimonianza dell’enorme quantità di reperti romani giacenti nei pressi di quel luogo e della necessità di promuovere scavi subacquei”, ha dichiarato la portavoce Chinappi. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un capitello di origine greca, di un metro di diametro, di fattura piuttosto rara, databile intorno al 40 a.C. e che potrebbe appartenere alla Villa di Tiberio sita nelle vicinanze.


RASSEGNA STAMPA: 

venerdì 9 marzo 2018

14 marzo, ore 20, presso "AcquaAzzurra" (Roma): conferenza di Mario Mazzoli sull'Archeologia Subacquea


Il 14 marzo alle ore 20, presso il club subacqueo "AcquaAzzurra", in Roma, Via Tuscolana 626-630, Mario Mazzoli, Direttore Generale A.S.S.O., terrà una conferenza di archeologia subacquea dal titolo "NAVI AFFONDATE". Ingresso libero.

martedì 6 marzo 2018

Ecco il robot subacqueo che ha recuperato dei tesori del 17esimo secolo (Progetto OceanOne)


Un gruppo di archeologi subacquei ha esplorato i resti sommersi del tesoro di Re Luigi XIV, ma nel loro equipaggio era presente un membro molto speciale. Si trattava di OceanOne, un robot umanoide sviluppato a Stamford che include una “visione umana, feedback tattile ed un cervello artificiale”. Questo ha aiutato gli archeologi a recuperare i tesori del diciassettesimo scolo dal fondo del mediterraneo. Il robot è stato originariamente costruito per lo studio delle barriere coralline del Mar Rosso, dove è necessario un tocco delicato, ma le sue capacità hanno permesso ai ricercatori di utilizzarlo anche per altri scopi.


La coda contiene delle batterie, un computer ed otto propulsori, ma è la metà anteriore che ricorda il viso di un umano dal momento che include due occhi con visione stereoscopica e due agili bracci articolati. Il cervello dei robot lavora con dei sensori tattili in modo tale che le mani non schiaccino gli oggetti fragili, mentre il sistema di navigazione è in grado di mantenere il corpo stabile anche nei mari turbolenti. La sua agilità permetterà ad OceanOne di rivelarsi utile anche in ambienti sottomarini pericolosi come il sito di Fukushima Daichi.

venerdì 2 marzo 2018

SVIZZERA: Proteggere l’archeologia subacquea, il Ticino dice sì (da TicinoOnLine)

Il Dipartimento del territorio condivide la scelta della Confederazione di aderire alla Convenzione della protezione del patrimonio culturale subacqueo.


BELLINZONA - I siti archeologici lacustri, o i siti preistorici sommersi svizzeri, presto potrebbero venire tutelati dalla Confederazione. Berna ha infatti deciso di aderire alla Convenzione internazionale della protezione del patrimonio culturale subacqueo. Il Dipartimento del territorio ticinese ha condiviso tale scelta durante la procedura federale di consultazione, sottolineando che la responsabilità in questo ambito è data in termini generali dalla partecipazione a livello internazionale alla protezione e conservazione delle specifiche testimonianze culturali, come pure dal fatto che, la Svizzera è ricca di questi ritrovamenti.

I siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, fra cui quelli svizzeri, sono stati riconosciuti nel 2011 quale patrimonio dell’umanità UNESCO. L’archeologia subacquea svizzera vanta una lunga esperienza e un alto grado di professionalità applicando già oggi le regole previste dalla Convenzione. L’adesione alla Convenzione non modificherà le indagini ..... CONTINUA A LEGGERE SU TICINO ON LINE

giovedì 1 marzo 2018

Albenga, le terme sulle palafitte scoperte nel fiume Centa (da IlSecoloXIX)

Albenga - Sono danni “provvidenziali” quelli causati dalla piena del Centa del 24 novembre 2016. Sì, perché nonostante abbiano inflitto ulteriori ferite all’area archeologica di San Clemente - già di per sé delicatissima, perché incastonata nell’alveo del fiume ingauno – hanno portato al rinvenimento di nuovi resti che confermano come Albenga possa fregiarsi del titolo di regina dell’archeologia, a livello ligure e non solo.


Le indagini condotte dagli esperti dello Stas (Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea della soprintendenza ligure) su teschi e materiali riaffiorati dall’acqua hanno rivelato la presenza di un particolare tipo di costruzione, che rappresenta un “unicum” nella nostra regione. Si tratta di una serie di palificate lignee, che sorreggevano parte delle antiche terme, e che gli studiosi considerano una novità assoluta in Liguria: «Non esiste un solo esempio simile in tutta la nostra regione – conferma il funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria, Marta Conventi – Si tratta di una tecnica ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILSECOLOXIX

martedì 20 febbraio 2018

L'Associazione A.S.S.O. e il CENTRO SUB CASTELLI con il patrocinio del PARCO DEI CASTELLI ROMANI organizza ad Albano Laziale (Roma) il 24 e 25 marzo 2018 un CORSO SUBACQUEO DI INTRODUZIONE ALL'ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE.





venerdì 16 febbraio 2018

WSense, il Wi-Fi sottomarino (da WIRED)


Si chiama WSense ed è il nuovo progetto italiano che consentirà di comunicare sott’acqua e dare il via ad infinite applicazioni

Comunicare sott’acqua e a grandi distanze attraverso un sistema complesso di connessioni ultrarapide. Sembra l’inizio della trama dell’ultimo film di fantascienza, invece è solo l’ennesimo progetto partorito dalla mente geniale e creativa di un gruppo di ricercatori italiani che hanno dato vita a WSense, una sorta di Wi-Fi subacqueo. Perché se è vero che l’Italia è l’ultima della classe per quanto riguarda la velocità di connessione internet, è pur vero che in termini di intuizione, ingegno e anche un pizzico di follia, i ricercatori italiani hanno ormai maturato un netto vantaggio rispetto al resto del mondo.

Dopo l’Internet delle cose con i suoi 6 milioni di oggetti interconnessi, il mondo della tecnologia si prepara ad accogliere un nuovo progetto che potrebbe portare la comunicazione in una dimensione decisamente insolita e lontana dalle formule tradizionali. Il nuovo progetto WSense, lo spin-off nato nel dipartimento di informatica dell’università La Sapienza, porterà infatti la comunicazione sott’acqua e permetterà di inviare informazioni, immagini e persino di chattare, attraversando le infinite distanze dei mari e degli oceani.

Nato anche grazie alla collaborazione ..... CONTINUA A LEGGERE SU WIRED

sabato 3 febbraio 2018

Corso di III livello in PROGRESSIONE, ARMO e SICUREZZA in CAVITA' ARTIFICIALI


Corso di III livello sulle Cavità Artificiali: Progressione, armo e sicurezza in cavità artificiali.

Interverranno per le docenze speleologi artificiali di tutta Italia . Il corso si articola in tre edizioni uguali tra loro, posizionate geograficamente per facilitare l’accesso a tutti gli interessati, la prima a Urbino (PU) il 17-18 marzo 2018, la seconda a Schilpario (BG) il 21-22 luglio 2018 e la terza a Bacoli (NA) il 13-14 ottobre.
Per ogni edizione sarà organizzata una escursione in una cavità artificiale di particolare interesse archeologico, storico o tecnologico. Oltre all’escursione prevista dal corso il secondo giorno, la domenica, al termine del corso per chi vuole sarà organizzata una escursione più articolata ed interessante.

A QUESTO LINK è disponibile il programma completo contenente tutte le informazioni per poter partecipare.

E' previsto un numero massimo di iscritti per edizione (20) quindi, se interessati, è bene affrettarsi. L’iscrizione al corso avverrà obbligatoriamente attraverso la scheda di iscrizione messa a disposizione sul sito SSI all’indirizzo:
http://speleo.it/site/index.php/corsi-16026/531-corso-di-iii-livello-progressione-armo-e-sicurezza-in-cavita-artificiali 
e previo pagamento dell’intera quota di iscrizione.

Divers find two centuries-old shipwrecks in the Baltic Sea (from THELOCAL.SE)



Two shipwrecks, including one possibly dating back to the 14th century, have been found at the bottom of the sea as part of a project to open a new maritime museum in Stockholm.

Maritime archaeologists made the discoveries just before Christmas while diving in the archipelago to take pictures and gather material for the planned museum, a spokesperson for the Swedish National Maritime Museums told The Local.

Historic vessels are a fascinating, but not unusual, discovery in the Baltic Sea's shipwreck graveyard (there are at least 100 intact ships on the Baltic seabed). The water is too brackish for shipworm, which means that a huge number of wooden ships have survived on the bottom of the sea with almost intact hulls for centuries.

Most shipwrecks found in Stockholm are from the 17th and 18th centuries, Sweden's maritime heyday, but one of the new finds is thought to be from the 14th or 15th century. Mostly submerged in the mud on the seabed, ..... SEE MORE ON THELOCAL.SE

martedì 23 gennaio 2018

Palinuro, 4-10 giugno2018: Stage di Biologia Marina e Subacquea "Le biocostruzioni marine"


Tra le tante iniziative dell'AIOSS (Associazione Italiana Operatori Tecnici Subacquei) in programma per il 2018 vi segnaliamo lo stage di biologia marina e subacquea scientifica, che ha per tema: "Le biocostruzioni marine" e che si volgerà a Palinuro il 4-10 giugno 2018. Tra i docenti vi sono Maria Cristina Gambi, Monica Montefalcone e Marco Oliverio, mentre l'organizzazione è curata dal Palinuro Diving Center di Fabio Barbieri. Per qualunque informazione di prega di contattare direttamente gli organizzatori.


giovedì 18 gennaio 2018

Scoperta in Messico la grotta allagata più lunga al mondo: 347 chilometri di reperti archeologici (da LA STAMPA)


In Messico, nella penisola dello Yucatan, è stata scoperta la grotta allagata più «lunga» al mondo. Almeno, è quello che sostengono i sommozzatori del Great Maya Aquifer Project che hanno scoperto un passaggio naturale che unisce due cave che sino ad ora si pensavano indipendenti. Un varco strettissimo, in cui i sub sono passati togliendosi le bombole dalle spalle, grazie a cui si crea un’unica lunghissima grotta subacquea di 347 chilometri. Avete letto bene, più della distanza che c’è fra Torino e Bologna.

La «nuova» grotta da record si trova a Tulum e unisce Sac Actun (quella che fino ad oggi veniva considerata la più lunga del mondo) con il cenotes Dos Ojos. Per «mapparla» integralmente, il team ha lavorato per oltre dieci mesi, con quotidiane immersioni subacquee e lunghi lavori di ricerca speleologica.

Secondo le regole della speleologia, quando due sistemi di grotte sono collegati, la grotta più grande «assorbe» la più piccola, quindi il nome di quest’ultima scompare. Così, il Sac Actun System è ora considerato il più grande del mondo. E vista la presenza di altre grotte subacquee nelle vicinanze, non è da escludere che la sua lunghezza potrebbe ancora aumentare.

Secondo il Quintana Roo Speleological Survey, solo nel nord di Quintana Roo ci sono 358 sistemi di grotte sommerse, che rappresentano ..... CONTINUA A LEGGERE SU LASTAMPA.IT

giovedì 11 gennaio 2018

Pavlopetri, la città inabissata del Peloponneso (da Liguria Nautica)

Nel mar Egeo, tra la Grecia e l'isola di Cervi, gli archeologi hanno scoperto i resti di una civiltà antecedente ai miti omerici  (di Riccardo Bottazzo)

Una città perduta in fondo al mare. Una città con tanto di case, strade, palazzi. Una città che risale ad una remota civiltà, tanto lontana nel tempo da essere stata dimenticata anche dai nostri miti più antichi. Quanti libri, film o fumetti ci hanno appassionato e regalato emozioni seguendo questa traccia narrativa? Il mito dell’Atlantide sommersa risale agli albori della civiltà dell’uomo e si sempre è rivelato un fertile terreno per l’immaginazione di innumerevoli romanzieri, sceneggiatori, disegnatori, registi.

Così è stato e, probabilmente, sempre sarà, dai tempi di Gilgamesh a quelli di Steven Spielberg. Ma davvero si tratta solo di poetiche fantasie? Ebbene no! Le città perdute, inghiottite dal mare e recentemente scoperte grazie alle nuove potenzialità dell’archeologia subacquea, esistono davvero. E la più famosa e ben conservata di tutte è proprio nel nostro Mediterraneo, nei mari di Grecia. Il suo vero nome, nessuno lo sa. Gli archeologi la chiamano Pavlopetri.

Più esattamente Pavlopetri – che in greco significa Paolo e Pietro – è il nome della semisconosciuta isoletta che sorge vicino al ritrovamento. Siamo ad un tiro di schioppo dalla costa di Pounta, il bordo più meridionale del “dito” più a sud di quella bizzarra penisola, i cui contorni sembrano ..... CONTINUA A LEGGERE SU LIGURIA NAUTICA

martedì 9 gennaio 2018

PRONTI A SALPARE. PRESENTATA LA RETE CHE RIUNISCE I MUSEI DEL MARE E DELLA MARINERIA D’ITALIA (da EXIBART.COM)

Il Museo Navigante è ormai pronto a issare la vela e a salpare. Sarà presentata oggi, a Roma, la nuova piattaforma che riunirà tutti i 58 musei del mare e della Marineria d’Italia, fortemente voluta dal Mu.MA-Galata di Genova, dal Museo della Marineria di Cesenatico, dall’associazione La Nave di Carta della Spezia e dall’AMMM-Associazione Musei marittimi del Mediterraneo.

Questa rete virtuale valorizzerà il variegato patrimonio storico, archeologico, cantieristico ed etnografico delle strutture pubbliche e private accomunate dal racconto di tutto ciò che riguarda il tema della navigazione e diffuse lungo la Penisola, musei come il Galata di Genova, il più grande dell'area del mar Mediterraneo e uno dei più moderni d'Italia, inaugurato nel 2004, su progetto di Guillermo Vázquez Consuegra, come il Museo della Marineria di Cesenatico, unico museo galleggiante esistente in Italia, che ha sede nel tratto più antico e caratteristico del porto canale della città dell’Emilia Romagna., ..... CONTINUA A LEGGERE SU EXIBART.COM