lunedì 10 settembre 2018

Ritrovamenti subacquei al Circeo

Ritrovamenti subacquei al Circeo, la sovrintendente Chiara Delpino: “Ora uno scavo con l’utilizzo della sorbona”


SAN FELICE CIRCEO – Un sondaggio archeologico, si chiama così in gergo tecnico, da realizzare con l’utilizzo della sorbona. E’ il prossimo passo per indagare che cosa si nasconde al di sotto dei fondali del Circeo dove sono state recuperate in questi giorni un’ancora in ferro di grandi dimensioni di epoca romana e un’anfora quasi integra. Lo annuncia Chiara Delpino, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti con delega anche alla tutela subacquea che si è immersa nell’area davanti al porto per supervisionare le operazioni svolte dal giornalista e fotosub Umberto Natoli, autore della scoperta, con gli operatori della Asso (nelle foto con il reperto) e con il sommozzatore del porto Massimo Martufi, protetti dalla Capitaneria di Porto.

SI VA AVANTI – “Dobbiamo, con l’aiuto dei volontari, continuare ad indagare meglio la zona per verificare se si sia esaurito il giacimento di anfore o se, come sembra in questa prima fase, ce ne siano altre sotto la sabbia e se i ritrovamenti appartengano ad un unico relitto o a più relitti. Per questo vorremmo fare un breve scavo per riuscire a capire meglio di fronte a che cosa ci troviamo con un’azione non breve, spot, ma con un’azione di ricognizione a lunga durata. Con l’utilizzo della sorbona (un tubo che aspira la sabbia dal fondale) sarà possibile comprendere che cosa conserva quella fascia di mare davanti al porto del Circeo”.

LA TUTELA – E’ ovvio che l’emersione di tanti reperti porta con sé anche un problema di tutela in un’area marina accessibile a tutti e non perimetrabile, perché di passaggio. “L’azione di protezione, al di là del nostro rapido intervento........ CONTINUA A LEGGERE l'ARTICOLO SU RADIOLUNA NOTIZIE

lunedì 6 agosto 2018

Ponza, Palco la Caletta, 11 agosto 2018, ore 22:00: Incontro: "UN “VIAGGIO” NEI MONDI SOMMERSI E SOTTERRANEI"

   
A.S.S.O. con il Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane e il patrocinio del Comune di Ponza

 presenta:

UN “VIAGGIO” NEI MONDI SOMMERSI E SOTTERRANEI

Incontro con MARIO MAZZOLI, tecnico di archeologia subacquea, speleosubacqueo, speleologo e Direttore Generale di A.S.S.O.


 Ponza, palco La Caletta, Sabato, 11 agosto 2018, ore 22:00

domenica 5 agosto 2018

A Cromwellian Warship wrecked off Duart Castle, Mull, Scotland in 1653 (dalla rivista L'Archeologo Subacqueo)

Lungo la costa occidentale della Scozia, sui bassi fondali a poche decine di metri dalla riva del sound of Mull e del castello di Duart, appartenente, da sempre, al clan dei McLean, nel 1979 un istruttore subacqueo scoprì casualmente il relitto della nave seicentesca che venne quindi identificata come la Swan.

Il relitto, malgrado la bassa profondità, appariva come parzialmente coerente e caratterizzato dalla presenza evidente di alcuni cannoni di ferro concrezionati e di molti resti organici in buone condizioni.

I primi rilievi archeologici vennero eseguiti nel 1991 dalla ADU, ossia la Archaeological Diving Unit, un'unità operativa dell'Università di St. Andrews diretta da Martin Dean. 

Anche in conseguenza di alcune operazioni di disturbo condotte da clandestini, le ricerche ripresero nel 1992 e proseguirono fino al 2003 sotto la direzione di Colin Martin dello stesso ateneo scozzese. 

Si calcola che in dieci anni vennero condotte 1645 immersioni per 64 settimane di lavoro sul campo che permisero uno scavo, per settori irregolari, volutamente non esaustivo e una ....... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO QUI (pdf)

lunedì 30 luglio 2018

Archeologia subacquea: arriva dalla Calabria la tecnologia per un’innovativa fruizione dei fondali (da FAMEDISUD.IT)

Il team operativo è composto da tecnici informatici, ingegneri informatici, elettronici e meccanici, designer, archeologi e un architetto, mentre fra i soci fondatori troviamo 2 professori universitari, Maurizio Muzzupappa e Fabio Bruno, che rappresentano il forte legame con il mondo della ricerca accademica: è la carta d’identità di 3D Research, azienda calabrese con sede a Rende (Cosenza) nata nel 2008 da un gruppo di giovani ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Unical, che hanno voluto portare il loro know-how fuori dall’ambito accademico, creando una spin-off volta ad applicare, con approccio interdisciplinare, i risultati della ricerca tecnologica ed ingegneristica a settori finora scarsamente propensi all’innovazione.

Uno di tali settori è quello dei beni culturali intorno al quale hanno sviluppato vari progetti: uno di essi è rivolto al mondo dell’archeologia subacquea che senza dubbio è il settore più problematico sotto il profilo della fruizione, data la sua accessibilità solo a sub e professionisti dotati di brevetto di immersione. Eppure si tratta di un ambito di grande fascino per il pubblico, considerata soprattutto la ricchezza dei nostri fondali, con particolare concentrazione di testimonianze archeologiche proprio nel Sud Italia.

“In questo momento la 3D Research - ha dichiarato il vice presidente Fabio Bruno – sta lavorando a diversi progetti di ricerca europei molti dei quali riguardano la valorizzazione dell’archeologia subacquea, in modo da renderla uno strumento idoneo a sviluppare il turismo sostenibile nelle località costiere, e noi partecipiamo a questi progetti cercando di dare un contributo allo sviluppo di tecnologie innovative.

Si devono infatti a 3D Research alcuni strumenti che vanno a rivoluzionare la fruibilità di questi siti, come è stato mostrato di recente in uno dei parchi archeologici sommersi più belli d’Italia, quello di Baia, in Campania, utilizzato come “case study” insieme al sito del relitto navale romano di Punta Scifo, in Calabria: il sito di Baia si trova nell’area marina protetta fra i comuni di Bacoli e Pozzuoli, a nord di Napoli, e ..... CONTINUA A LEGGERE SU FAMEDISUD.IT

domenica 29 luglio 2018

LA BATTAGLIA RIEMERSA (da DIFESAONLINE.IT)

(di Paolo Palumbo) Siamo in una piccola stanza dove la luce è ridotta al minimo per non interferire con la lucentezza emanata da sei schermi digitali sui quali vengono proiettate immagini emozionanti. Come sottofondo un ronzio continuo, che quasi culla le nostre sensazioni e la consapevolezza di trovarci di fronte ad un evento importante per l’archeologia subacquea e per le vicende militari navali del XVIII secolo. Questo è lo scenario dove si svolge il racconto che stiamo per farvi: una storia affascinante, da riscrivere grazie a ciò che dopo secoli il mare restituisce all’occhio umano.

Siamo a bordo della nave della Marina Militare Anteo la quale, malgrado i suoi anni, è sempre in condizioni operative ottimali, specialmente per merito del continuo lavoro di manutenzione attuato dal suo equipaggio. Su una nave tutto funziona come un orologio, non esistono momenti morti, poiché tutti fanno parte di un complesso ingranaggio che non si arresta mai, nemmeno in piena notte.

L’Anteo da qualche giorno si trova ormeggiata davanti Finale Ligure e a bordo ospita l’élite della Marina Militare, vale a dire i palombari del COMSUBIN un reparto d’eccellenza invidiatoci da tutto il mondo. In mezzo ad uniformi blu e qualche mimetica circolano personaggi in abito civile i quali, malgrado non siano militari, ..... CONTINUA A LEGGERE SU DIFESA.IT

sabato 28 luglio 2018

Dal 20 luglio al 5 agosto i segreti sottomarini del Lago di Bolsena aperti al pubblico (da VIRGILIO.IT)

Dal 20 luglio al 5 agosto appassionati di archeologia potranno ammirare lo scavo archeologico subacqueo più importante di tutto il mondo

Immergersi nelle profondità del lago di Bolsena, alla ricerca di meravigliosi tesori, testimonianza di un antico passato tutto da scoprire. Tra i fondali del quinto lago più grande d’Italia c’è un villaggio sommerso risalente al nono secolo a.C., ricolmo di fondamentali tasselli archeologici che arricchiscono la conoscenza del passato della penisola italiana e dei popoli che nel corso dei secoli l’hanno abitata.

Secondo gli archeologi si tratta dello scavo archeologico subacqueo più importante di tutto il mondo, custode dell’ antico villaggio del Gran Carro, abitato, stando a quanto riferiscono gli archeologi dai Villanoviani, civiltà che si sviluppò in ampie parti d’Italia in un’epoca grossomodo corrispondente all’arrivo della seconda grande ondata di indoeuropei

Antiche brocche, damigiane, resti di case: armati di bombole, occhiali e pinne è possibile osservare gli antichi reperti rimasti per secoli sulle profondità marine, per i novelli Indiana Jones dei fondali che vogliono osservare con i ..... CONTINUA A LEGGERE SU VIRGILIO.IT

venerdì 20 luglio 2018

Roma, 27 luglio: LA NOTTE DELLA LUNA ROSSA E DEL PIANETA ROSSO


Il Ministero per i Beni e delle Attività Culturali
PRESENTANO
LA NOTTE DELLA LUNA ROSSA E DEL PIANETA ROSSO
L’eclissi totale di Luna del secolo e la grande opposizione di Marte
Roma, 27 Luglio, ore 21.00 - 24.00
Piazza del Colosseo, angolo Via Sacra

Lo spettacolo raro e magnifico dell’eclissi totale di Luna più lunga del secolo e della contemporanea grande e luminosa opposizione di Marte, nello straordinario contesto del Parco archeologico del Colosseo: un evento di eccezionale bellezza, unico al mondo.

Il prossimo 27 luglio, dopo quasi tre anni di assenza, torna nei cieli italiani lo spettacolo magnifico dell’eclissi totale di Luna. E lo farà in grande stile: in questa occasione, infatti, la Luna sarà alla massima distanza dalla Terra e raggiungerà il centro dell’ombra terrestre, generando un’eclissi con una fase totale di circa 103 minuti, la più lunga del XXI Secolo.

Inoltre, proprio la notte dell’eclissi, il pianeta Marte raggiungerà l’opposizione al Sole mentre sarà prossimo alla sua minima distanza dalla nostra stella, condizione ideale di visibilità per il Pianeta Rosso, la migliore dopo quella dell’agosto 2003: sarà una cosiddetta “grande opposizione”, con Marte che brillerà luminosissimo nel cielo.

“Poiché la Luna piena, condizione indispensabile per la sua eclissi, corrisponde alla fase in cui il nostro satellite si trova in opposizione al Sole, ne consegue che sia Marte che la Luna in eclissi saranno nella stessa regione di cielo, opposta al Sole, a soli sei gradi di distanza l’uno dall’altro: un raro e spettacolare abbraccio tra la Luna Rossa e il Pianeta Rosso – spiega Gianluca Masi, astrofisico, fondatore e Responsabile Scientifico del Virtual Telescope Project.

“Un fenomeno astronomico così unico ed irripetibile merita un evento culturale eccezionale, per condividere con il pubblico il valore e il significato della Bellezza, legame tra le meraviglie del cielo e della terra” – afferma Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo.

Per questo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Parco archeologico del Colosseo e il Virtual Telescope Project hanno predisposto per il 27 luglio, dalle ore 21.00 alle ore 24.00 una straordinaria serata di osservazione pubblica da un luogo di incommensurabile valore archeologico, culturale e storico: il Tempio di Venere e Roma, a pochi metri dall’Anfiteatro Flavio e dall’Arco di Costantino.

Ed è proprio da questa suggestiva postazione che, al culmine dell’eclissi, sarà possibile ammirare la Luna e Marte vestiti di eleganti sfumature rosse, uno spettacolo senza eguali al mondo. I visitatori, guidati nella scoperta del fenomeno astronomico e in quella dei monumenti antichi da personale specializzato, potranno osservare i due astri sia ad occhio nudo che al telescopio.
L’evento, aperto gratuitamente, avrà inizio alle ore 21.00 e si concluderà alle ore 24.00. La fase totale dell’eclissi è prevista tra le ore 21.30 e le ore 23.13. I turni di visita di 15 minuti ciascuno prevedranno la presenza contemporanea di 40 persone alla volta, che potranno assistere da 6 postazioni al fenomeno astronomico.

L’ingresso avverrà da piazza del Colosseo, angolo Via Sacra.

L’eclissi verrà trasmessa in diretta streaming attraverso le tecnologie del Virtual Telescope, al fine di condividere con il pubblico di tutto il mondo un evento prezioso e irripetibile. Si ringrazia UnitronItalia Instruments per l’allestimento dei telescopi.

sabato 14 luglio 2018

Incidente grotta Thailandia: tutto il racconto del salvataggio e la protezione dello "spirito della grotta"

IL RACCONTO DEL SALVATAGGIO

Il NEW YORK TIMES ha pubblicato un lungo articolo molto interessante che descrive in maniera dettagliata le operazioni di soccorso dei 12 ragazzi e del loro allenatore nella grotta di Tham Luang in Thailandia. Con interviste dirette ai soccorritori ci permette di ripercorrere tutta la vicenda di questo eccezionale salvataggio scoprendo che, come dicono loro stessi, è andata meglio di qualsiasi più rosea previsione. Non sono mancati imprevisti ed incidenti (tra cui la morte del Thai Navy Seal Sanam Gunman) ma una perfetta organizzazione e un'esperienza che solo gruppi di soccorso specializzati in grotta come quelli che hanno pianificato l'intervento possono avere, si è riusciti in una operazione che e' ai limiti dell'incredibile. La lettura di questo articolo del Times ci permette di capire bene la complessità di una operazione del genere.
Poi c'e' un'altro aspetto fin qui poco raccontato che è quello invece religioso e culturale e che secondo noi merita una certa attenzione.

LA PROTEZIONE DELLO "SPIRITO DELLA GROTTA"

L'antropologo dell' università di Princeton Andrew Alan Johnson sul blog "The Conversation" (qui l'articolo originale) racconta che, come tutte grotte della zona, anche la grotta di Tham Luang è accompagnata da una serie di miti e leggende sulle "forze spirituali" che la impregnano, addomesticate da preghiere e offerte. Letteralmente Tham Luang Nang Non, questo il nome completo, vuol dire "la grotta della ragazza adagiata". La ragazza in questione è una principessa, che, secondo la leggenda, rimase incinta di un cittadino comune e fuggì con lui. Alla morte del compagno la donna, che ora è lo spirito guardiano del luogo, si suicidò con un coltello: il suo corpo sarebbe diventato il monte Doi Nang Non e il suo sangue il fiume Mae Nam Mae Sai. Secondo la leggenda, chi visita la caverna deve adorare lo spirito per evitare di essere inghiottito.
Questo tipo di miti, ricorda l'esperto, è comune a tutte le caverne della zona. C'è ad esempio, poco più a sud, la grotta di Nang Non, il cui spirito guardiano (rappresentato dal manichino nella foto) sarebbe quello di un nobile attirato nella caverna da una bellissima donna e poi ucciso. "Le caverne sono posti pieni di forza, ma anche di pericoli; questi luoghi spesso hanno dei rituali annuali per assicurare che gli spiriti siano benevoli per i villaggi" racconta Johnson. "Gli spiriti hanno un aspetto feroce, e d'altra parte regnano su un mondo inospitale che deve essere addomesticato prima di diventare utilizzabile dagli uomini. Proprio questa consapevolezza del pericolo si traduce nei riti che si tengono nella regione", precisa l'antropologo. Ad alimentare i miti c'è anche il fatto che nel nord della Thailandia si incontrano tre religioni: "C'è la fede nel potere di particolari posti o persone, il rispetto per gli insegnamenti buddisti, e un modello di potere spirituale basato sulle tradizioni Hindu più antiche", sottolinea Johnson.


giovedì 12 luglio 2018

Incidente grotta Thailandia: una piccola raccolta di video che ci raccontano alcuni aspetti di questo incredibile salvataggio

RIASSUNTA IN MENO DI DUE MINUTI TUTTA L'OPERAZIONE DI SALVATAGGIO (fonte: THE GUARDIAN)



ALCUNE IMMAGINI DELLE COMPLESSE OPERAZIONI DI ALLESTIMENTO DELLE LINEE DI SALVATAGGIO (fonte: DAILY MAIL)



LE PRIME IMMAGINI DEI RAGAZZI IN OSPEDALE (fonte: BBC NEWS)


Tutti in salvo i 12 ragazzi e l'allenatore della grotta in Thailandia


Il salvataggio è finito. Ma le operazioni continueranno per molti giorni, bisogna svuotare la grotta di tutte le attrezzature, le bombole, etc... e tutto questo va fatto in massima sicurezza. Ora si scatenerà il circo mediatico con interviste, approfondimenti, storie più o meno vere, reality, documentari sensazionalistici.... Noi ci fermiamo qui. L'obiettivo principale è stato raggiunto anche se un tributo purtroppo è stato pagato alla grotta con il soccorritore deceduto (Saman Kuman) e altri infortunati in un incidente stradale (cappottamento di un suv) a monte della grotta di cui non si è parlato molto. Ora possiamo ricordare a tutti che una delle mete turistiche più interessanti della Thailandia sono proprio le grotte tra le più affascinanti del mondo e da sempre legate alla cultura e alla spiritualità Thailandese. 

E forse la foto di questo piccolo santuario in una bellissima grotta Thailandese (Phraya Nakhon Cave) può essere la giusta immagine di chiusura di questa storia a lieto fine. Grazie a tutti per l'attenzione.


mercoledì 11 luglio 2018

Fuori dalla grotta i 12 ragazzi e l'allenatore. Finito l'incubo di Tham Luang (fonte AGI.IT)

Si è conclusa l'operazione di recupero in Thailandia: sono tutti in salvo i 12 ragazzi ed il loro allenatore, rimasti intrappolati per 17 giorni nelle viscere della grotta di Tham Luang in Thailandia. L'ambulanza che lasciava la grotta è stata stamattina il primo segno che anche l'ultimo gruppo rimasto dentro dopo i primi due giorni di soccorsi - quattro ragazzi e l'allenatore - si avviava verso la libertà: dopo poco sono seguite le altre.

Il premier Prayuth Chan-ocha - riporta La Stampa - ha dichiarato che ai ragazzi sono stati somministrati degli ansiolitici durante il percorso. Tutti gli otto ragazzi estratti tra ieri e l’altro ieri stanno bene sia fisicamente sia mentalmente, e alcuni di essi hanno potuto finalmente rivedere i genitori ma solo attraverso un vetro.

I ragazzi stanno bene fisicamente, ma alcuni di loro hanno problemi di sonno - si legge sul Corriere della sera - I normali sintomi da stress post-traumatico, che non se ne andranno via subito». Sono sotto cura d’antibiotico, qualcuno ..... CONTINUA A LEGGERE SU AGI.IT

Archaeologists Urge Albania to Protect Underwater Greek & Roman Artifacts (from The National Herald)


TIRANA, Albania (AP) — Hundreds of Roman and Greek artifacts and ancient shipwrecks sitting under Albania’s barely explored coastline are in danger of falling prey to looters or treasure hunters if not properly protected, researchers and archaeologists warn. James Goold, chairman of the Florida-based RPM Nautical Foundation, said the objects — dating from the 8th century B.C. through to World War II — would be a great tourist attraction if properly displayed in a museum. 

 Goold’s RPM has mapped out the Ionian seabed from the Greek border all along to the Vlora Bay, finding at least 22 shipwrecks from the ancient times to World War II and hundreds of ancient amphorae. Those long, narrow terracotta vessels carried olive oil and wine along trade routes between North Africa and the Roman Empire, where Albania, then Illyria, was a crossroad. “The time has come to build a museum for Albanian and foreign tourists,” said Albanian archaeologist Neritan Ceka. 

Some amphorae may have already been looted ..... SEE MORE ON THE NATIONAL HERALD

lunedì 9 luglio 2018

I ragazzi fuori dalla grotta in Thailandia sono ora 8. Continuano le operazioni per gli ultimi 4 e l'allenatore

Da più fonti risulta confermata la notizia che i ragazzi in salvo fuori dalla grotta sono 8.
Rimangono ora 4 ragazzi e l'allenatore che con molta probabilità, dati i necessari tempi di sosta e riposo degli speleosub del British Cave Resque Council che stanno portando fuori i ragazzi con il supporto dei sommozzatori dei Thai Navy Seal, verrano portati in salvo nella giornata di domani.

Questo uno dei primi lanci della notizia da parte della CNN:
"8th boy rescued from cave, eyewitness says. An eighth boy has left the cave Monday and been sent to a medical facility on site according to an eyewitness who is part of the rescue operations stationed at the entrance of the cave. The total number of boys pulled from the cave Monday is four, following the four that were pulled Sunday. Four boys and their coach remain in the cave." (From CNN’s Jo Shelley and Kocha Olran)

Per capirne di più sulle operazioni di salvataggio in corso riportiamo questo disegno esemplificativo molto chiaro anche se le distanze non sono così brevi come possono apparire perchè dopo 1 km di sommerso vi sono quasi 3 km di cammino a piedi, non certo facile per i ragazzi che sono più di 12 giorni in quella grotta.


domenica 8 luglio 2018

Sabaudia: accordo tra Comune e Asso per lo studio e la tutela del territorio

Il Comune di Sabaudia ha stretto un accordo di collaborazione con l’Associazione Onlus ASSO (Archeologia, Subacquea, Speleologia e Organizzazione) al fine di promuovere lo sviluppo di progetti di studio e valorizzazione di zone archeologiche o naturalistiche e per lo svolgimento di attività di esplorazione, ricerca scientifica e documentazione di aree e giacimenti sommersi in mare e acque interne e di ambienti sotterranei artificiali e naturali. Questa mattina, in aula consiliare, la firma ufficiale alla presenza del sindaco Giada Gervasi, del direttore generale dell’associazione Mario Mazzoli e del consigliere delegato Francesca Avagliano.

Lo studio e la tutela del territorio è tra le priorità di questa Amministrazione e l’accordo con ASSO è senza dubbio uno strumento importante e aggiuntivo per il raggiungimento degli obiettivi – commenta il primo cittadino – Viviamo in una città giovane, edificata però su un’area che nei secoli addietro non sembrava essere così inospitale. Il nostro mare, i laghi e l’entroterra potrebbero dunque nascondere ancora tanti tesori e la loro scoperta e il loro studio potrebbero portare a nuove riflessioni sulla genesi di questo territorio e sulle sue peculiarità nei diversi secoli. Ringrazio sentitamente il dottor Mazzoli e tutti i professionisti che operano in ASSO per la disponibilità e l’opportunità di lavorare insieme”.

“L’idea è di mettere in rete i siti naturalistici e archeologici del nostro territorio e farli conoscere sempre più alla popolazione residente e turistica – precisa il consigliere Francesca Avagliano – Riteniamo interessante il discorso di estendere l’indagine conoscitiva al mare e ai laghi, attività che nel nostro territorio non ci risulta essere mai stata fatta in maniera sistematica nonostante si abbiano circa 25 chilometri di costa e laghi che in epoca romana erano molto frequentati e che per questo sicuramente custodiscono molti reperti importanti. L’intento generale, ovviamente, è quello di riportare alla luce quanto ancora ci sia di nascosto, di renderlo visibile e condividerlo con cittadini e turisti”.

“Su Sabaudia le ambizioni prevalenti riguardano il mare e le acque interne perché, come diceva il consigliere Avagliano, al di là di eventi sporadici non è mai stato condotto uno studio sistematico sul potenziale archeologico-subacqueo del territorio, inteso in senso lato – conclude Mario Mazzoli di ASSO – In particolare, stiamo pensando ad un ampio progetto di rilevamenti strumentali acustici sia nel mare che nei laghi e vorremmo farlo con il preventivo e ..... CONTINUA A LEGGERE SU RADIO ONDA BLU

Protocollo d’intesa fra Sicilia e Campania per valorizzare il patrimonio archeologico (da MOBMAGAZINE)

Un programma di attività triennali per valorizzare il patrimonio archeologico di due importanti realtà del Meridione d’Italia. E’ quanto prevede il protocollo d’intesa siglato a Napoli tra istituzioni siciliane e campane. L’evento centrale è la mostra “Thalassa, mare, mito, storia e archeologia” che si svolgerà al Mann – Museo archeologico nazionale di Napoli, che avrà luogo a partire dall’autunno 2019 e che fa parte di una serie di iniziative volute dal Mann stesso, dall’Assessorato dei beni culturali e dell’Identità siciliana della Regione Siciliana, dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei e da un’azienda di servizi e tecnologie per l’archeologia di Napoli. Un accordo, quello siglato nel capoluogo campano, che permetterà alle istituzioni coinvolte di promuovere progetti di ricerca, formazione, restauro, eventi e la catalogazione di reperti custoditi e attualmente preclusi alla pubblica fruizione, tutto ciò attraverso un piano triennale.

“Stabilire una collaborazione con il Mann e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, – ha dichiarato l’assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa – è un valore aggiunto per il nostro Assessorato: è importante, infatti, superare un certo isolazionismo che discende dall’autonomia istituzionale. Campania e Sicilia – ha aggiunto Tusa – sono accomunate dalla risorsa mare, che va riscoperta e valorizzata con rigore scientifico, senza sacrificare dinamismo e originalità nella comunicazione dei contenuti: in questo percorso, gioca un ruolo fondamentale la Città Sommersa di Baia, nel Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

Le ricerche del passato rappresentano ancora oggi, un punto di riferimento per l’indagine storica e scientifica”. “E’ un onore, per il Mann e per il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, avviare una sinergia virtuosa con la ..... CONTINUA A LEGGERE SU MOBMAGAZINE

sabato 7 luglio 2018

L'intervista a Mario Mazzoli della A.S.S.O. sulle operazioni di salvataggio in corso in questi giorni nella grotte in Thailandia

L'intervista a Mario Mazzoli, General Manager #Assoonlus sulle operazioni di salvataggio in corso nella grotta in Thailandia ma anche sulle problematiche generali di questi complicati interventi, rilasciata ieri al #tgzero di #radiocapital
Per ascoltare l'intervista cliccare qui


venerdì 6 luglio 2018

Grotta Thailandia: muore un soccorritore dei Navy Seal durante le operazioni di salvataggio (fonte: CNN)

La notizia che arriva in queste ore dalla Thailandia, dove sono in corso le delicate e complesse operazioni di salvataggio dei ragazzi imprigionati nella grotta è veramente tragica.

Nella notte uno dei soccorritori è morto durante le operazioni di posizionamento delle bombole di soccorso e riserva lungo il percorso della grotta. Il sub deceduto è Samarn Unan, 37 anni, ex membro del corpo dei Navy Seals di Bangkok, volontario nelle operazioni di soccorso.



Dalle dichiarazioni del Governatore del Chiang Rai, Passakorn Boonyalak, la causa di morte dovrebbe essere un asfissia mentre cercava di tornare indietro dopo aver sistemato bombole di ossigeno nella grotta. Per un operazione di soccorso in grotta sommersa di questa entità è necessario infatti posizionare un numero di bombole di miscele respiratorie lungo tutto il percorso che hanno lo scopo di fornire le necessarie riserve di sicurezza di aria ai soccorritori e alle persone metter in salvo. Data la lunghezza della grotta e la quantità di soggetti coinvolti la quantità di bombole necessarie è molto elevata e può arrivare a qualche centinaio.

E' chiaro quindi che prima di qualsiasi tentativo di portare fuori i ragazzi è necessario portare a termine questa ed altre operazioni di base che permettano la massima sicurezza dell'operazione.

Ma qualcosa è andato storto in questa nottata. Chi lavora nel soccorso sa bene che in queste complesse e pericolose operazioni il primo obiettivo (che sembrerà forse strano a chi non si occupa professionalmente di queste attività) è la sicurezza dei salvatori e poi quella delle persone da salvare. Cosa purtroppo che non è accaduta ieri nella grotta in Thailandia. Ma potrebbe essere stata anche una tragica e fatale coincidenza di fattori negativi, non abbiamo abbastanza informazioni per giudicare.
Ora la situazione si sta facendo sempre più complessa, si preannuncia un monsone in arrivo per sabato prossimo che potrebbe compromettere pesantemente le operazioni di soccorso; potrebbe diventare una pericolosa corsa contro il tempo.
Per capire meglio la situazione la CNN ha pubblicato una ricostruzione 3D della grotta che rende ben chiaro le difficoltà dell'operazione di soccorso:



Tutto il mondo continua a seguire con apprensione la vicenda. Nel frattempo al sub soccorritore  Samarn Unan, qualsiasi cosa fosse successa, va tutta la nostra riconoscenza e gratitudine per aver, come tanti altri in queste ore, messo in pericolo la propria vita per portare fuori i ragazzi della grotta.

ASSONET - 06/07/2018

martedì 3 luglio 2018

giovedì 14 giugno 2018

Una città sommersa come Atlantide nel mare Adriatico? Questo il mistero del nuovo romanzo "I MISTERI DI HATRIA" di Niky Marcelli.

La A.S.S.O. è lieta di annunciare l'uscita del nuovo romanzo di Niky Marcelli a cui abbiamo avuto modo di collaborare con vero piacere.

Esiste veramente una Atlantide in mezzo al mare Adriatico? E le sue strade sono realmente lastricate d’oro come afferma una leggenda narrata in un frammento di Plinio il Vecchio? Il professor Ruggero Marcòn era un pazzo visionario, come sostenevano i suoi colleghi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, o l’autore di una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi? 

Sara Varzi, la Contessa Rossa, e la giornalista Anna “Care” Caremoli, sua inseparabile compagna d’avventure, non hanno dubbi: dietro ad ogni leggenda c’è sempre un fondo di verità e loro sono del tutto intenzionate a scoprirla. Se non altro, per aiutare Alice, giovane figlia di Marcòn. 

Ma anche altri personaggi, molto pericolosi, sono alla ricerca della città perduta e, questa volta, Sara e Care rischieranno davvero moltissimo in fondo al mare, quando si troveranno di fronte un sottomarino assolutamente deciso a liberarsi di loro. Dalle sponde di Cesenatico e Venezia, fino alle coste della Croazia, in un susseguirsi serrato di colpi di scena e di situazioni da cardiopalma, le due ragazze dovranno mettercela davvero tutta per restare vive e svelare alla fine i misteri di Hatria.

lunedì 11 giugno 2018

Capo Sant'Elia, recuperate in mare due ancore di epoca romana (da L'UNIONE SARDA)

Nelle acque antistante il Capo Sant'Elia a Cagliari, a una profondità di 40 metri, sono stati recuperati due ceppi d'ancora in piombo di epoca romana del periodo tardo repubblicano (I sec. a.C. – II sec. d.C.), della lunghezza di 135 centimetri. 

I reperti sono stati recuperati grazie all'operazione del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e quello Subacquei della Compagnia Carabinieri di Cagliari. 
Il piano di controllo, in collaborazione ..... CONTINUA A LEGGERE SU L'UNIONESARDA.IT

mercoledì 6 giugno 2018

HELP THE OCEAN: un'opera d'arte ma anche un grido di allarme per il nostro pianeta


E' un vero piacere per noi della A.S.S.O. aver collaborato alla realizzazione delle riprese video dall'alto dell'installazione artistica HELP THE OCEAN dell’artista Maria Cristina Finucci, che sarà visibile dal 9 giugno al 29 luglio nella magnifica cornice del Parco Archeologico del Colosseo ai Fori Imperiali a Roma. Un grido d’allarme sullo stato del nostro pianeta. Le riprese aeree, che faranno poi parte di un video, sono state realizzate dal pilota di droni Francesco Marsala, da sempre partner storico della nostra associazione per le attività di ripresa e rilievo aeree.

L’opera fa parte del ciclo, iniziato dall’artista nel 2013, con la fondazione di un nuovo Stato Federale, il Garbage Patch State, il secondo Stato più vasto al mondo con i suoi 16 milioni di kmq, che comprende le cinque principali “isole” di plastica presenti negli oceani. formata da un insieme di gabbioni di rete metallica, messi a disposizione dal Gruppo Maccaferri, rivestiti da un ricamo di sei milioni di tappini di plastica colorati, vuole simulare un ritrovamento archeologico che potrebbe essere un giorno emblematico della nostra era, ribattezzata quindi come l’“età della plastica”.

Solo da una visione dall’alto però si potrà notare che questa peculiare costruzione forma le quattro lettere della parola HELP, la richiesta di aiuto di un’intera epoca storica, la nostra, finalmente conscia del proprio avviato processo di autodistruzione. Di notte la gigantesca scritta – si illumina – grazie ad ENEL X – ed è visibile anche da via dei Fori Imperiali. Il progetto è sostenuto da Fondazione Bracco. Un’opera d’arte contemporanea al servizio della nostra terra.

domenica 27 maggio 2018

Beni culturali, nasce il parco archeologico subacqueo di Lerici (da genova.repubblica.it)

Sarà accessibile anche ai disabili, si potranno scoprire parti di una grande colonna romana in marmo.

A sette metri sotto la superficie del mare, a Lerici, nasce il sito archeologico della Baia della Caletta: si potrà visitare con eccezionali visite subacque perché diventerà, a tutti gli effetti, un parco archeologico subacqueo della Liguria. Nei giorni scorsi il soprintendente per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria, Vincenzo Tinè, ha firmato una convenzione con il Comune di Lerici, per la valorizzazione e la gestione del sito.

Giacciono sul fondo due di tre grandi rocchi semilavorati, in marmo bianco di Carrara, che componevano una colonna monumentale di epoca romana: uno dei tre blocchi si trova invece in superficie, all'interno dell'area archeologica di Luni. "Dalle analisi effettuate è possibile individuare da quali cave provenga il marmo utilizzato - spiega il coordinatore del servizio tecnico di Archeologia subacquea, Simon Luca Trigona - si trovano nel bacino marmifero di Torano, nelle Alpi Apuane, che erano le antiche cave della città romana di Luni. La colonna era alta 11 metri ed era destinato a un complesso architettonico di grande impegno, in una delle città maggiori della Gallia e della Spagna".

Ciò che rende speciale la convenzione è la tipologia di visite guidate: saranno aperte a tutti, il fondo particolarmente basso permetterà davvero a chiunque di provare a conoscere il museo subacqueo. Anche i ..... CONTINUA A LEGGERE SU GENOVA.REPUBBLICA.IT

giovedì 17 maggio 2018

Bari, 30 maggio 2018, CORSO DI SPELEOLOGIA SUBACQUEA

30 maggio 2018. ore 18:00

AULA MAGNA del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali
Università degli studi di Bari "Aldo Moro"
Campus Universitario - Via Orabona, 4 Bari

I CORSO DI SPELEOLOGIA SUBACQUEA


giovedì 10 maggio 2018

21 maggio: Conferenza "Alle foci del Tevere: storia, territorio, attualità"

Lunedì 21 maggio 2018, ore 9.00 
Convegno "Alle foci del Tevere: territorio, storia, attualità"
Aula “Giuseppe Dalla Vedova” Palazzetto Mattei in Villa Celimontana 
Via della Navicella 12, Roma





domenica 22 aprile 2018

Archeologi Cinesi inziano la loro prima missione in mare (fonte: CCTV+)

Il 18 aprile è salpata da Sanya, nella provincia cinese di Hainan, la nave oceanografica Tuanso-1 per effettuare la prima missione archeologica in alto mare del paese.
Sei archeologi a bordo del sommergibile Shenhai Yongshi (Deep Sea Warrior) completeranno sei immersioni nelle acque al largo di Beijiao delle Isole Xisha come parte di un'indagine archeologica, secondo l'Amministrazione statale dei beni culturali (SACH). Le immersioni, che vanno da sei a otto ore ciascuna, variano in profondità da 50 a 200 metri, anche se possono immergersi fino a 1.000 metri se necessario. Il sommergibile con equipaggio è progettato per raggiungere una profondità massima di 4.500 metri.

La missione promuoverà l'istituzione di un meccanismo interdisciplinare per l'archeologia e getterà solide fondamenta per una migliore protezione dei reperti culturali sottomarini, secondo Song Jianzhong, vice direttore del National Centre of Underwater Cultural Heritage. "Il Mar Cinese Meridionale rappresenta i due terzi delle acque marine della Cina, o circa 2 milioni di metri quadrati, e la sua profondità in media supera i 1.000 metri Se vogliamo proteggere i resti culturali sottomarini nel Mar Cinese Meridionale, con la maggior parte delle reliquie nascoste in alto mare, prima dobbiamo conoscere alcune informazioni di base sul mare, è il lavoro che non potevamo fare 30 anni fa ", ha detto Song. "Sappiamo che è una buona opportunità per effettuare esplorazioni subacquee con l'uso dello Shenhai Yongshi, che ci fornisce una piattaforma per le immersioni", ha aggiunto. 

Fondamentale per la via della seta marittima del XXI secolo, il mare che circonda le Isole Xisha è un centro di scambio culturale per diversi paesi. È anche importante per la ricerca e la protezione dei resti subacquei lasciati dalle antiche navi. La nave oceanografica Tansuo-1 è di proprietà dell'Istituto di scienza e ingegneria del mare profondo (IDSSE) sotto l'Accademia cinese delle scienze. Nel settembre 2017, l'IDSSE e il Centro nazionale del patrimonio culturale subacqueo hanno firmato un accordo quadro di cooperazione per promuovere il lavoro archeologico del mare profondo del paese. Un laboratorio archeologico di acque profonde è stato istituito congiuntamente dalle due parti a gennaio.

VEDI QUI LA NOTIZIA ORIGINALE SU CCTV+ (VIDEO IN LINGUA CINESE)

lunedì 16 aprile 2018

THE TERROR, la nuova serie su Amazon Prime Video basata sulla storia vera della scomparsa dei velieri EREBUS e TERROR


E' in onda su AMAZON PRIME VIDEO l'avvincente serie TV THE TERROR che racconta l'affascinante e drammatica vicenda della "spedizione perduta di Franklin", una missione nel mare artico del 1845 in cui scomparirono le due navi e tutto il loro equipaggio.

La serie televisiva, prodotta da Ridley Scott, si basa per la sua ricostruzione di fantasia sul romanzo dal titolo omonimo scritto nel 2007 da Dan Simmons che rappresenta solo l'ultimo racconto di questa incredibile e misteriosa vicenda che da Charles Dickens a Jules Verne, da Clive Cussler a Sinead O'Connorha continuato ad affascinare scrittori ed artisti di tutti i tempi.


Il trailer originale della serie in onda anche in versione italiana su Amazon Prime Video

La "spedizione perduta di Franklin" fu un viaggio di esplorazione artica guidato dal Capitano Sir John Franklin partito dall'Inghilterra nel 1845. Franklin, ufficiale della Marina britannica ed esperto esploratore, aveva già preso parte a tre precedenti spedizioni artiche, le ultime due come comandante in capo. Con la sua quarta e ultima, che intraprese all'età di cinquantanove anni, si proponeva di attraversare l'ultimo tratto, fino ad allora mai percorso da nessuno, del passaggio a nord-ovest. Dopo alcune traversie i due velieri EREBUS e TERROR sotto il suo comando rimasero bloccate dai ghiacci nello stretto di Vittoria, nei pressi dell'Isola di Re William nell'artico canadese. Tutti i membri della spedizione, Franklin e 128 uomini, non furono mai più ritrovati. (fonte Wikipedia; Cliccare qui per approfondire e leggere tutta la storia).

Dal 1850 e fino ai nostri giorni molte spedizioni di ricerca e di indagine hanno cercato di chiarire la dinamica della vicenda e i motivi della scomparsa completa dell'equipaggio. 
Le navi erano ben attrezzate e la spedizione era organizzata per resistere fino a 5 anni bloccati nei ghiacci o muoversi verso rotte più a sud nel periodo estivo di disgelo della banchisa. 

Ma la notizia più eccezionale è stata quando nel 2014 e nel 2016 due spedizioni di ricerca del Governo Canadese e della Arctic Foundation rivelano di aver ritrovato a profondità raggiungibili i due relitti dell'EREBUS (-12 mt) e della TERROR (- 93 mt) che, ben conservati grazie al freddo artico, riappaiono dopo più di 150 anni a seguito della riduzione della banchina artica dovuta ai cambiamenti climatici.

Attendiamo ora l'organizzazione delle spedizioni di ricerca che forse ci aiuteranno a capire meglio la dinamica dell'evento e raccontare storicamente la disperata e drammatica vicenda dei 129 uomini scomparsi nella "spedizione perduta di Franklin".

La EREBUS e la TERROR nei due articoli (in italiano) di National Geographic dedicati al ritrovamento.

                             

La EREBUS e la TERROR nei principali servizi video (in lingua inglese) dedicati al rivenimento:






mercoledì 11 aprile 2018

Archeologia subacquea: il mitico Oro di Atlantide al Museo di Gela (da Messinaora.it)

Presentati nei locali del Museo archeologico regionale di Gela i reperti subacquei recuperati dalla Soprintendenza del Mare nel corso delle campagne di indagine. Interventi effettuati negli ultimi anni in collaborazione con la Guardia di Finanza ROAN di Palermo, la Capitaneria di Porto di Gela e il subacqueo gelese Francesco Cassarino. Esposti i lingotti che facevano parte di un prezioso carico trasportato da un’antica nave naufragata a qualche centinaio di metri dalla costa gelese, ad una profondità di circa cinque metri. I lingotti sono di un metallo particolare, chiamato “oricalco”, definito l’Oro di Atlantide. Una lega di rame e zinco simile al nostro ottone e considerato nell’antichità un metallo prezioso e al terzo posto per valore commerciale dopo l’oro e l’argento.

La scoperta dei lingotti di oricalco è tra le più importanti di questi ultimi anni sia perché costituisce ununicum come ritrovamento, sia perché i reperti finora conosciuti forgiati con questa lega sono molto rari. Inoltre esposti due elmi corinzi provenienti dai fondali di contrada Bulala: si tratta di due oggetti molto simili tra di loro, inquadrabili nella tipologia dell’elmo diffuso in Grecia tra il 650 e il 450 a.C. Sono costituiti da un’ampia calotta con paranaso rettangolare allungato e da due ampie paragnatidi. Una fila di piccoli fori ..... CONTINUA A LEGGERE SU MESSINAORA.IT

sabato 7 aprile 2018

Roma, la neve allla VILLA DEI QUINTILI - Rome, VILLA DEI QUINTILI under the snow (2018)

In collaborazione con il PARCO ARCHEOLOGICO DELL'APPIA ANTICA (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) rendiamo disponibile un breve video, realizzato da A.S.S.O. e DRONE SOLUTION, nell'area della VILLA DEI QUINTILI realizzato nel giorno della nevicata a Roma, 26 febbraio 2018.


Riprese video aeree con drone: FRANCESCO MARSALA (www.dronesolution.it
Montaggio video: MASSIMO D'ALESSANDRO (www.massimodalessandro.com
Musiche: EDIZIONI FLIPPER MUSIC (www.flippermusic.it

giovedì 29 marzo 2018

La neve al Parco Archeologico del Colosseo (febbraio 2018)

Grazie alla disponibilità del PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) rendiamo disponibile un breve video, realizzato da A.S.S.O. e DRONE SOLUTION, nell'area del COLOSSEO, PALATINO e FORI nel giorno della nevicata a Roma, 26 febbraio 2018. 



Riprese video aeree con drone: FRANCESCO MARSALA (www.dronesolution.it)
Montaggio video: MASSIMO D'ALESSANDRO (www.assonet.org
Musiche: EDIZIONI FLIPPER MUSIC (www.flippermusic.it)

lunedì 19 marzo 2018

22 marzo: Progetto Liburna (Mostra "Nel mare dell'intimità" - Trieste)

Nell'ambito degli eventi collaterali della mostra "Nel mare dell'intimita'" che è in corso a Trieste, al Salone degli Incanti fino al 1° maggio 2018, il 22 marzo alle 18 Danilo Leone, Mariuccia Turchiano (Università di Foggia) e Giuliano Volpe (Presidente del Consiglio superiore dei beni Culturali e paesaggistici, già Rettore dell'Università di Foggia) presenteranno il PROGETTO LIBURNA.
Questo importante progetto di ricerca, che prendeva il nome dalla liburna, la tipica imbarcazione illirica, ha messo a fuoco l'archeologia dei paesaggi costieri dell'odierna Albania, tra la baia di Valona ed il promontorio di Kalaburun.
A partire dal 2006, le indagini subacquee e lungo la riva hanno raccolto una ricca serie di informazioni sulle frequentazioni preromane e romane, medievali e di età moderna che permettono di rintracciare fasi e modi del popolamento antico.
Nel corso della presentazione verrà proiettato il documentario "Albania: la storia sommersa" di Massimo D'Alessandro (Produzione A.S.S.O. onlus).

mercoledì 14 marzo 2018

Cimitero sommerso di 7 mila anni stravolge le teorie archeologiche (da EPOCHTIMES)

A circa trecento metri dalle coste della Florida, la straordinaria scoperta di un sito di sepoltura di oltre 7 mila anni ha portato a un rivoluzionario progetto archeologico: il Manasota Key Offshore (Mko), oltre ad aiutare gli studiosi a comprendere abitudini di vita e habitat dei Floridian indigeni di allora, potrebbe stravolgere le attuali teorie archeologiche sottomarine.

Secondo quanto ha annunciato il segretario di stato statunitense Ken Detzner il 28 febbraio scorso sul sito del dipartimento di Stato della Florida, le indagini archeologiche hanno localizzato nel Golfo del Messico un sepolcreto ancestrale di nativi americani senza precedenti: un antico luogo di sepoltura che giaceva sul fondo di uno stagno d’acqua dolce, ricoperto da un sottile strato di torba che ha contribuito a conservarlo.

Dopo aver studiato l’area di quasi un ettaro, anche l’ufficio per le ricerche archeologiche (Bar) – divisione delle Risorse Storiche del Dipartimento (Dhr) incaricata di proteggere i resti umani non marcati di oltre 75 anni – ha confermato l’esistenza di un sito preistorico del periodo arcaico antico. «Vedere un sito di 7 mila anni così ben conservato nel Golfo del Messico è fonte di grande ispirazione – dichiara il supervisore di archeologia subacquea per il Bar, dottor Ryan Duggins – Siamo veramente onorati da questa esperienza. Però, è importante ricordare che questo è un luogo di sepoltura e deve essere trattato con il massimo rispetto. Ora sappiamo dell’esistenza di questo tipo di sito sulla piattaforma continentale, e questo cambierà per sempre il modo in cui ci avviciniamo all’archeologia marittima. Mentre continuiamo..... CONTINUA A LEGGERE SU EPOCHTIMES

sabato 10 marzo 2018

Sperlonga, dalla spiaggia riemerge un bellissimo capitello greco

Un’importante scoperta archeologica è avvenuta questa mattina sulla spiaggia di Sperlonga, dove nei pressi della Grotta di Tiberio è stato recuperato un capitello romano. Il reperto è stato ritrovato ieri mattina da alcuni pescatori del luogo, che hanno informato le autorità competenti. Le delicate operazioni di scavo e recupero sono state effettuate dai tecnici della nostra Onlus A.S.S.O. sotto la direzione del responsabile territoriale, archeologo della Soprintendenza ai beni culturali, Francesco Di Mario, e dell’assessore Stefano D’Arcangelo, della portavoce del Comune di Sperlonga Irene Chinappi, e del delegato Franco De Fabritiis.

“Riteniamo che l’evento sia importante non solo per il singolo capitello quanto per l’ulteriore testimonianza dell’enorme quantità di reperti romani giacenti nei pressi di quel luogo e della necessità di promuovere scavi subacquei”, ha dichiarato la portavoce Chinappi. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un capitello di origine greca, di un metro di diametro, di fattura piuttosto rara, databile intorno al 40 a.C. e che potrebbe appartenere alla Villa di Tiberio sita nelle vicinanze.


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