lunedì 25 luglio 2011

La storia sommersa 'Noi, a caccia dei tesori custoditi dal mare' (da LaRepubblica.it - Bari)

La storia della Puglia è nell' acqua. Inabissata a diversi metri di profondità, impassibile ai mutamenti che avvengono in superficie. Il tempo si è fermato, o è scandito solo dal lento lavoro dei paguri. I fondali di Puglia conservano un ricco patrimonio archeologico, non sempre facile da individuare né da portare in superficie. Dalle Tremiti a Santa Maria di Leuca, passando per il Foggiano con il porto di Salapia e scendendo fino ai rinvenimenti di Torre Chianca in Salento, l' archeologia subacquea tenta di creare una mappa completa dei tesori sommersi. Che spesso rimangono là sotto, inaccessibili se non ai sub esperti. «Non è sempre possibile portarli a galla - spiega Fernando Zongoli, ispettore onorario per l' archeologia subacquea - soprattutto perché i contributi statali sono esigui. Finora un grosso aiuto per le campagne di scavo a Santa Sabina è arrivato dalla Provincia di Brindisi e dall' Università del Salento». Zongoli si riferisce alle attività di rilievo e di conseguente recupero svolte negli scorsi anni proprio nel Brindisino, a Santa Sabina: lì ci sono i resti del porto antico, attivo dal VI secolo a. C. e ricco di relitti di navi. Da lì sono venuti fuori i bronzi di Brindisi, fiore all' occhiello della sezione del museo cittadino Ribezzo dedicata propria all' archeologia marina.

L' attività di Zongoli va avanti dagli inizi degli anni ' 60 e non conosce tregua. Armato di macchina fotografica, ha registrato le meraviglie depositate sui fondali, cercando così di completare la ricostruzione della storia terrestre della Puglia. In questi giorni è impegnato tra Giovinazzo ed Egnazia per la "Settimana dell' archeologia subacquea in Puglia: Egnazia sommersa", iniziativa del Centro sub Corato realizzata in collaborazione con Marenostrum e Vedetta sul Mediterraneo e con il sostegno degli atenei pugliesi, della Soprintendenza archeologica per la Puglia e della direzione marittima Sigea Puglia. Un progetto pluriennale che punta a sensibilizzare l' opinione pubblica sulle problematiche della tutela e della valorizzazione dell' archeologia subacquea lungo le coste regionali.

L' invito è rivolto soprattutto ai sub - per partecipare è necessario avere almeno il brevetto di primo livello - agli studenti di archeologia e anche agli appassionati. Da Vedetta sul Mediterraneo di Giovinazzo si parla ancora per oggi di storia, geologia, normative e mappatura. Poi da domani ci si immerge al largo di Egnazia. Perché se in molti conoscono il parco archeologico terrestre, non altrettanti sanno che a pochi metri, sotto la superficie, c' è una necropoli, un' acropoli e un porto romano. Negli anni sarà possibile creare un percorso che colleghi la terra al mare, per portare a Egnazia anche i turisti subacquei con apposite visite guidate. «Per ora ci limitiamo a immersioni esplorative - prosegue Zongoli - nel weekend simuleremo la quadrettatura sul fondo, spolvereremo la sabbia e faremo documentazione grafica e fotografica».

Con lui ci saranno Gianfranco Ruffo dello staff di Marenostrum Puglia Archeoclub d' Italia, Giovanni Strippoli del Centro sub Corato, il direttore del servizio di medicina iperbarica dell' ospedale San Paolo di Bari Domenico Picca e la direttrice del parco di Egnazia Angela Cinquepalmi.

L' attività non terminerà domenica con la consegna degli attestati: dal 27 agosto sempre agli scavi di Egnazia si parlerà del futuro dell' archeologia sommersa con Mario Mazzoli, direttore generale dell' Asso di Roma (Archeologia subacquea speleologia organizzazione). - ANNA PURICELLA

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