venerdì 6 gennaio 2017

Un tuffo nel pozzo: sott'acqua nelle cavità artificiali sommerse (di Mario Mazzoli - dalla rivista SUB)

Molti non lo sanno, ma ci sono uomini specializzati in immersioni nei luoghi più difficili e strani, come antichi acquedotti, cave, sistemi di difesa, miniere, catacombe e altri sotterranei invasi dall'acqua. Uomini che spesso si muovono nel fango e nell'acqua torbida per riportare alla luce vetusti reperti o completare uno studio architettonico, come spesso succede nel sottosuolo di Roma. Le tecniche sono più o meno quelle della speleologia subacquea tradizionale, ma in tanti casi ancora più sofisticate.

Strutture ipogee di approvvigionamento idrico, cave, sistemi di difesa, miniere, sepolture, magazzini, pozzi e vie di fuga possono richiedere il supporto di subacquei specializzati per la loro esplorazione. In queste aree lo scopo delle immersioni è finalizzato al reperimento di informazioni diversamente non accessibili ed è per questo che, dopo un primo tuffo conoscitivo, è fondamentale portare fuori dall'acqua dati e immagini, anche se la frequente cattiva visibilità impedisce spesso la realizzazione di foto e filmati accettabili. Nella maggior parte dei casi, le strutture ipogee sommerse hanno perso la loro funzione primaria..... CONTINUA QUI A LEGGERE L'ARTICOLO (PDF)

mercoledì 4 gennaio 2017

La grotta subacquea più profonda del mondo (dalla rivista FOCUS.it)

È in Repubblica Ceca: per arrivare in fondo, a 404 metri di profondità, gli speleologi hanno lavorato due anni. 

La grotta è nota dal 1999, ma solo nei giorni scorsi è stato possibile misurarla per intero. La grotta di Hranická Propast, in Repubblica Ceca, è la caverna subacquea più profonda al mondo: arriva a 404 metri di profondità, 12 metri in più rispetto alla dolina carsica di Pozzo del Merro, a nord di Roma (392 metri), finora considerata la più profonda. 

UNA SCOPERTA GRADUALE. Un gruppo di geologi guidato dal polacco Krzysztof Starnawski è riuscito nell'impresa utilizzando un sottomarino a comando remoto (ROV). Ma l'esplorazione della grotta carsica, finanziata dalla National Geographic Society, ha richiesto due anni di lavoro e riservato diversi imprevisti. Nel 2014, Starnawski si immerse nella dolina arrivando a 200 metri di profondità. Pensando di aver raggiunto il fondo, si accorse però di un piccolo e stretto passaggio che portava a un tunnel più esteso: Starnawski vi calò interno una sonda, esaurendo però il cavo a 384 metri di profondità. Grotta profonda: le caverne più sorprendenti al mondo 

SECONDO TENTATIVO. Nel 2015, durante un'altra immersione, Starnawski notò che la strettoia si era ampliata per il crollo di parte della parete della grotta, e vi si introdusse,..... CONTINUA A LEGGERE SUL SITO WEB DELLA RIVISTA FOCUS.it

giovedì 22 dicembre 2016

AUGURI DI BUONE FESTE!






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sabato 17 dicembre 2016

FOLIGNO CITTA' ROMANA: esplorazioni sotterranee e riprese aeree con droni


Il breve filmato è stato realizzato a cura della A.S.S.O. onlus di Roma che il 14 e il 15 novembre 2015, con il Patrocinio del Comune di Foligno e della Diocesi di Foligno, ha dato supporto logistico per divulgare i risultati delle ultime ricerche sulla Foligno romana. 
Con riprese aeree tramite una telecamera ad altissima definizione (4k) montata su un drone a pilotaggio remoto per la lettura della viabilità antica e per una migliore comprensione delle dinamiche evolutive del tessuto urbano e delle paleo morfologie, e con ispezioni in alcuni pozzi della città,. anche di proprietà privata, per verificare e documentare la geostratigrafia, la rete idrografica e l’eventuale presenza di rivestimenti interni. 

Il filmato è stato proiettato nell’ambito della presentazione del secondo volume sulla città romana di Foligno dal titolo “Dal castrum alla via della Quintana, dal tempio alla cattedrale. Studi topografici e architettonici tra ambiguità storiche e anomalie urbanistiche” a cura di Paolo Camerieri, responsabile dell’Osseratorio Qualità del Paesaggio della Regione Umbria, Giovanna Galli, architetto dell’albo regionale degli Esperti in Beni Ambientali e Architettonici e Giuliana Galli, archeologa classica specializzata in Rilievo e Analisi Tecnica dei Monumenti Antichi, con un contributo del geologo Sergio Bovini, specializzato in Protezione Civile e Rischi del Territorio, edizioni Il Formichiere. 

Questa pubblicazione segue ed integra il primo volume già pubblicato presso l'editore "Il Formichiere".

Gli studi e le ricerche degli archeologi Paolo Camerieri e Giuliana Galli, e dell’architetto Giovanna Galli si sono concentrati sulla Cattedrale, luogo della sepoltura di San Feliciano, martire del 251 ad opera dell’imperatore anticristiano Decio, in un epoca in cui non era ancora stato liberalizzato il cristianesimo. I vari testi antichi che riportano la storia del Santo, i luoghi del suo martirio, nonché della sua sepoltura, sono stati riletti attraverso la nuova visione urbanistica della città: che sarebbe sorta su un castrum (accampamento militare) romano del III secolo avanti Cristo, come rilevato sia dai confronti storici (ne parlerebbe indirettamente Tito Livio, storico dell’età di Augusto, quando tratta degli scontri tra Umbri e Romani nella guerra di Bevagna del 308 a.C. e del console Quinto Fabio Massimo Rulliano), sia dalla rilevazione satellitare (GIS). La città era fondata su un Decumano massimo, e sui due assi ortogonali a questo, i cosiddetti Kardines (Cardi), di cui uno reca il nome di ‘Via Quintana’: questa divideva il IV dal V squadrone della cavalleria romana la quale si esercitava a squadre con la lancia su un fantoccio da colpire, retaggio diretto della nostra Giostra della Quintana. 

Tale via coinciderebbe con l’asse Corso Cavour- Via XX Settembre, la quale è stata modificata più volte nei secoli: l’asse viario romano dell’antico castrum, passerebbe oggi a fianco della navata di San Feliciano coincidendo con la Corte dell’attuale Museo Diocesano. Lo studio ha rivelato la probabile presenza di altre quattro fasi architettoniche preesistenti all’attuale cattedrale a partire dal primo martirium di S.Feliciano e di Santa Messalina ed ha messo in evidenza la presenza di una sorta di basamento rettangolare, oggi non più visibile, che ha dettato la forma non esattamente ortogonale del transetto sinistro della Cattedrale e che potrebbe essere riferito ad un preesistente edificio di culto pagano. Inoltre vengono analizzate anche le successive fasi di costruzione e di ampliamento della Cattedrale, tra il medioevo ed i giorni nostri, grazie alla pubblicazione di disegni e rilievi conservati negli archivi storici locali. 

Foligno città romana, cattedrale, tempio sotto cattedrale, Feliciano, castrum romano, ispezioni speleologiche, via Quintana, giostra della Quintana, volo drone, pozzi, cardine e decumano, città di fondazione romana, Quinto Fabio Massimo Rulliano, guerra di Bevagna

giovedì 8 dicembre 2016

Progetto Albanus: una nuova vita per l'emissario Albano

Pubblichiamo l'intervista di Mario Mazzoli, General Manager A.S.S.O., sulle esplorazioni in corso nell'emissario Albano nell'ambito del Progetto Albanus condotto dalla Federazione Hypogea. (Corriere Metropolitano di Castel Gandolfo)

venerdì 2 dicembre 2016

Articolo su rivista SUB di dicembre 2016


Sull'ultimo numero della rivista SUB di dicembre 2016, ora in edicola, è stato pubblicato un articolo di Mario Mazzoli, General Manager A.S.S.O., sulle esplorazioni delle cavità artificiali sommerse.
Al seguente link è possibile consultare la rivista e l'articolo: 


domenica 27 novembre 2016

Inaugurati i primi due padiglioni del museo delle navi di Pisa, le visite inizieranno il 3 dicembre

Dopo 18 anni d'attesa, dal 25 novembre è aperto al pubblico il "Museo delle Navi Antiche" di Pisa, un primo nucleo di quella che sarà una delle più importanti e grandi esposizioni archeologiche sulla marineria antica, la cosiddetta "Pompei del mare", con 30 imbarcazioni di epoca romana e altomedievale (di cui 13 integre), risalenti ad un periodo che va dal I secolo d.C. e il VII d.C.. 

Nel 1998, nei pressi della stazione ferroviaria di San Rossore, a Pisa, vennero alla luce i resti della prima nave, determinando il blocco dei lavori in corso per la sistemazione della ferrovia. Partì così il grande cantiere di scavo e di restauro, che, oltre agli scafi completi di carico, ha permesso di recuperare oggetti personali dei marinai, migliaia di frammenti ceramici, vetri, amuleti e metalli. 

L'apertura delle prime due sale negli Arsenali Medicei, nel centro di Pisa, ha coinciso con la ristrutturazione dell'intero complesso, costruito nella seconda metà del '500 per volontà di Cosimo I, grazie all'intervento del ministero dei Beni culturali. I primi due ambienti ad essere aperti al pubblico (saranno in tutto otto) sono la sala IV - con l'esposizione della prima imbarcazione rinvenuta, la nave "A" (lunga 18 metri e risalente al II secolo d.C) e una sezione introduttiva dedicata alla tecnica di costruzione delle navi e al cantiere messo in opera per seguire gli scavi - e la sala V (foto), dove saranno poi esposte tutte le navi restaurate, e che attualmente ospita la barca "F" (del II sec. d.C), piccola imbarcazione fluviale..... CONTINUA A LEGGERE SU NATIONAL GEOGRAPHIC

Vai al sito ufficiale delle navi di Pisa: http://www.navidipisa.it/