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GRAZIE PER IL TUO 5x1000 ALLA A.S.S.O. E RINNOVO INVITO PER IL 2018



Vogliamo ringraziare di cuore chi ha voluto devolvere alle nostre attività la propria quota negli anni scorsi ed estendiamo l’invito alla donazione del 5X1000 anche per quest'anno, indicando nel riquadro CUD riservato al “Sostegno delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale” il nostro codice fiscale 92003990584. Mentre coloro che ci conoscono lo sanno bene, perché altri dovrebbero pensare ad ASSO ?

giovedì 30 novembre 2017

MOSTRA “NEL MARE DELL’INTIMITÀ”, VENERDÌ ARRIVA LA RICOSTRUZIONE DELLA SEZIONE TRASVERSALE DELLA IULIA FELIX DI GRADO

Un carico di conserve e di vetro, che era stato destinato al riciclo già due millenni fa, prima di inabissarsi al largo della laguna di Grado. È il tesoro della Iulia Felix, nave da carico romana del II secolo d.C., ritrovata a 16 metri di profondità nel 1987, assieme a circa 600 anfore. Il vascello, lungo 18 e largo 6 metri, ha un valore inestimabile sia per l’architettura navale che per l’archeologia.

Un carico di conserve e di vetro, che era stato destinato al riciclo già due millenni fa, prima di inabissarsi al largo della laguna di Grado. È il tesoro della Iulia Felix, nave da carico romana del II secolo d.C., ritrovata a 16 metri di profondità nel 1987, assieme a circa 600 anfore. Il vascello, lungo 18 e largo 6 metri, ha un valore inestimabile sia per l’architettura navale che per l’archeologia.

Una riproduzione storicamente fedele della sezione trasversale del bastimento arriverà a Trieste: venerdì 1 dicembre al Salone degli Incanti – ex Pescheria, Riva Nazario Sauro, 1 grazie alla mostra Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico, dove sarà esposta insieme a una parte del suo carico originale. 

La ricostruzione è realizzata dall’ERPAC – Servizio catalogazione, formazione e ricerca, così come l’analisi, lo studio e la catalogazione dei materiali organici e inorganici del carico, nell’ambito di un accordo con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Grado per l’apertura e la valorizzazione dell’istituendo Museo nazionale dell’archeologia subacquea della città. La riproduzione, a cura di Rita Auriemma, Dario Gaddi, Carlo Beltrame, è stata progettata dal maestro d’ascia chioggiotto Gilberto Penzo ed eseguita nel cantiere nautico Casaril di Venezia.

IL CARICO E IL RICICLO.  La nave di Grado costituisce un caso emblematico di commercio di redistribuzione e riutilizzo, per l’eccezionale carico di salse e conserve di pesce di produzione locale, presumibilmente aquileiese, contenuto entro più di 600 anfore in gran parte riutilizzate, provenienti da varie regioni del Mediterraneo: Egeo orientale, Tripolitania, Tunisia, Campania, Emilia Romagna, alto Adriatico. Il riutilizzo delle anfore è evidente per due fattori: l’omogeneità della merce in tutte le anfore – pesce, anche se di qualità diverse (sardine e sgombri) e diversamente preparato (salsa “fior di garum” e pesce sotto sale) e la presenza di tappi tutti “ritagliati” da pareti di anfore degli stessi tipi di quelle componenti il carico. Le anfore, giunte per varie vie e da posti diversi in un emporio, erano ..... CONTINUA A LEGGERE SU TRIESTE CAFE'

martedì 28 novembre 2017

Biologi Marini: nuova generazione di professionisti della subacquea.

Corsi di Perfezionamento in Ricerca Partecipativa, Valorizzazione del Patrimonio Naturale e Subacquea Ricreativa - L'Economia locale a supporto della gestione territoriale

Organizzato da Università Politecnica delle Marche in Collaborazione con PADI, DAN, RCI

dal 12 al 16 febbraio 2018 a Malta

(c/o The International School of Diving Safety and Medicine, Gozo)

La sempre maggiore attenzione delle nuove generazioni verso la conservazione e tutela dell’ambiente marino è in contrasto con la scarse opportunità lavorative disponibili, soprattutto in ambito nazionale. Il corso, aperto a 10 biologi marini, ha l’obiettivo di rispondere ad una opportunità di mercato ancora disattesa, basata sulla volontà di partecipazione dei cittadini a programmi di ricerca scientifica aventi importanti ricadute in termini di risultati. Il corso fornisce specifiche conoscenze relative all’applicazione di protocolli per il coinvolgimento dei cittadini in progetti di ricerca partecipativa da svolgere presso centri d’immersione, nell’ambito della subacquea ricreativa.

Saranno fornite conoscenze relative a progetti che possano essere d’interesse locale, nazionale e internazionale, a supporto delle più recenti direttive europee. Saranno applicate tecniche di censimento visivo su i) rifiuti ii) specie marine mediterranee iii) specie aliene iv) di monitoraggio delle risposte fisiologiche dei subacquei alle immersioni e v) di raccolta ed elaborazione dati.

I docenti saranno biologi, ingegneri, medici ed esperti del settore. 
Il corso sarà svolto in collaborazione con PADI, DAN, Reef Check Italia onlus

Il corso, finalizzato alla creazione di una nuova generazione di professionisti della subacquea in grado di operare all’interfaccia fra ricerca e impresa, è rivolto a laureati e dottorandi in diverse discipline delle Scienze del Mare titolari di un brevetto Dive Master (o superiore) di una qualsiasi didattica riconosciuta. Il corso copre argomenti quali ricerca partecipativa in ambito medico e ambientale, tecnologia e marketing per la promozione della citizen science nell’industria subacquea e diversificazione del business nella subacquea ricreativa. Il training, intensivo, si snoda attraverso sessioni in classe e sul campo per esporre i partecipanti sia ai fondamenti della teoria che a scenari realistici durante i quali mettere in pratica quanto appreso. Il corso rilascia una certificazione da parte dell’Università Politecnica delle Marche attestante l’acquisizione delle competenze e di 5 CFU, la certificazione PADI di Research Diver, la certificazione Reef Check Italia di Mediterranean EcoDiver e una certificazione DAN che abilita all’acquisizione dati tramite doppler a tutti i partecipanti che superano la prova finale. Il Researcher Diver PADI si riferisce a un nuovo corso di specialità che può essere insegnato esclusivamente da Istruttori PADI in possesso di un titolo universitario nell’ambito delle Scienze del Mare.

Obiettivi formativi 
Conoscenze: Lo scopo è quello di fornire le conoscenze di base sia teoriche che pratiche sui principali protocolli di progetti di citizen science da svolgersi in ambito mediterraneo su tematiche ambientali e relative alla sicurezza subacquea.
Capacità di applicare le conoscenze: Alla fine del corso, il partecipante sarà in grado di individuare ed applicare i più adeguati progetti di ricerca di CS in relazione a precise problematiche di ricerca, monitoraggio, conservazione e gestione sia su scala locale che internazionale.
Competenze trasversali: La peculiarità delle attività pratiche richiede lo sviluppo di buone capacità di interazione e di coordinamento all’interno di un gruppo di lavoro. Le immersioni svolte durante le esercitazioni potranno essere certificate come immersioni scientifiche e poter quindi contribuire all’ottenimento della certificazione europea di subacqueo scientifico, facilitando la mobilità internazionale dello studente riguardo questo ambito. 

Modalità di erogazione della didattica
La parte teorica è svolta in 40 ore, in una settimana. Il Corso si suddivide in moduli da 4 a 8 ore. Il Tirocinio pratico si svolge presso centri d’immersione ed ha una durata di 10 ore. L’allievo rende conto del lavoro svolto attraverso una relazione che provi la professionalità raggiunta. Il Corso termina con una valutazione orale, una certificazione UNIVPM ed una certificazione congiunta rilasciata da PADI, RCI e DAN

Requisiti
a) Laurea magistrale in Biologia Marina o titoli ritenuti validi ai fini dell’iscrizione dal Comitato Ordinatore del corso; 
b) Padi Dive Master, o certificazione di livello equipollente o superiore 
c) visita medica subacquea in corso di validità (meno di 12 mesi al momento del corso).

I fondali raccontano la storia dell’Adriatico Relitti e opere d’arte (da IlPiccolo di Trieste)

Il 17 dicembre sbarcherà al Salone degli Incanti una curata esposizione sull’archeologia subacquea
di GIULIA BASSO

Il nostro mare Adriatico è come uno scrigno, custode di storie millenarie che aspettano soltanto d’essere riportate in superficie. «Ci sono più relitti sul fondo del mare rispetto alle navi che lo solcano», diceva lo scrittore e saggista croato bosniaco Predrag Matvejevic, grande cantore delle civiltà del Mediterraneo e degli incroci tra i popoli che s’affacciavano sulle sue acque. E’ispirata proprio alle sue parole e alla sua concezione del Mediterraneo come “mare che unisce” la straordinaria mostra che aprirà i battenti il 17 dicembre al Salone degli Incanti, trasformandolo per cinque mesi in un grande mare, in cui il pubblico potrà idealmente immergersi per scoprire un’infinità di storie che per lungo tempo, a volte secoli, a volte millenni, sono rimaste celate sotto le acque. Storie di pace e di guerra, di scambi e traffici commerciali, di incroci di genti e di merci, perfino storie di pirati.

A raccontarle sarà la mostra “Nel mare dell’intimità - L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico”, che per la prima volta, con un’esposizione di 2000 metri quadri, offrirà al pubblico in una visione d’insieme relitti, opere d’arte e oggetti della vita quotidiana, merci destinate alla vendita e attrezzature di bordo letteralmente ripescate dai fondali del nostro mare. Saranno circa un migliaio i reperti in mostra, ciascuno con la propria storia, provenienti dai numerosi giacimenti sommersi e prestati per l’occasione da musei italiani, croati, sloveni e montenegrini.

A collaborare a questa mostra, che è organizzata dal Servizio di catalogazione, formazione e ricerca dell’Erpac (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale Fvg e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Trieste), sono infatti oltre 60 istituzioni culturali italiane e internazionali, tra le quali ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILPICCOLODITRIESTE

Marina della Lobra, attesa per i risultati del sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza (da IlMattino.it)


MASSA LUBRENSE - I resti di una villa Patrizia o un antico santuario? Ipotesi, solo ipotesi. Rimarranno tali fino a quando i tecnici della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’area metropolitana di Napoli non avranno esaminati i rilievi subacquei effettuati ieri mattina, insieme a due sommozzatori del gruppo dei volontari della Protezione civile di Massa Lubrense. Ovviamente, dal sopralluogo, non è trapelata nessuna indiscrezione sulle origini dei reperti archeologici rinvenuti nello scorso mese di settembre nello specchio d’acqua che circonda il porticciolo di Marina della Lobra, nel circondario della Riserva marina protetta di Punta Campanella.

Il sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza era stato richiesto dai vertici del Parco marino per una attenta valutazione dei reperti presenti tra una profondità di tre e nove metri in una vasta area di notevole valenza archeologica. I sub di Massa Lubrense, su segnalazione di un appassionato frequentatore dei luoghi, poco più di un mese fa, si erano trovati davanti in un gran numero di blocchi lapidei cesellati in varie forme e dimensioni.

L'Archeoclub di Massa Lubrense, aveva ipotizzato che potesse trattarsi dei resti di una villa Patrizia o di un antico santuario. Rilievi fotografici sono stati realizzati anche da Marco Gargiulo, esperto di immagini subacquee. La vicenda ha sollevato curiosità, con prospettive sulle potenzialità di un sito destinato ad ampliare l’attenzione degli appassionati del ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILMATTINO.IT

giovedì 23 novembre 2017

Relitti in 3D: archeosub cafoscarini sperimentano la rivoluzione tecnologica (da CAFOSCARINEWS)

La tecnologia sta rivoluzionando le tecniche della ricerca archeologica, sulla terraferma come sui fondali marini. Da qualche anno gli archeosub hanno come compagni di lavoro software che trasformano le foto scattate sott’acqua in dettagliati modelli tridimensionali. E’ un’applicazione nuova di una tecnica nota, la fotogrammetria. Così lo ‘scavo’ in mare diventa più rapido, sicuro, economico.

Ma come cambia la qualità dei risultati? Quali accorgimenti deve osservare il ricercatore per ottenere il massimo dal rilievo? Risponde con uno studio pubblicato dal Journal of Cultural Heritage e ripreso da Science l’archeologo marittimo cafoscarino Carlo Beltrame. Con il suo team, Beltrame è tra i pochi al mondo all’avanguardia sull’utilizzo della fotogrammetria per l’archeologia subacquea, grazie anche alla collaborazione con il laboratorio di fotogrammetria dello IUAV.

Lo strumento principe diventa la reflex, con la quale scattare centinaia di immagini riprendendo il ritrovamento sottomarino da altrettanti punti di vista. La bindella metrica non va in pensione, ma viene srotolata solo per definire la ‘maglia’ topografica di riferimento.

“La fotogrammetria ci permette di risparmiare molti giorni di lavoro sott’acqua - spiega Beltrame, docente di Archeologia marittima e subacquea al Dipartimento di Studi Umanistici - e a poche ore dal rilievo possiamo vedere sullo schermo del computer il modello tridimensionale dettagliato del ritrovamento, con la possibilità di calcolare volumi con un margine d’errore irrilevante. E’ un’autentica rivoluzione”.

Il team ha sperimentato la fotogrammetria su diversi siti a diverse profondità e condizioni ambientali. Il nemici della fotografia, infatti, sono l’oscurità, dovuta alla profondità, la torbidità dell’acqua e la progressiva sparizione dei colori, dovuta sempre alla profondità; ma altri aspetti critici sono ..... CONTINUA A LEGGERE SU CAFOSCARINEWS

Egitto, scoperti tre relitti di epoca romana al largo di Alessandria (da NationalGeographic)

Trovati in mare anche tre aurei di Augusto e una testa di statua attribuita a Marco Antonio

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, le tracce della millenaria storia dell’antico Egitto non si celano solo sotto l’arida sabbia del deserto, ma possono essere trovate anche nelle profondità del mare. Ne è un perfetto esempio la scoperta annunciata ieri da Mostafa Waziry, Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, di tre relitti di epoca romana al largo del porto di Alessandria.

Il ritrovamento è stato effettuato da una missione egiziana del Dipartimento di Archeologia Subacquea del Ministero delle Antichità in collaborazione con l’Institut Européen d’Archéologie Sous-Marine (IEASM). Secondo il capo del Dipartimento, Osama al-Nahas, ce ne sarebbe anche un quarto intuibile dalla presenza di grandi travi di legno sul fondale e di numerosi contenitori ceramici che potrebbero aver fatto parte del carico della nave affondata

L’area indagata si trova tra il porto orientale di Alessandria e la baia di Abu Qir, dove un tempo sorgeva l’antica città di Heracleion (Thonis in lingua egizia) ormai ..... CONTINUA A LEGGERE SU NATIONALGEOGRAPHIC.COM

martedì 21 novembre 2017

TRIESTE. NEL MARE DELL’INTIMITÀ. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico

Il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità (Predrag Matvejević, da Breviario mediterraneo, ed. Garzanti 2007).

A TRIESTE, PER LA PRIMA VOLTA INSIEME, UN MIGLIAIO DI REPERTI DA MUSEI ITALIANI, CROATI, SLOVENI E MONTENEGRINI, PER RACCONTARE A TUTTI, CON GLI OCCHI DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA, LE ROTTE, I PAESAGGI, GLI UOMINI E LE STORIE DEL NOSTRO MARE ADRIATICO.

Oltre 60 istituzioni culturali italiane e internazionali coinvolte, 50 studiosi, per un’esposizione di 2000 metri quadri che racconterà le straordinarie storie che emergono dal nostro mare Adriatico.

Per la prima volta saranno offerti al pubblico in una visione d’insieme relitti, opere d’arte e oggetti della vita quotidiana, merci destinate alla vendita e attrezzature di bordo, circa un migliaio di reperti provenienti dai numerosi giacimenti sommersi e prestati per l’occasione da musei italiani, croati, sloveni e montenegrini.

L’ex Pescheria-Salone degli Incanti di Trieste si trasformerà in un paesaggio d’acqua, un fondale sommerso che permetterà di leggere in maniera più esaustiva l’intensità degli scambi culturali e dei traffici commerciali, la specificità ..... CONTINUA A LEGGERE SU ARCHEOMEDIA

sabato 18 novembre 2017

La Soprintendenza del Mare in Kenya per una Missione archeologica in collaborazione con i musei nazionali del paese africano

Missione archeologica congiunta della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dei Musei Nazionali del Kenya a Malindi-Ngomeini Bay nella Baia di Ngomeini.

La missione è stata sostenuta dall’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi / Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’ambito di un progetto già avviato nel 2016 con l’obiettivo di individuare l’esistenza dei pre-requisiti per una riqualificazione in senso culturale del turismo sulla costa del Kenya, e di promuovere nello stesso tempo in questo Paese l’eccellenza italiana nel settore dell’Archeologia.

La località di Ngomeni Bay, individuata nel corso di una precedente missione in Kenya di Sebastiano Tusa (Marzo 2016), oltre a presentare uno specifico interesse dal punto di vista scientifico, riveste un particolare significato per l’Italia in quanto ospita la base e le piattaforme del Centro Spaziale Luigi Broglio, gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana.

Il gruppo di lavoro, guidato da Sebastiano Tusa e Caesar Bita del Museo Nazionale di Malindi, era composto da Claudio Di Franco, operatore archeologo subacqueo e da Fabio Iorio, operatore esperto nell’uso del Side Scan Sonar (Sonar a Scansione Laterale).

Date le condizioni meteomarine avverse dovute alle abbondanti piogge dei giorni precedenti l’arrivo della missione, le immersioni sono state ridotte al minimo per la visibilità estremamente scarsa dell’acqua. Le maree entranti e uscenti nella Baia di Ngomeini, infatti, con le conseguenti forti correnti che spostano grandi quantità di fango, hanno reso le acque della baia estremamente torbide. Pertanto si è molto lavorato ..... CONTINUA A LEGGERE SU ESPERO.NEWS

mercoledì 15 novembre 2017

La nave Romana Liburna nel porto di Civitavecchia

All’interno della Darsena Romana del Porto di Civitavecchia, esattamente dietro le mura dell’Antica Rocca, è possibile ammirare la bellissima ricostruzione di una sezione di Liburna, antica nave da guerra della flotta romana.





La sezione di nave, riprodotta fedelmente a grandezza naturale (scala 1:1), è opera dell’abilità e della maestria del Com.te Mario Palmieri, direttore del laboratorio di archeologia sperimentale CANS LANS, nell’ambito del Progetto Navalia “Potenza e Tecnologia della Flotta di Roma “, con la consulenza scientifica degli archeologi Barbara Davidde e Roberto Petriaggi dell'Università di Roma Tre.




2 dicembre, Ravenna: INCONTRI CON LA STORIA


Vi segnaliamo che il prossimo sabato 2 dicembre 2017 l'Historical Diving Society Italia ha organizzato a Ravenna una serata conviviale dal titolo INCONTRI CON LA STORIA con Lamberto Ferri Ricchi, Tridente d'Oro 2003.
L'intervento di Lamberto Ferri Ricchi, pioniere indiscusso della speleologia subacquea, Award HDSI 2013, documentato da spettacolari immagini, spazierà non solo dalla speleosububacquea ma coprirà anche tante altre sue attività, a cominciare da importanti scoperte archeologiche per arrivare alla fruibilità turistica delle grotte, attualmente di gran successo.

Trieste, una piccola bitta tra i gioielli riportati a galla dalla “Wien” (da IL PICCOLO)

Recuperati nelle acque fra Servola e Muggia alcuni reperti della corazzata asburgica. Saranno esposti all’ex Pescheria dal 17 dicembre al primo maggio 2018.


MUGGIA. Esistono storie che rimangono sul fondo del mare per molto tempo. A volte, dopo un secolo, riemergono dall’oblìo, per ragioni storiche o spesso ideologiche.

Ieri mattina nello specchio di mare tra Servola e Muggia una parte della storia triestina ha fatto pace con i fantasmi che la tormentavano. Grazie al lavoro del Gruppo sommozzatori dei Vigili del fuoco e l’interessamento dell’Erpac, di concerto con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg, sono stati portati alla luce alcuni frammenti della corazzata asburgica Wien affondata dagli italiani il 10 dicembre 1917.

Giace sul fondale motoso che l’ha tenuta nascosta fino al 2008 quando Stefano Caressa, grazie allo side scan sonar che permette di fotografare i fondali con assoluta precisione, l’ha ritrovata. «L’operazione di recupero - spiega Pietro Spirito, giornalista esperto di storia marittima - ha un carattere altamente simbolico. Questa storia in effetti doveva essere scomoda, visto che gli italiani riuscirono sì a silurarla ..... CONTINUA A LEGGERE SU ILPICCOLO

sabato 11 novembre 2017

Esplorazione speleosub “Monte Longos – La via per la congiunzione”

Questo documentario, realizzato dalla ComSub – Federazione Speleologica Sarda, descrive le esplorazioni del 2016 che hanno portato alla congiunzione delle varie cavità carsiche della Codula ‘e Llune, nel Supramonte ogliastrino, rivelando la vera entità di questo sistema, che supera i 70 km di estensione totale. Attualmente la grotta più estesa d’Italia.

martedì 7 novembre 2017

Nuova serie della Rivista "L'Archeologo Subacqueo"

E' in distribuzione il primo numero della nuova serie della rivista "L'archeologo subacqueo", ora in versione semestrale e con articoli con note e apparato bibliografico. La rivista cioè si trasforma da newsletter in rivista scientifica, che però manterrà sempre anche la fisionomia di informazione aggiornata sulle varie attività riguardanti l'archeologia subacquea e navale. 
Nato nel 1985, ora la rivista si è dotata di un prestigioso comitato scientifico internazionale e di un sistema di revisione e valutazione della qualità dei contributi pubblicati. Con il vantaggio di pubblicazioni rapide nei fascicoli semestrali e poi della versione open access dopo un embargo di 2 anni. Al momento sono disponibili in accesso libero gran parte delle annate precedenti. Vi invitiamo quindi a sostenere la rivista con l'abbonamento e invitiamo i colleghi a proporre articoli da pubblicare.
Giuliano Volpe (Direttore de L'Archeologo Subacqueo)


giovedì 2 novembre 2017

3 novembre 2017: Proiezione anteprima del documentario "Progetto ALBANUS: dentro l'antico emissario del lago Albano"

Venerdì 3 novembre, nell'ambito dell'incontro FINALMENTE SPELEO, che si è tenuto a Finale Ligure, è stato proiettato in anteprima assoluta una parte del documentario "Progetto ALBANUS: dentro l'antico emissario del lago Albano" di Massimo D'Alessandro.

Il documentario, attualmente in fase finale di produzione e disponibile probabilmente a partire dei primi mesi del 2018, narra la campagna di esplorazione e documentazione in corso da più di tre anni da parte degli speleologi della Federazione HYPOGEA all'interno dell'antico emissario Albano.


Cliccare qui per maggiori informazioni sul progetto di ricerca in corso sull'emissario e sulla Federazione Hypogea

Cerveteri, sabato 4 novembre, conferenza sul colombario rupestre di Ceri

Sabato 4 novembre, nel borgo di Ceri, presso la prestigiosa sala conferenze di Villa Torlonia si svolgerà una conferenza a cura delle associazioni A.S.S.O. e G.A.T.C. sulle cavità artificiali antiche e sulla nuova scoperta del colombario di Ceri. (Ingresso libero, per info: Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it)

Al suo interno centinaia di cellette/nido perfettamente conservate la pongono insieme a quella dell'abitato medievale di Castel Campanile, recuperato e reso visibile dal GATC, come "unicum" in tutto il territorio di Cerveteri, paragonabile ai colombari del Viterbese come Norchia, Blera, Barbarano. L'Allevamento dei colombiformi (piccioni, piccioni viaggiatori, colombi) è una pratica conosciuta nell'antichità sin dal tempo degli Etruschi e dei Romani per le carni, le uova ed il guano , potente letame; famose sono le ricette culinarie sui piccioni di ..... CONTINUA A LEGGERE SU TERZOBINARIO.IT

mercoledì 1 novembre 2017

Servizio del TGR Lazio sul progetto Anagni Sotterranea

Pubblichiamo il video andato in onda il 1 novembre 2017 sul TGR Lazio sulle esplorazioni che stiamo compiendo come Federazione HYPOGEA nei sotterranei della cittadina di Anagni.